Collabora&Innova 2 Regione Lombardia è uno dei bandi più rilevanti del 2026 per le imprese lombarde che intendono sviluppare progetti strutturati di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in collaborazione con altri soggetti dell’ecosistema dell’innovazione.
La misura mette a disposizione una dotazione di 90 milioni di euro, incrementabile fino a 108 milioni, a valere sul Programma Regionale Lombardia FESR 2021-2027. Il contributo è concesso a fondo perduto e può arrivare fino a 5 milioni di euro per singolo partenariato.
Non si tratta, però, di un incentivo destinato a progetti ordinari o a investimenti isolati. Il bando finanzia progetti complessi di ricerca e sviluppo, presentati da partenariati composti da imprese e organismi di ricerca, con un investimento minimo pari a 3,5 milioni di euro. Per questo motivo, la fase preliminare di analisi dei requisiti, costruzione del partenariato, verifica delle spese ammissibili e impostazione tecnica del progetto assume un peso decisivo.
Le domande possono essere presentate dalle ore 10.30 del 25 giugno 2026 fino alle ore 15.00 del 22 settembre 2026, esclusivamente tramite la piattaforma regionale Bandi e Servizi. La procedura è valutativa a graduatoria, secondo quanto previsto dall’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 123/1998.
Risposta breve
Il bando Collabora&Innova 2 finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati in Lombardia da partenariati composti da un minimo di tre e un massimo di otto soggetti, con almeno una PMI e un organismo di ricerca.
Il contributo è a fondo perduto e copre il 60% delle spese ammesse per le piccole imprese, il 50% per le medie imprese e il 40% per grandi imprese e organismi di ricerca. Il contributo massimo concedibile per partenariato è pari a 5 milioni di euro.
Per partecipare è necessario presentare un progetto con spese ammissibili non inferiori a 3,5 milioni di euro, coerente con la Strategia di Specializzazione Intelligente S3 2021-2027 di Regione Lombardia e avviato solo dopo la presentazione della domanda.
In sintesi
Collabora&Innova 2 Regione Lombardia è un bando ad alta selettività, pensato per sostenere progetti di ricerca e sviluppo con un impatto strategico sul territorio lombardo. La misura non premia semplicemente l’acquisto di beni o l’avvio di attività innovative generiche, ma richiede un progetto strutturato, una collaborazione effettiva tra soggetti diversi e una chiara coerenza con gli ecosistemi regionali dell’innovazione.
La finestra per presentare la domanda è aperta dal 25 giugno 2026 al 22 settembre 2026. Il partenariato deve essere composto da almeno tre soggetti e non più di otto, con la presenza obbligatoria di almeno una PMI e un organismo di ricerca. Il progetto deve essere realizzato presso sedi operative ubicate in Lombardia, deve avere un importo minimo di spese ammissibili pari a 3,5 milioni di euro e deve concludersi entro 24 mesi dal decreto di concessione, salvo eventuale proroga fino a sei mesi.
L’elemento centrale, per le imprese interessate, è arrivare alla domanda con un progetto già maturo: obiettivi tecnici chiari, ruoli dei partner definiti, budget coerente, cronoprogramma sostenibile e spese correttamente classificabili.
Chi può partecipare a Collabora&Innova 2
Il bando si rivolge a partenariati composti da imprese, sia PMI sia grandi imprese, e organismi di ricerca e diffusione della conoscenza, pubblici o privati. Rientrano tra questi ultimi anche università, istituti di ricerca e IRCCS.
La composizione del partenariato è un requisito sostanziale. Non basta una collaborazione meramente formale: il progetto deve dimostrare una reale integrazione tra competenze industriali, capacità scientifiche e prospettiva applicativa. Il partenariato deve essere composto da un minimo di tre a un massimo di otto partner e deve comprendere almeno una PMI e un organismo di ricerca.
Il partner capofila presenta la domanda in nome e per conto del partenariato, previa profilazione e registrazione dei soggetti partner sulla piattaforma Bandi e Servizi. La domanda deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica; modalità diverse non sono previste dal bando.
Questo aspetto è importante anche sul piano organizzativo. Prima dell’invio della domanda occorre verificare che tutti i partner siano correttamente profilati, che i dati siano coerenti, che le dichiarazioni siano complete e che l’accordo di partenariato rifletta in modo chiaro ruoli, responsabilità, attività e ripartizione dei costi.
Quali progetti sono finanziabili
Sono finanziabili progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. La misura non è quindi destinata alla semplice innovazione commerciale, alla sostituzione di beni strumentali o a interventi ordinari di efficientamento aziendale.
Il progetto deve avere un importo minimo di spese ammissibili pari a 3,5 milioni di euro e deve essere riconducibile alle priorità della Strategia di Specializzazione Intelligente S3 2021-2027 di Regione Lombardia. Gli ecosistemi richiamati dalla misura comprendono, tra gli altri, Salute e Life Science, Nutrizione, Sostenibilità e Sviluppo Sociale, Manifattura Avanzata, Smart Mobility & Architecture, Cultura e Conoscenza, Connettività e Informazione.
La coerenza con la S3 non è un dettaglio descrittivo, ma un elemento decisivo nella costruzione della proposta. Un progetto tecnicamente valido, ma non correttamente collegato agli ecosistemi e alle priorità regionali, rischia di perdere forza in sede di valutazione.
Il bando richiede inoltre che il progetto sia realizzato nell’ambito di sedi operative ubicate in Lombardia. Le spese rendicontate devono afferire a tali sedi operative, secondo quanto indicato in sede di domanda o, nei casi previsti, in sede di accettazione dell’agevolazione o di richiesta della prima erogazione.
Contributo a fondo perduto: percentuali e massimale
L’agevolazione prevista da Collabora&Innova 2 è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto. Le percentuali variano in base alla tipologia di beneficiario.
Per le piccole imprese il contributo arriva al 60% delle spese ammesse. Per le medie imprese la copertura è pari al 50%. Per le grandi imprese e per gli organismi di ricerca la percentuale è pari al 40%.
L’importo massimo concedibile per singolo partenariato è pari a 5 milioni di euro. Questo limite opera sul partenariato nel suo complesso e rende necessaria una pianificazione accurata della ripartizione delle attività e del budget tra i partner.
Le agevolazioni sono concesse nel quadro del Regolamento UE 651/2014, il regolamento generale di esenzione per categoria, con particolare riferimento all’articolo 25 relativo agli aiuti a progetti di ricerca e sviluppo. Questo comporta che la domanda deve rispettare anche il principio dell’effetto di incentivazione: il progetto, e in particolare le attività rendicontabili, devono essere avviati dopo la presentazione della domanda.
Attenzione all’avvio del progetto e alle spese anticipate
Uno dei passaggi più delicati riguarda la data di avvio del progetto. Il bando prevede che i progetti ammessi debbano essere avviati successivamente alla presentazione della domanda. In pratica, non sono ammissibili le spese sostenute prima dell’invio della domanda, con particolare riferimento alle ore di lavoro effettivamente svolte dal personale per attività di ricerca e sviluppo.
Questo principio discende dall’articolo 6 del Regolamento UE 651/2014, che disciplina l’effetto di incentivazione. L’aiuto pubblico deve cioè incentivare la realizzazione del progetto, non finanziare retroattivamente attività già avviate.
Per le imprese, questo significa che la fase preparatoria deve essere gestita con attenzione. È possibile lavorare alla costruzione della domanda, alla definizione del partenariato e alla progettazione preliminare, ma l’avvio delle attività progettuali rendicontabili deve essere successivo alla presentazione della domanda.
La tracciabilità delle attività, dei timesheet, delle ore lavorate, dei costi imputati e della documentazione di progetto diventa quindi essenziale fin dall’inizio. Una gestione superficiale della rendicontazione può compromettere, in tutto o in parte, il beneficio ottenuto.
Spese ammissibili e rendicontazione
Tra le spese ammissibili rientrano le spese per attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, secondo le regole previste dal bando e dalle linee guida di attuazione.
Un ruolo centrale è attribuito alle spese di personale, rendicontate anche mediante opzioni di semplificazione dei costi. Le FAQ regionali richiamano costi standard orari pari a 36,42 euro per i partner imprese e 42,24 euro per i partner organismi di ricerca. Tali costi riguardano ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario impiegato nella realizzazione del progetto.
Per ciascun addetto è previsto un limite massimo di 1.720 ore annue, da coordinare anche con eventuali ore imputate su altri bandi che utilizzano i medesimi costi standard.
Questo dato conferma un aspetto operativo spesso sottovalutato: in un bando di questa dimensione, la qualità della rendicontazione è importante quasi quanto la qualità della domanda. Timesheet, attività svolte, coerenza tra ore rendicontate e obiettivi progettuali, rispetto del cronoprogramma e corretta imputazione delle spese devono essere impostati prima dell’avvio operativo del progetto, non ricostruiti a posteriori.
Durata del progetto e proroga
I progetti ammessi all’agevolazione devono essere realizzati entro 24 mesi dalla data di adozione del decreto di concessione. È prevista la possibilità di richiedere una proroga fino a un massimo di sei mesi aggiuntivi, previa autorizzazione del Responsabile del procedimento e a fronte di una richiesta motivata presentata dal partner capofila.
Il cronoprogramma assume quindi una funzione centrale. Non deve essere considerato un allegato formale, ma uno strumento di governo del progetto. Un cronoprogramma debole, troppo generico o non coerente con il budget può creare criticità sia in fase di valutazione sia in fase di esecuzione.
Per le imprese, la domanda da porsi non è soltanto se il progetto sia innovativo, ma se sia realizzabile nei tempi previsti, con le risorse indicate e con un sistema di controllo interno adeguato.
Procedura a graduatoria e importanza della qualità della domanda
Collabora&Innova 2 segue una procedura valutativa a graduatoria, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 123/1998. Le domande sono prima sottoposte a verifica dei requisiti di ammissibilità formale e soggettiva, poi a valutazione di merito.
Questo significa che il bando non opera secondo una semplice logica cronologica di sportello. Non basta presentare la domanda nei termini: occorre presentare una proposta competitiva, coerente e documentata.
La valutazione di merito rende decisivi alcuni elementi: solidità del partenariato, qualità tecnico-scientifica del progetto, coerenza con gli ecosistemi S3, impatto sull’innovazione di prodotto o di processo, sostenibilità economica, capacità esecutiva dei partner e chiarezza della struttura finanziaria.
In questo contesto, l’impresa dovrebbe evitare due errori opposti. Il primo è presentare un progetto troppo tecnico, ma poco leggibile sotto il profilo economico e realizzativo. Il secondo è presentare un progetto ben scritto, ma non sufficientemente supportato da competenze, numeri, attività e deliverable verificabili.
Il ruolo della lex specialis del bando
Il bando e le relative linee guida costituiscono la disciplina specifica della procedura. Questo profilo è rilevante anche alla luce dell’orientamento costante della giurisprudenza amministrativa sul principio di autovincolo della pubblica amministrazione.
Il Consiglio di Stato, in materia di procedure selettive e di evidenza pubblica, ha più volte ribadito che le prescrizioni della lex specialis vincolano sia i partecipanti sia l’amministrazione. In particolare, la sentenza del Consiglio di Stato, sezione V, 12 giugno 2026, n. 4753, ha richiamato il principio secondo cui le clausole chiare del bando devono essere rispettate secondo il loro tenore letterale e non possono essere superate mediante interpretazioni integrative quando non vi siano ambiguità.
Pur trattandosi di un orientamento maturato soprattutto nell’ambito delle gare pubbliche, il principio è utile anche per leggere correttamente i bandi agevolativi: requisiti, termini, format, modalità di presentazione e documentazione richiesta non sono semplici indicazioni operative, ma regole della procedura.
Per questo motivo, nel caso di Collabora&Innova 2, l’utilizzo dei modelli disponibili su Bandi e Servizi, la corretta profilazione dei partner, il rispetto della scadenza del 22 settembre 2026 e la coerenza documentale tra domanda, accordo di partenariato, scheda tecnica, budget e cronoprogramma devono essere considerati aspetti sostanziali.
Perché il bando è interessante per le imprese lombarde
Collabora&Innova 2 è interessante perché consente alle imprese di finanziare progetti di dimensione significativa, difficilmente sostenibili con sole risorse interne. Il contributo a fondo perduto, fino a 5 milioni per partenariato, può ridurre in modo rilevante il rischio economico di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
La misura è particolarmente adatta per imprese che hanno già una traiettoria di innovazione definita, competenze tecniche interne, relazioni con università o centri di ricerca e un progetto che può generare nuovi prodotti, nuovi processi, brevetti, prototipi, validazioni tecnologiche o soluzioni industriali avanzate.
Non è invece il bando ideale per chi cerca un contributo rapido, per chi non ha un partenariato credibile o per chi intende finanziare attività ordinarie mascherate da innovazione. La dimensione minima del progetto, pari a 3,5 milioni di euro, seleziona naturalmente iniziative strutturate e soggetti con capacità organizzativa e finanziaria adeguata.
Come prepararsi alla domanda
La preparazione della domanda dovrebbe partire da una verifica preliminare di ammissibilità. Occorre accertare la composizione del partenariato, la presenza obbligatoria di almeno una PMI e di un organismo di ricerca, la disponibilità di sedi operative in Lombardia e la coerenza del progetto con le priorità S3.
Subito dopo, è necessario lavorare sulla struttura tecnica del progetto. Obiettivi, attività, fasi, risultati attesi e responsabilità dei partner devono essere descritti in modo chiaro e coerente. La parte tecnica non può essere separata dal piano economico: ogni costo deve trovare giustificazione nelle attività progettuali e ogni attività deve essere collegata a un risultato verificabile.
Un ulteriore passaggio riguarda la rendicontazione. Le imprese devono valutare fin dall’inizio come tracciare ore, attività, costi, documenti, deliverable e avanzamento del progetto. In bandi complessi come Collabora&Innova 2, la rendicontazione non è una fase finale, ma una parte integrante della progettazione.
CTA interna
Le imprese interessate a Collabora&Innova 2 Regione Lombardia possono richiedere un’analisi interna preliminare per verificare ammissibilità, composizione del partenariato, coerenza con la Strategia S3, struttura del budget e impostazione della domanda.
Una valutazione preventiva consente di capire se il progetto è realmente candidabile, quali criticità devono essere risolte prima dell’invio e come costruire una proposta più solida in vista della procedura a graduatoria.
Conclusioni
Collabora&Innova 2 Regione Lombardia rappresenta una delle principali opportunità del 2026 per finanziare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in Lombardia. La dotazione finanziaria, il contributo massimo fino a 5 milioni di euro e le percentuali di agevolazione rendono il bando particolarmente interessante per imprese e organismi di ricerca.
La complessità della misura richiede però un approccio strutturato. Non basta avere un’idea innovativa: occorre costruire un partenariato credibile, predisporre una domanda coerente, rispettare le regole della lex specialis e impostare fin dall’inizio una rendicontazione ordinata.
Per le imprese che hanno già una progettualità avanzata, il bando può rappresentare una leva importante per trasformare ricerca, sviluppo e collaborazione scientifica in innovazione industriale concreta.