Nuova Impresa Piccoli Comuni e Frazioni 2026: quadro normativo e funzionamento del bando regionale

Con il Decreto n. 18791 del 18 dicembre 2025, Regione Lombardia ha approvato il bando Nuova Impresa Piccoli Comuni e Frazioni 2026, misura destinata a sostenere l’apertura di esercizi commerciali dedicati alla vendita di prodotti alimentari e generi di prima necessità nei comuni lombardi con popolazione pari o inferiore a tremila abitanti e nelle frazioni di tutti i comuni del territorio regionale.
L’intervento rientra nella strategia regionale di contrasto allo spopolamento e di presidio dei servizi essenziali nelle aree periferiche. L’approccio è coerente con gli orientamenti europei in materia di servizi economici di interesse generale e con il quadro regolatorio sugli aiuti di Stato, aggiornato dal Regolamento UE 2023/2831, che consente misure selettive quando finalizzate al mantenimento di funzioni economiche vitali in territori fragili.
Il bando conferma una continuità con le iniziative già avviate negli anni precedenti, ma introduce una focalizzazione più stringente sulle attività alimentari di prossimità, in linea con le evidenze contenute nei rapporti Polis Lombardia sul progressivo indebolimento dell’offerta commerciale nei piccoli centri urbani.

Ammissibilità dei beneficiari

La misura è rivolta alle nuove imprese che, a partire dal 1° giugno 2025, hanno avviato una sede legale e operativa nei territori ammessi oppure hanno istituito una nuova unità locale dedicata al commercio di prodotti alimentari e beni essenziali in aree dove tali attività erano assenti da almeno sei mesi. La verifica dell’assenza pregressa dell’esercizio commerciale è una delle condizioni essenziali per l’accesso al contributo, funzionale ad assicurare che la misura risponda a un effettivo fabbisogno territoriale.
Le attività devono appartenere ai codici ATECO elencati nel punto A.3 dell’Allegato A al decreto. Restano escluse le imprese non afferenti alla vendita di alimentari e beni primari e quelle che hanno beneficiato delle edizioni 2025 e 2026 del bando Nuova Impresa. Tale esclusione mira a evitare sovrapposizioni e a garantire un ricambio effettivo dei soggetti beneficiari.
Sul piano delle prassi amministrative, la Direzione Generale Sviluppo Economico ha ribadito in più occasioni, da ultimo con la comunicazione tecnica del 14 ottobre 2024, che le misure aventi natura selettiva richiedono un controllo di coerenza tra la tipologia di attività e gli obiettivi socio-economici fissati dal legislatore regionale. Il bando si inserisce dunque in questo solco interpretativo, confermando un approccio orientato alla misurazione dell’impatto territoriale.

Struttura del contributo e spese ammissibili

Il contributo è concesso in forma di fondo perduto fino all’ottanta per cento della spesa ritenuta ammissibile, con un limite massimo pari a quarantamila euro. L’investimento deve essere almeno pari a tremila euro. Le spese ammissibili sono quelle sostenute tra il primo giugno 2025 e il trentuno dicembre 2026 e comprendono voci in conto capitale e, entro il limite del venti per cento del progetto, spese correnti connesse all’avvio dell’attività.
La scelta di limitare la componente corrente deriva dall’impostazione del quadro europeo, che privilegia investimenti con un effetto stabilizzante di medio periodo. La Commissione ha più volte ribadito, anche nella Comunicazione 2023/C 232/01 relativa alle linee guida sugli aiuti di Stato regionali, che le misure dedicate alle microstrutture commerciali devono evitare di finanziare costi che non abbiano alcun impatto strutturale sull’assetto economico locale.
L’impostazione del bando si rifà inoltre a precedenti giurisprudenziali sul tema degli incentivi territoriali. La sentenza del Consiglio di Stato n. 7748/2023 ha confermato che i criteri di riparto delle risorse devono essere stabiliti sulla base di esigenze territoriali documentate, legate alla carenza o all’assenza di servizi essenziali. Il bando recepisce tali indicazioni, introducendo criteri di valutazione che premiano la capacità del progetto di rispondere a un fabbisogno reale.

Procedura di presentazione delle domande

Le domande possono essere presentate sulla piattaforma regionale Bandi e Servizi dalle ore dieci del 28 gennaio 2026 fino alle ore sedici del 12 novembre 2026. La modalità di assegnazione è “a sportello”, con valutazione secondo l’ordine cronologico di arrivo. Sono previste due fasi istruttorie: una verifica formale dei requisiti e una valutazione di merito.
La soglia minima per l’ammissione è fissata a quaranta punti. Il merito del progetto viene analizzato sulla base di criteri relativi alla sostenibilità economico-finanziaria, all’impatto territoriale, alla capacità di garantire continuità del servizio e al livello di adeguatezza degli investimenti proposti. Nelle edizioni precedenti della misura, tali criteri si sono dimostrati un elemento determinante di selezione, come confermato dai report di Unioncamere Lombardia pubblicati nel 2024.
La natura “a sportello” richiede una programmazione accurata, poiché l’ordine di protocollo influisce in modo diretto sulla possibilità di accedere alla dotazione complessiva. La disponibilità finanziaria di 2.948.682,38 euro non risulta particolarmente estesa rispetto al potenziale bacino di beneficiari, elemento che lascia presumere un rapido utilizzo delle risorse. In questo contesto, la tempistica di presentazione assume un ruolo rilevante nella strategia di accesso.

Contesto territoriale e impatto previsto

La dotazione del bando si inserisce in un quadro regionale caratterizzato da una progressiva riduzione dei servizi commerciali di base nei piccoli comuni. I dati del Sistema Informativo Statistico Regionale mostrano che tra il 2018 e il 2024 il numero di esercizi alimentari nei centri con meno di tremila abitanti è diminuito di oltre il quindici per cento. La carenza di negozi di prossimità incide sulla qualità della vita dei residenti e può determinare un ulteriore calo demografico.
Le politiche regionali hanno adottato un approccio integrato, affiancando strumenti di sostegno alla rigenerazione urbana e contributi dedicati ai servizi essenziali. Il bando 2026 si concentra sulla funzione sociale e territoriale del commercio di alimentari, assumendolo non soltanto come attività economica, ma come presidio di comunità. Tale interpretazione è stata confermata in diverse analisi del Comitato Scientifico di Polis Lombardia pubblicate nel 2024, che evidenziano come la presenza di servizi commerciali essenziali incida sulla capacità dei piccoli comuni di mantenere popolazione residente.

Conclusioni

La misura rappresenta uno degli interventi più rilevanti dell’anno per il sostegno al commercio di prossimità nelle aree periferiche lombarde. L’impostazione risulta coerente con il quadro europeo sugli aiuti di Stato e con la giurisprudenza amministrativa più recente. Il contributo fino all’ottanta per cento delle spese offre un incentivo significativo per nuove iniziative imprenditoriali orientate a garantire servizi essenziali nei territori caratterizzati da rarefazione commerciale. La combinazione tra tempistiche di presentazione ristrette, valutazione a sportello e dotazione limitata richiede tuttavia un approccio tempestivo e accurato.

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Tiziano Beneggi

January 25, 2026

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