Bando turismo Como Lecco 2026: contributi fino a 10.000 euro

Le micro, piccole e medie imprese turistiche e culturali delle province di Como e Lecco possono ottenere un contributo pari al 50% degli investimenti ammissibili, fino a 10.000 euro, per interventi dedicati a digitalizzazione, innovazione, sostenibilità, accessibilità e destagionalizzazione.

Le domande per il Bando turismo Como Lecco 2026 devono essere presentate sulla piattaforma ReStart dalle ore 10:00 dell’8 settembre alle ore 16:00 del 15 ottobre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Alla data del 4 settembre 2026 lo sportello non è ancora aperto.

Il bando della Camera di commercio di Como-Lecco, approvato con determinazione dirigenziale n. 238 del 23 luglio 2026, dispone di 230.000 euro. L’investimento minimo richiesto è pari a 5.000 euro.

La decisione da prendere prima dell’apertura riguarda il progetto e la relativa documentazione. Non ogni acquisto di attrezzature o intervento di rinnovo dei locali rientra automaticamente nella misura.

Risposta breve

Il contributo copre il 50% delle spese riconosciute, con un investimento minimo di 5.000 euro e un contributo ordinario massimo di 10.000 euro.

Un progetto ammissibile da 12.000 euro può ottenere 6.000 euro. Per raggiungere il contributo massimo ordinario occorre sostenere almeno 20.000 euro di spese interamente riconosciute.

Possono partecipare le MPMI turistiche e culturali con sede legale o unità locale nelle province di Como e Lecco e con uno dei codici ATECO previsti dal bando. Sono escluse le imprese già beneficiarie del contributo turismo 2025.

L’impresa deve inoltre essere autorizzata all’utilizzo del marchio collettivo Lago di Como oppure presentare la relativa richiesta entro il giorno di trasmissione della domanda.

Keys & Insights

Elemento Regola
Beneficiari MPMI turistiche e culturali di Como e Lecco
Contributo 50% delle spese ammissibili
Investimento minimo 5.000 euro
Contributo massimo 10.000 euro, oltre alle premialità
Dotazione 230.000 euro
Apertura 8 settembre 2026, ore 10:00
Chiusura 15 ottobre 2026, ore 16:00
Procedura A sportello, fino a esaurimento delle risorse
Avvio delle spese Dal 30 luglio 2026
Termine investimenti 31 dicembre 2026
Rendicontazione Entro il 28 febbraio 2027
Domanda Piattaforma ReStart
Regime di aiuto De minimis, Regolamento UE 2023/2831

Beneficiari: non soltanto alberghi e strutture ricettive

Possono accedere al contributo le micro, piccole e medie imprese iscritte e attive nel Registro delle imprese, con sede legale o unità locale nel territorio della Camera di commercio di Como-Lecco.

L’investimento deve riguardare una localizzazione situata nelle province di Como o Lecco. Avere la sede legale a Como, ad esempio, non consente di finanziare liberamente un intervento realizzato presso una struttura collocata in un’altra provincia.

La dimensione aziendale deve essere verificata secondo la Raccomandazione 2003/361/CE. Il calcolo non si limita ai dati della singola società, ma può richiedere di considerare anche le imprese associate e collegate.

Partecipazioni, rapporti di controllo e collegamenti con altre società possono incidere sul numero degli occupati e sui parametri economici rilevanti per la qualifica di MPMI.

I codici ATECO ammessi

Il Bando turismo Como Lecco 2026 non riguarda esclusivamente alberghi e strutture ricettive.

I codici ATECO 2025 ammessi, principali o secondari, comprendono:

  • le divisioni 55 e 56 per alloggio e ristorazione;
  • i gruppi 49.3 e 50.3 per determinate attività di trasporto passeggeri;
  • il codice 77.21 per il noleggio di attrezzature sportive e ricreative;
  • la divisione 79 per agenzie di viaggio, tour operator e servizi connessi;
  • le divisioni 91 e 93 per le attività culturali, sportive e ricreative individuate dal bando.

La corrispondenza deve essere verificata sulla visura camerale. Non è sufficiente dedurre l’ammissibilità dalla descrizione commerciale dell’attività o dai servizi concretamente offerti.

Prima di richiedere preventivi o sottoscrivere contratti è quindi necessario controllare il codice ATECO attribuito alla localizzazione nella quale sarà realizzato l’intervento.

Le imprese beneficiarie del bando 2025 sono escluse

Il regolamento esclude le imprese già beneficiarie della concessione sul precedente Bando turismo 2025.

La verifica deve riguardare il provvedimento di concessione e non soltanto l’effettivo accredito. Un’impresa può quindi risultare esclusa anche se il contributo 2025 non è stato ancora materialmente incassato.

Questo controllo deve essere effettuato prima di sostenere costi per progettazione, preventivi o consulenze legate alla nuova domanda.

Il marchio Lago di Como va gestito insieme alla domanda

L’impresa deve essere autorizzata all’utilizzo del marchio collettivo Lago di Como oppure presentare la relativa richiesta entro il giorno in cui trasmette la domanda di contributo.

Non è quindi sufficiente assumere un generico impegno ad aderire in futuro.

È opportuno verificare in anticipo che l’attività possieda i requisiti per utilizzare il marchio, predisporre la richiesta e conservare la prova della sua presentazione.

La pratica relativa al marchio e quella relativa al contributo devono essere coordinate. Trasmettere correttamente la domanda su ReStart senza aver gestito nei tempi il marchio può compromettere l’accesso all’agevolazione.

Quanto vale il contributo

Il sostegno ordinario copre il 50% delle spese riconosciute, entro il limite di 10.000 euro.

Investimento ammissibile Contributo ordinario
5.000 euro 2.500 euro
8.000 euro 4.000 euro
12.000 euro 6.000 euro
20.000 euro 10.000 euro
25.000 euro 10.000 euro

La parte di investimento eccedente 20.000 euro rimane integralmente a carico dell’impresa, salvo eventuali premialità riconosciute dal bando.

Il contributo viene erogato dopo la realizzazione del progetto e la rendicontazione. L’impresa deve quindi disporre della liquidità necessaria per pagare i fornitori entro il 31 dicembre 2026.

Le premialità aggiuntive

Il regolamento prevede maggiorazioni di 200 euro in presenza di specifiche condizioni:

  • possesso del rating di legalità;
  • certificazione della parità di genere;
  • iscrizione nella sezione speciale delle imprese culturali e creative;
  • realizzazione del report SMART di sostenibilità 2024 o 2025, pubblicato secondo le modalità richieste.

Le premialità non sono automatiche. Il requisito deve essere posseduto e documentato nel rispetto delle condizioni e dei termini stabiliti dal bando.

Prima di inserirle nel calcolo del contributo atteso è necessario verificare la validità delle certificazioni e la disponibilità della documentazione richiesta.

Il limite de minimis riguarda l’impresa unica

L’agevolazione è concessa nel rispetto del Regolamento UE 2023/2831 sugli aiuti de minimis.

Il limite generale è pari a 300.000 euro nell’arco di tre anni e deve essere verificato con riferimento all’impresa unica. Il controllo coinvolge quindi anche eventuali società collegate e non soltanto il soggetto che presenta la domanda.

Il bando vieta inoltre il cumulo con altri aiuti pubblici riferiti alle stesse spese. Le misure fiscali generali possono essere applicate soltanto alle condizioni previste dalle rispettive discipline e senza superare il costo complessivamente sostenuto.

La capienza del plafond de minimis e la possibilità di cumulare più agevolazioni sono due verifiche differenti. Avere ancora spazio nel plafond non consente di finanziare due volte la medesima fattura.

Spese ammesse: il progetto deve migliorare il servizio turistico

Il bando finanzia investimenti finalizzati al miglioramento dell’offerta turistica e culturale.

Tra gli interventi previsti rientrano:

  • sistemi di videosorveglianza e sicurezza informatica;
  • soluzioni di domotica e Internet of Things;
  • tecnologie immersive;
  • software gestionali, anche in cloud;
  • connettività a banda larga;
  • realizzazione o miglioramento di siti internet e applicazioni;
  • attrezzature con le caratteristiche energetiche richieste;
  • illuminazione LED;
  • arredi e strutture esterne rimovibili;
  • interventi per il comfort degli spazi esterni;
  • investimenti destinati ad ampliare la fruibilità stagionale dell’attività.

Non basta qualificare una spesa come “innovativa”. Il preventivo deve consentire di individuare chiaramente il bene o il servizio, la localizzazione, le prestazioni comprese e le relative specifiche tecniche.

Un contratto che comprende software, pubblicità ordinaria, assistenza e manutenzione senza separare i singoli importi rende più difficile determinare la spesa riconoscibile.

Consulenza e formazione entro il limite del 20%

Le consulenze e la formazione sono ammesse entro il limite complessivo del 20% degli investimenti ai quali risultano collegate.

Il 20% non rappresenta una quota aggiuntiva utilizzabile liberamente. Il limite deve essere calcolato sulle categorie di investimento effettivamente riconosciute dal regolamento.

La consulenza deve essere specifica, documentata e funzionale alla realizzazione del progetto. Attività ordinarie o continuative, prive di un collegamento diretto con l’investimento, possono essere escluse.

Climatizzazione e accessibilità: due confini da non confondere

Le FAQ della Camera di commercio escludono gli impianti di climatizzazione destinati agli ambienti interni.

La possibilità di finanziare interventi per il comfort degli spazi esterni non consente quindi di inserire nel progetto un normale impianto di condizionamento per camere, ristoranti o locali interni.

Anche per l’accessibilità occorre distinguere gli interventi migliorativi dagli adeguamenti obbligatori. Il bando sostiene soluzioni ulteriori rispetto agli obblighi previsti dalla legge; una spesa necessaria per rendere l’attività conforme a prescrizioni inderogabili non diventa automaticamente ammissibile perché migliora l’accesso dei clienti.

Attenzione ai rapporti con i fornitori

Il regolamento pone limitazioni anche rispetto ai rapporti tra l’impresa richiedente e i fornitori.

Il richiamo all’articolo 2359 del Codice civile rende necessario verificare eventuali situazioni di controllo o collegamento societario. Devono essere esaminati anche i rapporti personali e familiari indicati dal bando.

La presenza di due differenti partite IVA non è sufficiente per dimostrare l’indipendenza delle parti. Prima di sottoscrivere il contratto occorre verificare l’assetto societario e i rapporti tra amministratori, soci e titolari effettivi.

Date delle spese e dei pagamenti

Le FAQ individuano nel 30 luglio 2026 la data di pubblicazione rilevante per l’avvio dell’ammissibilità delle spese.

Investimenti e pagamenti devono essere completati entro il 31 dicembre 2026. La rendicontazione deve essere presentata entro il 28 febbraio 2027.

Un ordine o un preventivo sottoscritto entro dicembre non sostituisce la realizzazione dell’investimento e il pagamento richiesti dal regolamento.

Sono ammessi esclusivamente pagamenti tracciabili e documenti intestati all’impresa beneficiaria. L’IVA è normalmente esclusa, salvo il caso in cui costituisca un costo effettivo non recuperabile secondo le condizioni previste dal bando.

Fatture e indicazione del CUP

Le fatture devono essere gestite con il Codice unico di progetto attribuito in sede di concessione.

Per i documenti emessi prima della comunicazione del CUP devono essere seguite le modalità di integrazione previste dal bando. Il regolamento richiama anche il servizio dell’Agenzia delle Entrate disciplinato dal provvedimento n. 563301 del 10 dicembre 2025.

L’assenza del CUP o di una corretta integrazione può creare criticità in sede di rendicontazione. Prima di pagare le fatture è quindi opportuno verificare le istruzioni applicabili ai documenti già emessi e a quelli successivi alla concessione.

Il progetto deve conservare almeno il 70% della spesa prevista

In sede di rendicontazione il progetto deve mantenere almeno il 70% della spesa preventivata e rispettare comunque l’investimento minimo di 5.000 euro.

Se, per esempio, viene presentato un progetto da 20.000 euro, la spesa finale riconosciuta non dovrebbe scendere sotto 14.000 euro. Rimane inoltre necessario verificare l’effetto della riduzione sul contributo effettivamente spettante.

Tagliare il progetto dopo la concessione può quindi non limitarsi a ridurre proporzionalmente il contributo, ma determinare la perdita dell’agevolazione.

Le variazioni devono essere preventivamente autorizzate secondo le modalità e nei termini previsti. Non è prudente sostituire beni o modificare il progetto e richiedere l’approvazione soltanto in sede di rendicontazione.

Domanda a sportello: preparare un fascicolo completo

Le domande sono valutate secondo l’ordine di presentazione di quelle ammissibili, nei limiti delle risorse disponibili.

L’eventuale inserimento nella lista d’attesa non garantisce la concessione del contributo. Prima dell’apertura è quindi opportuno verificare:

  • accesso alla piattaforma ReStart;
  • firma digitale del legale rappresentante;
  • visura e codici ATECO;
  • dimensione dell’impresa;
  • regolarità contributiva e diritto annuale;
  • copertura assicurativa richiesta;
  • richiesta o autorizzazione per il marchio Lago di Como;
  • preventivi dettagliati;
  • rapporti con i fornitori;
  • capienza de minimis;
  • sostenibilità finanziaria del progetto.

La procedura non richiede soltanto la compilazione di un modulo. Serve un fascicolo nel quale requisiti, progetto, preventivi e dichiarazioni risultino coerenti.

In sintesi

Il Bando turismo Como Lecco 2026 finanzia il 50% dei progetti ammissibili, con un investimento minimo di 5.000 euro e un contributo ordinario massimo di 10.000 euro, oltre alle eventuali premialità.

Le domande possono essere presentate dall’8 settembre al 15 ottobre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Gli investimenti e i pagamenti devono essere completati entro il 31 dicembre 2026, mentre la rendicontazione scade il 28 febbraio 2027.

Marchio Lago di Como, esclusione dei beneficiari del bando 2025, codici ATECO, rapporti con i fornitori e mantenimento di almeno il 70% dell’investimento sono verifiche preliminari essenziali.

Prima di firmare i contratti o trasmettere la domanda, confrontiamoci con lo Studio Beneggi & Associati: possiamo verificare requisiti, budget agevolabile e copertura finanziaria, affinché il progetto rimanga sostenibile anche prima dell’erogazione.

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Tiziano Beneggi

August 21, 2026

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