Con le circolari nn. 55, 56 e 57 del 14 maggio 2026, l’INPS ha completato il quadro operativo dei bonus assunzionali introdotti dal decreto 1° maggio 2026 (D.L. 30 aprile 2026, n. 62). I tre documenti, adottati dalla Direzione centrale Entrate, forniscono le istruzioni applicative per il Bonus Giovani, il Bonus ZES e il Bonus Donne, rendendo pienamente utilizzabili le misure per le assunzioni effettuate nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2026.
Resta invece sospesa l’operatività dell’incentivo alla stabilizzazione dei rapporti a termine previsto dall’articolo 4 del decreto, la cui efficacia è subordinata all’autorizzazione individuale della Commissione europea ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, TFUE. La disciplina applicativa analizzata riguarda pertanto esclusivamente le tre misure già rientranti nel perimetro delle esenzioni per categoria del Regolamento UE n. 651/2014.
Una lettura sistematica delle circolari INPS
Le circolari del 14 maggio non si limitano a riprodurre il dettato normativo, ma intervengono su una serie di profili lasciati aperti dal decreto. Vengono chiarite, in particolare, la struttura degli incentivi in funzione delle categorie di lavoratori svantaggiati previste dal Regolamento UE 651/2014, la durata degli esoneri, i limiti di spesa e la loro articolazione territoriale, le condizioni generali di spettanza e la procedura telematica di accesso ai benefici.
Ne emerge un impianto coerente, che richiede però un’attenta attività di qualificazione preventiva del rapporto di lavoro e del lavoratore, pena il rischio di decadenza o di recupero degli importi fruiti.
Bonus Donne e Bonus Giovani: la struttura tripartita dell’incentivo
Uno dei chiarimenti centrali riguarda la struttura “a tre livelli” del Bonus Donne e del Bonus Giovani, esplicitata rispettivamente dalle circolari 57 e 55. Le misure sono ancorate alle definizioni di lavoratore svantaggiato e molto svantaggiato contenute nel Regolamento UE 651/2014, con effetti diretti sulla durata dell’esonero.
Per il Bonus Donne, l’INPS distingue tra lavoratrici molto svantaggiate prive di impiego da almeno 24 mesi, lavoratrici molto svantaggiate prive di impiego da almeno 12 mesi e appartenenti a determinate categorie, e lavoratrici svantaggiate in senso proprio. Solo nelle prime due ipotesi la durata dell’esonero può arrivare a 24 mesi, mentre nella terza si riduce a 12 mesi, a parità di aliquota e massimali.
Una logica analoga vale per il Bonus Giovani, con l’ulteriore requisito anagrafico del mancato compimento dei 35 anni alla data dell’assunzione. Anche in questo caso la corretta classificazione del lavoratore incide direttamente sulla durata del beneficio e sul valore economico complessivo dell’agevolazione.
La ripartizione territoriale del plafond del Bonus Donne
Di particolare rilievo operativo è la ripartizione del limite di spesa del Bonus Donne in base alle categorie di regioni UE. La circolare 57 chiarisce che il plafond complessivo triennale è suddiviso tra regioni meno sviluppate, regioni in transizione e regioni più sviluppate, secondo i criteri del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021‑2027.
Il monitoraggio INPS opera in modo autonomo su ciascun comparto territoriale. Ne deriva che il rischio di esaurimento delle risorse non è uniforme sul territorio nazionale. Per le regioni in transizione, tra cui Abruzzo, Marche e Umbria, la dotazione risulta particolarmente contenuta, rendendo decisiva la tempestività nella presentazione delle domande.
Bonus ZES: requisito dimensionale e sede effettiva di lavoro
La circolare 56 affronta due nodi applicativi centrali del Bonus ZES. Il primo riguarda il requisito dimensionale dei dieci dipendenti, che deve sussistere esclusivamente nel mese di assunzione. Le variazioni successive dell’organico non incidono sulla spettanza dell’esonero.
Il secondo chiarimento, di notevole impatto pratico, riguarda il criterio di computo: ai fini della verifica del limite dimensionale, il numero dei dipendenti deve essere calcolato al netto dei lavoratori per i quali si intende fruire dell’agevolazione. Ciò consente alle microimprese di effettuare più assunzioni incentivate nello stesso mese senza perdere il beneficio.
Rileva inoltre il luogo di effettivo svolgimento della prestazione lavorativa, e non la sede legale del datore o la residenza del lavoratore. In caso di trasferimento fuori dalla ZES, l’esonero cessa dal mese successivo.
La “geografia mobile” della maggiorazione ZES nel Bonus Giovani
Anche il Bonus Giovani è caratterizzato da una maggiorazione del massimale mensile per le assunzioni effettuate nelle regioni ZES. La circolare 55 chiarisce che tale maggiorazione è legata alla sede di lavoro indicata in fase di autorizzazione e non può essere incrementata successivamente in caso di trasferimento del lavoratore in ZES.
La disciplina si fonda sul principio di cristallizzazione dell’importo autorizzato, con l’obiettivo di garantire la coerenza del beneficio con i vincoli di finanziamento e di spesa.
Esclusioni tipologiche e ambito soggettivo
Le tre circolari confermano un perimetro di esclusioni sostanzialmente uniforme. Restano fuori dall’incentivazione i rapporti di lavoro domestico, l’apprendistato, il lavoro intermittente, le prestazioni occasionali e i rapporti con la pubblica amministrazione.
Una differenza significativa riguarda il Bonus Donne, che, in assenza di una esclusione espressa nel decreto e nella circolare 57, risulta applicabile anche alle assunzioni di lavoratrici con qualifica dirigenziale, purché ricorrano i requisiti di svantaggio previsti dal Regolamento UE 651/2014.
Condizioni generali di spettanza e “salario giusto”
L’accesso ai bonus resta subordinato al rispetto delle condizioni generali previste dall’articolo 31 del D.Lgs. 150/2015 e dall’articolo 1, comma 1175, della legge 296/2006. Le circolari ribadiscono l’importanza della regolarità contributiva, del rispetto della normativa in materia di lavoro e sicurezza e dell’applicazione dei contratti collettivi comparativamente più rappresentativi.
Il principio del “salario giusto”, introdotto dal decreto 1° maggio, trova concreta attuazione nella procedura telematica, attraverso una dichiarazione sostitutiva con cui il datore attesta il rispetto del trattamento economico complessivo previsto dal CCNL di riferimento. Si tratta di un passaggio delicato, che impone una verifica preventiva accurata.
Incremento occupazionale netto e disciplina comunitaria
Tutti e tre i bonus sono subordinati alla realizzazione dell’incremento occupazionale netto, calcolato in termini di Unità di Lavoro Annuo secondo i criteri del diritto UE. Le circolari recepiscono le deroghe previste dal Regolamento 651/2014 nei casi di dimissioni volontarie, pensionamento, invalidità o licenziamento per giusta causa, mentre confermano la necessità dell’incremento effettivo in caso di riduzione di personale.
Il venir meno del requisito comporta la perdita del beneficio per il mese di riferimento, senza possibilità di recupero per i periodi già trascorsi.
Procedura telematica e accantonamento delle risorse
L’accesso agli incentivi avviene tramite il Portale delle Agevolazioni INPS. Per le assunzioni non ancora effettuate è previsto un meccanismo di accantonamento preventivo delle risorse, con un termine perentorio di dieci giorni per l’instaurazione del rapporto e l’invio della comunicazione obbligatoria. Il mancato rispetto del termine comporta la perdita dell’importo accantonato.
È quindi essenziale presidiare la coerenza tra i dati indicati nella domanda e quelli risultanti dalle comunicazioni Unilav o Unisomm.
Indicazioni operative per imprese e professionisti
Alla luce delle circolari INPS del 14 maggio 2026, l’utilizzo efficace dei bonus donne, giovani e ZES 2026 richiede un’attività strutturata di analisi preventiva, che coinvolge la qualificazione del lavoratore, la verifica del CCNL applicato, il calcolo dell’organico e il monitoraggio dell’incremento occupazionale.
Integrare questi controlli nei processi di assunzione consente di ridurre il rischio di contenzioso e di recuperi contributivi. Approfondire le regole operative e predisporre una check‑list interna rappresenta oggi una scelta strategica per le imprese che intendono sfruttare pienamente le opportunità offerte dal nuovo sistema di incentivi.