La legge di conversione del cosiddetto “decreto Rinnovabili” (Dl 175/2025), in vigore dal 21 gennaio 2026, introduce un nuovo quadro operativo per le imprese che intendono beneficiare del credito d’imposta previsto dal Piano Transizione 5.0, con effetti rilevanti sulla pianificazione degli investimenti in tecnologie digitali ed efficienza energetica.
Il provvedimento – nato in risposta all’esigenza di accelerare il processo di decarbonizzazione del sistema industriale nazionale – disciplina tempi, limiti e incompatibilità del beneficio, delineando con maggiore chiarezza le condizioni per l’accesso all’incentivo e integrando misure in materia di energia da fonti rinnovabili, in particolare per il comparto agrivoltaico.
Calendario degli adempimenti
La normativa ha stabilito un calendario procedurale rigoroso:
- 27 novembre 2025: termine per la trasmissione al GSE delle comunicazioni di prenotazione per l’accesso al credito d’imposta Transizione 5.0;
- 6 dicembre 2025: termine per integrare le comunicazioni trasmesse tra il 7 novembre e le ore 18:00 del 27 novembre 2025.
Un aspetto centrale del provvedimento è l’incompatibilità tra le misure Transizione 5.0 e 4.0. Le imprese che, alla data di entrata in vigore del decreto (22 novembre 2025), avevano presentato domanda per entrambi i crediti d’imposta, hanno dovuto, entro il 27 novembre, optare per una sola agevolazione, formalizzando la scelta tramite comunicazione telematica.
Novità sulla localizzazione degli impianti agrivoltaici
In sede di conversione, sono state introdotte importanti precisazioni operative per l’installazione di impianti agrivoltaici:
- Il Comune competente è ora tenuto a verificare l’idoneità dei terreni in funzione della continuità delle attività agricole e pastorali;
- L’idoneità del progetto deve essere attestata tramite dichiarazione asseverata redatta da professionista abilitato, allegata al progetto;
- Il progetto deve garantire il mantenimento di almeno l’80% della produzione lorda vendibile, come parametro minimo di compatibilità agricola.
Un’opportunità strategica, non solo fiscale
L’attivazione tempestiva e consapevole del credito d’imposta Transizione 5.0 non rappresenta un mero adempimento fiscale, ma un elemento strategico nella gestione industriale e nella transizione ecologica delle imprese. Le scelte in materia di investimento, localizzazione degli impianti e combinazione tra incentivi devono poggiare su un’analisi integrata che contempli:
- sostenibilità economica dell’intervento;
- compatibilità ambientale e urbanistica;
- disponibilità di risorse professionali e tecniche per la certificazione;
- verifica delle interazioni tra incentivi fiscali e accesso ad altri strumenti pubblici.
Cosa può fare lo Studio Beneggi e Associati
Lo Studio Beneggi e Associati assiste le imprese industriali e agricole nella valutazione della convenienza economica e strategica del credito d’imposta Transizione 5.0, supportando:
- l’analisi comparativa tra agevolazioni incompatibili;
- la predisposizione delle comunicazioni e documentazioni da inviare al GSE;
- la verifica delle condizioni tecniche per l’ammissione al beneficio;
- la gestione dei profili di rischio connessi a dichiarazioni mendaci o incomplete.
In uno scenario normativo in continua evoluzione, anticipare le criticità e strutturare un approccio documentale solido è il presupposto per accedere in sicurezza ai benefici previsti.