Sviluppo dell’offerta turistica: contributi e finanziamenti 2026 per le imprese del turismo

Lo sviluppo dell’offerta turistica rappresenta una delle priorità strategiche delle politiche economiche nazionali per il periodo 2026–2028. Con un investimento complessivo pari a 109 milioni di euro, il nuovo intervento nazionale promosso dal Ministero del Turismo, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, intende sostenere la competitività delle imprese turistiche attraverso progetti ad alto impatto in termini di sostenibilità ambientale, innovazione digitale, qualità dell’accoglienza e destagionalizzazione dei flussi. La misura, attualmente in fase di attivazione, si inserisce nel quadro delle politiche industriali post‑PNRR e si fonda su un modello di agevolazione mista, combinando contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

Quadro normativo e finalità della misura
Il bando per lo sviluppo dell’offerta turistica trae origine dal decreto interministeriale MEF–MITUR del 16 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 aprile 2026. La disciplina applica il Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER), come modificato dal Regolamento (UE) 2023/1315, che consente la concessione di aiuti di Stato compatibili con il mercato interno per investimenti produttivi, energetici e digitali. L’obiettivo è rafforzare la resilienza del sistema turistico nazionale, favorendo interventi strutturali capaci di generare benefici economici duraturi e misurabili anche sul piano sociale e ambientale, in coerenza con i criteri ESG e con gli indirizzi della Strategia europea per il turismo sostenibile al 2030.

Soggetti beneficiari e ambito territoriale
Possono accedere alle agevolazioni le imprese operanti nel settore del turismo, individuate da specifici codici ATECO, purché regolarmente iscritte al Registro delle imprese, in attività e non sottoposte a procedure concorsuali. È richiesta la sede legale in Italia o in un altro Stato membro dell’Unione europea, nonché la regolarità contributiva, fiscale e assicurativa e l’assenza dello stato di difficoltà ai sensi della normativa europea sugli aiuti di Stato.

La misura si rivolge sia a PMI sia a grandi imprese, comprese le società di persone e di capitali. Possono inoltre presentare domanda imprese attive da almeno tre anni che, pur non operando prevalentemente nel turismo, dimostrino un fatturato prevalente derivante da attività turistiche. I progetti possono essere realizzati anche in forma congiunta mediante contratto di rete, a condizione che la rete sia iscritta da almeno tre anni e composta da un massimo di cinque imprese. L’ambito territoriale copre l’intero territorio nazionale, includendo tutte le regioni italiane, dalla Lombardia alla Sicilia.

Progetti ammissibili e linee di intervento
I progetti finanziabili devono essere finalizzati allo sviluppo dell’offerta turistica e orientati a una crescita qualitativa del sistema ricettivo e dei servizi connessi. Centrale è il miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili, che deve rappresentare almeno il 20% del piano di investimento complessivo. Gli interventi possono riguardare la riqualificazione edilizia, l’adozione di soluzioni per la riduzione dei consumi energetici e idrici, l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili e l’integrazione di tecnologie digitali avanzate.

Sono altresì ammissibili interventi di riqualificazione di piscine, centri wellness, impianti termali e strutture congressuali, nonché progetti volti a migliorare l’accessibilità e l’inclusività dell’offerta turistica. Un ruolo rilevante è attribuito alla digitalizzazione dell’ecosistema turistico, attraverso l’acquisto o lo sviluppo di software, brevetti e know how destinati a favorire la destagionalizzazione, la gestione intelligente delle strutture e l’integrazione con servizi innovativi basati anche sull’intelligenza artificiale.

Spese ammissibili e tempistiche di realizzazione
Le spese ammissibili includono investimenti materiali e immateriali, opere edili, impianti, macchinari, hardware e software, nonché consulenze specialistiche, limitatamente alle PMI, entro il 4% dell’importo ammissibile a contributo. Gli interventi devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e conclusi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni, con termine ultimo fissato al 30 settembre 2028. Il piano di investimento deve avere un importo compreso tra 1 milione e 15 milioni di euro, soglie che qualificano la misura come uno strumento destinato a progetti strutturali di medio‑grande dimensione.

Agevolazioni concedibili e struttura finanziaria
L’agevolazione per lo sviluppo dell’offerta turistica si compone di un contributo a fondo perduto pari al 30% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 4,5 milioni di euro, e di un finanziamento agevolato fino al 70% dell’investimento. Il finanziamento ha una durata massima di cinque anni, con tasso pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione, e prevede un piano di ammortamento a rate semestrali posticipate. Contributo e finanziamento possono coprire complessivamente fino al 100% del piano di investimento, previa presentazione di fideiussione bancaria o polizza assicurativa.

Cumulabilità e regime degli aiuti
La misura non è soggetta al regime “de minimis” e applica il GBER. Non è consentito il cumulo con altre agevolazioni che costituiscono aiuti di Stato, mentre resta ammesso il cumulo con incentivi fiscali e strumenti di garanzia, in linea con la prassi consolidata e con gli orientamenti della Commissione europea ribaditi anche nelle comunicazioni del 2022 e 2023 in materia di aiuti compatibili.

Iter di valutazione e documentazione richiesta
La procedura è a sportello con valutazione di merito e attribuzione di punteggi. Tra i criteri di valutazione figurano l’affidabilità economico‑finanziaria dell’impresa, la sostenibilità del piano di investimento, la cantierabilità e la congruità delle spese. Il progetto deve essere corredato da un documento tecnico asseverato, da un piano economico‑finanziario pluriennale, da un cronoprogramma attuativo e dalle dichiarazioni relative al rating di legalità e alla certificazione di parità di genere, elementi sempre più rilevanti nella prassi amministrativa recente.

Perché prepararsi in anticipo
Considerata la complessità dei progetti e l’elevato importo minimo richiesto, lo sviluppo dell’offerta turistica richiede una pianificazione accurata e tempestiva. Predisporre in anticipo la documentazione tecnica e finanziaria consente di presentare domande complete e competitive fin dall’apertura dello sportello, aumentando le probabilità di accesso alle risorse.

 

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Tiziano Beneggi

April 24, 2026

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