Pex sulle newco: la trappola dell’holding period e i rischi fiscali nel 2026

La participation exemption continua a rappresentare uno degli strumenti centrali nella fiscalità delle imprese, consentendo un’esenzione del 95% sulle plusvalenze aventi determinati requisiti. Tuttavia, la prassi accertativa degli ultimi anni ha mostrato un orientamento particolarmente restrittivo nei casi in cui la cessione riguardi partecipazioni di newco costituite di recente. La Legge di Bilancio 2026, pur avendo coordinato la Pex con le modifiche alla disciplina dei dividendi, non ha risolto il nodo interpretativo relativo all’holding period. Il risultato è una situazione di incertezza che porta spesso a una doppia imposizione ingiustificata, soprattutto per operazioni di conferimento e successiva cessione.
In questo articolo analizziamo nel dettaglio la disciplina aggiornata, le posizioni dell’Agenzia delle Entrate, le criticità applicative e le conseguenze operative per conferenti e investitori.

La nuova disciplina Pex introdotta dalla Legge di Bilancio 2026

La Legge 199/2025 ha modificato la participation exemption coordinandola con gli aggiornamenti riguardanti il regime dei dividendi. A partire dal 2026, le plusvalenze sono esenti solo se riferite a partecipazioni che presentano gli stessi requisiti richiesti per l’esclusione degli utili percepiti dai soggetti Ires. Le partecipazioni devono rappresentare almeno il 5% del capitale della società partecipata oppure avere un valore fiscale almeno pari a 500.000 euro. Si tratta di un allineamento volto a uniformare i regimi, mantenendo però invariati gli altri requisiti previsti dall’articolo 87 Tuir. Rimane quindi decisivo il rispetto dell’holding period di dodici mesi, richiesto per qualificare la plusvalenza come esente.

Il nodo dell’holding period nelle newco

L’Agenzia delle Entrate interpreta il requisito dell’holding period in modo estremamente rigido, ritenendo che debba sussistere anche per le partecipazioni costitutive del capitale di una newco, anche quando questa sia stata beneficiaria di un conferimento di azienda commerciale in neutralità fiscale. La posizione dell’amministrazione finanziaria trae origine dall’interpretazione contenuta nella circolare 36/E/2004. Questa lettura porta a negare la Pex per la parte di plusvalenza riferita alla quota originaria conferita alla newco se la cessione avviene entro dodici mesi dalla costituzione della società, anche quando la partecipazione ha acquisito valore economico grazie al conferimento successivo.
Il problema nasce dal fatto che l’Agenzia considera la quota iniziale come se rappresentasse un investimento autonomo, separato dal conferimento, ignorando la funzione propedeutica della newco stessa. Non viene quindi riconosciuta la continuità economica dell’operazione.

La ratio dell’holding period

L’holding period ha una chiara finalità antiabuso. Secondo la dottrina, in particolare Assonime nella circolare 38/2005, la norma serve a evitare che partecipazioni acquisite per speculazione a breve termine possano beneficiare di un trattamento fiscale privilegiato. L’obiettivo è colpire operazioni di arbitraggio fiscale, non operazioni straordinarie legittime. Questo principio trova fondamento anche nella direttiva madre-figlia 90/435/CEE e nella sua evoluzione fino alla direttiva 2011/96/UE, che hanno introdotto criteri simili per evitare abusi nell’esenzione dei dividendi.
Alla luce di questa ratio, risulta irragionevole che il Fisco applichi la norma come se il conferimento alla newco fosse un evento separato rispetto alla sua costituzione. Quando la newco è nata con lo scopo esclusivo di ricevere il conferimento, la quota iniziale non ha una propria autonomia economica.

La funzione del conferimento in neutralità fiscale

L’articolo 176, comma 3, del Tuir legittima la circolazione indiretta dei complessi aziendali attraverso conferimento in neutralità. La norma, interpretata anche dalla relazione al Dlgs 344/2003 e dalla circolare 36/E/2004, chiarisce che il legislatore non vuole penalizzare la scelta tra cessione diretta dell’azienda e conferimento con successiva vendita della partecipazione. L’obiettivo è evitare che il contribuente subisca un trattamento fiscale meno favorevole solo per aver adottato una delle due modalità operative lecite.
Quando una newco è costituita e immediatamente utilizzata per un conferimento d’azienda, le due fasi devono essere lette in continuità economica. La partecipazione derivante dalla costituzione non può essere considerata un investimento autonomo, poiché la sua funzione è strumentale alla ricezione del conferimento. Negare la Pex significa attribuire un valore imponibile alla quota iniziale che non riflette alcun reale plusvalore.

La doppia imposizione come criticità sistemica

Il risultato pratico dell’interpretazione dell’Agenzia è una doppia imposizione. Nella cessione successiva alla costituzione della newco, la plusvalenza viene tassata per la quota riferita al capitale iniziale perché non è decorso l’holding period, mentre la parte legata al conferimento beneficia della Pex. Tuttavia, la quota iniziale non rappresenta un reale valore economico distinto dalla parte conferita. La tassazione su questa porzione genera quindi un prelievo indebito.
L’analisi economico-giuridica mostra che tale approccio contraddice la funzione dell’articolo 176, comma 3, e la ratio complessiva del regime Pex. La corretta lettura richiederebbe di considerare l’intera partecipazione come unitaria, riconoscendo l’holding period in continuità con l’operazione di conferimento.

Il problema delle soglie dopo IL 2026

La Legge di Bilancio 2026 introduce le nuove soglie del 5% del capitale o del valore fiscale minimo di 500.000 euro. Un caso oggetto di discussione riguarda l’ipotesi di conferente che costituisce una newco con capitale di 10 e conferisce un’azienda del valore di 90. In presenza dei requisiti Pex, se la partecipazione viene ceduta per un valore sotto soglia, ad esempio 4, la disciplina letterale non sembra escludere l’applicazione dell’esenzione. Tuttavia, un chiarimento ufficiale sarebbe opportuno per evitare applicazioni distorte o contraddittorie in sede di controllo.

Le imprese coinvolte in operazioni di conferimento e successiva cessione devono considerare attentamente l’interpretazione restrittiva dell’holding period. È essenziale documentare in modo puntuale la strumentalità della newco rispetto al conferimento, dimostrando la continuità economica dell’operazione. Una valutazione preventiva consente di ridurre il rischio di contenzioso e di prevenire accertamenti fondati su un’interpretazione formalistica non in linea con la ratio della norma. Se vuoi, posso predisporre per te una checklist operativa per verificare la corretta applicazione della Pex nelle operazioni con newco, così da ridurre i rischi interpretativi.

Conclusioni

La disciplina della participation exemption rimane complessa, soprattutto nei casi di newco costituite per conferimenti in neutralità. L’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate sull’holding period appare in contrasto con la ratio della norma e con i principi antielusivi della direttiva madre-figlia. La mancata considerazione della funzione economica del conferimento porta a un risultato distorto e penalizzante, con rischi di doppia imposizione. Una revisione interpretativa sarebbe auspicabile per garantire coerenza sistemica e certezza applicativa.

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Tiziano Beneggi

February 14, 2026

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