Collegamento tra POS e registratori telematici dal 5 marzo 2026: tutte le regole operative

Dal 5 marzo 2026 diventa operativa la procedura di collegamento tra POS e registratori telematici (RT), un adempimento destinato a incidere profondamente sull’assetto gestionale di commercianti, professionisti e operatori con attività soggette a memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi. Si tratta di un passaggio previsto dalla normativa sul contrasto all’evasione e anticipato già dal PNRR, poi strutturato dall’Agenzia delle Entrate attraverso la guida operativa pubblicata nel 2024 e, più di recente, chiarito dalla risposta a interpello n. 44/E del 20 febbraio 2026.
Con l’avvio della piattaforma dedicata sul portale “Fatture e Corrispettivi”, contribuenti e intermediari delegati potranno associare ciascun POS allo specifico registratore telematico utilizzato per l’emissione dei documenti commerciali. La procedura non riguarda invece la modalità web semplificata “Documento commerciale online”, per la quale non è ammessa delega.
L’articolo analizza in modo approfondito il perimetro applicativo, gli esoneri, la gestione dei POS multipli e le ricadute operative per gli operatori economici, integrando gli orientamenti dell’Agenzia delle Entrate con i precedenti di prassi più rilevanti.

Il contesto normativo e la spinta verso l’integrazione telematica

Il collegamento tra POS e RT affonda le sue radici negli interventi normativi introdotti con il decreto legislativo 127/2015, che ha posto le basi per l’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione dei corrispettivi. Negli anni, diversi documenti di prassi hanno contribuito a definire il perimetro delle attività soggette o esonerate, fra cui la circolare 3/E del 2020, la circolare 5/E del 2022 e la risposta a interpello 358/2021. L’obiettivo del legislatore è sempre stato quello di garantire coerenza tra le transazioni elettroniche incassate tramite POS e i corrispettivi comunicati al Fisco.
Il collegamento logico tra strumenti di pagamento e registratori telematici rappresenta quindi un tassello ulteriore nel percorso di digitalizzazione fiscale. Con la risposta 44/E/2026 l’Agenzia conferma che l’associazione sarà obbligatoria ogni volta che il pagamento elettronico si riferisce a un’operazione soggetta a certificazione fiscale tramite documento commerciale.

Avvio dal 5 marzo 2026 e ruolo degli intermediari delegati

Durante un convegno organizzato da ALP Sud e dall’Ordine dei Commercialisti di Bari, l’Agenzia delle Entrate ha annunciato ufficialmente che dal 5 marzo 2026 la funzionalità di collegamento sarà accessibile agli operatori all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”. La stessa sarà utilizzabile anche dagli intermediari delegati, semplificando la gestione per contribuenti che si affidano abitualmente a professionisti.
Diverso il caso della procedura web semplificata “Documento commerciale online”, dove la delega non è consentita e l’adempimento rimane in capo all’operatore.

Un unico POS per attività diverse: quando è possibile

Uno dei punti più rilevanti chiariti dalla risposta 44/E riguarda la possibilità di utilizzare un unico POS per attività distinte che possono essere soggette a regimi documentali eterogenei. Il caso analizzato riguarda un centro ricreativo con attività di bowling, bar-ristorazione e sala giochi.
L’Agenzia conferma che un unico POS può essere impiegato anche in presenza di:
attività soggette a obbligo di scontrino elettronico, attività esonerate dalla certificazione fiscale, attività documentate tramite biglietteria SIAE.
Le uniche operazioni che richiedono necessariamente il collegamento logico POS-RT sono quelle per cui vi è obbligo di documento commerciale, come nel settore bar e ristorazione. Durante l’emissione del documento commerciale, è sufficiente registrare correttamente le modalità di pagamento e l’importo corrispondente.

POS dedicati per attività esonerate o per l’incasso di fatture

Il contribuente può comunque scegliere di utilizzare un POS dedicato per l’incasso di operazioni esonerate, come vendita di tabacchi, carburanti, ricarica di auto elettriche, vending machine e vendite a distanza. In questi casi il collegamento logico non è obbligatorio, salvo un’importante eccezione: se l’operatore decide volontariamente di emettere un documento commerciale con codice natura IVA N.2 anche per attività esonerate, il POS utilizzato dovrà essere collegato al RT.
Questo scenario si verifica frequentemente nel commercio elettronico, dove molti operatori preferiscono uniformare il flusso di certificazione.
Per quanto riguarda l’incasso delle fatture, la normativa non richiede un POS dedicato. Il pagamento elettronico di una fattura non comporta l’obbligo di collegamento POS-RT poiché l’operazione è già certificata tramite documento elettronico trasmesso al SdI.

Il rischio dell’utilizzo promiscuo del POS

La questione più delicata, e spesso sottovalutata dagli operatori, riguarda l’utilizzo promiscuo del POS, cioè la situazione in cui lo stesso strumento viene utilizzato per incassi soggetti a certificazione tramite documento commerciale e per incassi esonerati o documentati con fattura.
L’Agenzia richiama l’attenzione sul fatto che, in questi casi, è necessario monitorare con precisione l’uso del POS al fine di assicurare una corretta associazione dello strumento al registratore telematico competente. Una configurazione errata o un mancato abbinamento potrebbero generare incoerenze nei flussi trasmessi e possibili rilievi in sede di controllo.

Implicazioni pratiche per operatori e professionisti

L’introduzione del collegamento logico rappresenta un cambiamento significativo sul piano operativo. Gli operatori dovranno:
mappare i POS attualmente in uso, verificare se sono dedicati o promiscuamente utilizzati, identificare quali attività richiedono certificazione fiscale, valutare eventuali riorganizzazioni del parco POS.
Dal canto loro, i professionisti delegati dovranno affiancare i clienti nella verifica della corretta associazione e nella predisposizione della documentazione interna, soprattutto per operatori multiattività come bar tabacchi, centri sportivi, impianti ricreativi e attività con vending machine.

Il collegamento tra POS e registratori telematici dal 5 marzo 2026 segna un passo decisivo verso una maggiore integrazione tra strumenti di pagamento e obblighi fiscali. Gli operatori economici dovranno prestare particolare attenzione alla gestione dei POS multipli, all’utilizzo promiscuo e alle attività esonerate, evitando errori che potrebbero riflettersi sulla corretta trasmissione dei corrispettivi. La risposta 44/E/2026 fornisce un quadro chiaro che permette di impostare operativamente la fase di avvio della nuova procedura.

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Tiziano Beneggi

Febbraio 23, 2026

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