{"id":24976,"date":"2026-07-31T09:28:01","date_gmt":"2026-07-31T09:28:01","guid":{"rendered":"https:\/\/beneggiassociati.com\/?post_type=bandi&#038;p=24976"},"modified":"2026-08-08T09:31:21","modified_gmt":"2026-08-08T09:31:21","slug":"circolarita-sostenibilita-pmi-lombardia-contributi-economia-circolare","status":"publish","type":"bandi","link":"https:\/\/beneggiassociati.com\/en\/bandi\/circolarita-sostenibilita-pmi-lombardia-contributi-economia-circolare\/","title":{"rendered":"Circolarit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 PMI Lombardia: contributi per investimenti green ed economia circolare"},"content":{"rendered":"<p>La misura Circolarit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 PMI Lombardia sostiene le micro, piccole e medie imprese lombarde che vogliono trasformare processi produttivi, prodotti e modelli organizzativi secondo logiche di economia circolare.<\/p>\n<p>La dotazione prevista \u00e8 pari a 19,936 milioni di euro. L\u2019agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto destinato a progetti composti da due elementi collegati: uno studio ambientale propedeutico e un successivo intervento di investimento produttivo oppure di innovazione di processo o dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>Il punto operativo \u00e8 importante: non basta acquistare un macchinario pi\u00f9 efficiente o introdurre un software ambientale. Il progetto deve partire da uno studio ambientale qualificato, capace di misurare la situazione di partenza, individuare criticit\u00e0, definire la soluzione tecnica e stimare i benefici ambientali attesi.<\/p>\n<p>Per le PMI, quindi, il momento decisivo \u00e8 prima dell\u2019investimento. Prima di firmare un ordine, incaricare un fornitore o avviare lavori, bisogna capire se il progetto \u00e8 davvero coerente con gli obiettivi del bando, se le spese sono ammissibili e quale regime di aiuto conviene utilizzare.<\/p>\n<h2><strong>Risposta breve<\/strong><\/h2>\n<p>La misura Circolarit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 per le PMI lombarde finanzia progetti di economia circolare realizzati da micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Lombardia, in forma singola o in aggregazione di almeno tre imprese.<\/p>\n<p>Il progetto deve comprendere uno studio ambientale e un intervento successivo, che pu\u00f2 essere un investimento produttivo oppure un progetto di innovazione di processo o dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>L\u2019investimento minimo \u00e8 pari a 50.000 euro. Per lo studio ambientale il contributo pu\u00f2 arrivare fino a 40.000 euro, con intensit\u00e0 diverse a seconda del regime di aiuto. Per il progetto di investimento o innovazione il contributo pu\u00f2 arrivare, secondo il regime applicabile, fino a 260.000 euro per singola impresa in de minimis oppure fino a 1 milione per impresa e 5 milioni per progetto in aggregazione in regime GBER.<\/p>\n<p>La procedura sar\u00e0 valutativa a sportello. Termini e modalit\u00e0 di domanda saranno definiti con il bando attuativo.<\/p>\n<h2><strong>In sintesi<\/strong><\/h2>\n<p>La misura punta a sostenere la conversione dei sistemi produttivi lombardi da modelli lineari a modelli circolari. L\u2019obiettivo \u00e8 ridurre sprechi, consumi di materie prime, energia, acqua e risorse naturali, favorendo riuso, riciclo, recupero degli scarti, valorizzazione dei sottoprodotti e miglioramento delle performance ambientali.<\/p>\n<p>I progetti possono riguardare eco-design, materiali riciclati o bio-based, riduzione dei rifiuti, recupero di scarti, simbiosi industriale, modelli di business basati su riuso, manutenzione, rigenerazione, noleggio, abbonamento, pay-per-use o product-as-a-service.<\/p>\n<p>La struttura del bando \u00e8 pi\u00f9 tecnica rispetto a un contributo ordinario. Serve uno studio ambientale, redatto da un esperto qualificato, e serve un progetto coerente con i benefici ambientali indicati nello studio.<\/p>\n<p>La sostenibilit\u00e0, qui, non \u00e8 uno slogan. Deve diventare un investimento misurabile.<\/p>\n<h2><strong>Chi pu\u00f2 partecipare<\/strong><\/h2>\n<p>Possono partecipare micro, piccole e medie imprese lombarde, in forma singola o in aggregazione composta da almeno tre imprese.<\/p>\n<p>Alla data di presentazione della domanda e fino alla concessione dell\u2019aiuto, l\u2019impresa deve avere una sede operativa oggetto dell\u2019intervento in Lombardia oppure impegnarsi ad averla entro la richiesta di erogazione. Deve inoltre essere regolarmente iscritta e attiva nel Registro delle imprese da almeno un anno, essere in regola con il DURC, rispettare l\u2019obbligo di polizza assicurativa per eventi catastrofali e non trovarsi in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Il requisito della polizza catastrofale va verificato con attenzione. L\u2019obbligo deriva dall\u2019articolo 1, commi 101 e seguenti, della legge 213\/2023, ed \u00e8 sempre pi\u00f9 spesso richiamato come condizione di accesso alle agevolazioni pubbliche.<\/p>\n<p>Per le imprese in aggregazione, ogni partecipante deve sostenere una quota significativa del progetto. Secondo i criteri indicati, ogni impresa deve partecipare all\u2019aggregazione in misura non inferiore al 20% dell\u2019importo del progetto.<\/p>\n<h2><strong>Studio ambientale: non \u00e8 una formalit\u00e0<\/strong><\/h2>\n<p>Lo studio ambientale \u00e8 la prima parte obbligatoria del progetto.<\/p>\n<p>Deve essere redatto da un esperto qualificato in ambito ambientale. Possono rientrare, tra gli altri, esperti iscritti ad albi, ordini o associazioni professionali ai sensi della legge 4\/2013, esperti con certificazioni ambientali, professionisti iscritti a elenchi camerali, imprese con codice Ateco 74.99.31, societ\u00e0 di ingegneria e consulenza tecnica con codice Ateco 71.12.10, universit\u00e0 e organismi di ricerca.<\/p>\n<p>Lo studio deve essere direttamente connesso all\u2019investimento o al progetto di innovazione. Pu\u00f2 riguardare analisi dei flussi di materia, acqua, energia, scarti e rifiuti; Life Cycle Assessment, Product Environmental Footprint, carbon footprint, water footprint e analisi di circolarit\u00e0; studi per sostituire materie prime vergini con materie prime seconde, riciclate, riciclabili, bio-based o a minore impatto ambientale; studi per recupero, riutilizzo o valorizzazione di scarti, sottoprodotti e rifiuti.<\/p>\n<p>Non sono ammesse consulenze ordinarie, periodiche o continuative. Non sono ammissibili neppure le spese per ottenere autorizzazioni ambientali obbligatorie per legge.<\/p>\n<p>Il costo dello studio ambientale non pu\u00f2 superare il 25% del progetto di investimento o innovazione.<\/p>\n<h2><strong>Business plan ambientale: il progetto deve reggere anche economicamente<\/strong><\/h2>\n<p>Lo studio ambientale deve essere accompagnato da un business plan sintetico, coerente e sostenibile.<\/p>\n<p>Questo passaggio \u00e8 decisivo. Regione Lombardia non finanzia una diagnosi ambientale fine a s\u00e9 stessa. Vuole sostenere interventi realizzabili, economicamente sensati e organizzativamente sostenibili.<\/p>\n<p>Il business plan deve dimostrare che l\u2019investimento produttivo o il progetto di innovazione pu\u00f2 essere portato a termine dall\u2019impresa, con risorse, tempi e capacit\u00e0 coerenti.<\/p>\n<p>Per una PMI, significa tradurre la sostenibilit\u00e0 in numeri: costo dell\u2019intervento, benefici attesi, risparmi di materia o energia, riduzione rifiuti, maggiore efficienza, possibili nuovi ricavi, tempi di implementazione e impatto sul processo produttivo.<\/p>\n<p>Prima di presentare domanda, conviene quindi verificare non solo se il progetto \u00e8 \u201cgreen\u201d, ma se \u00e8 tecnicamente e finanziariamente credibile.<\/p>\n<h2><strong>Investimento produttivo: quando il progetto riguarda macchinari, impianti e attivi<\/strong><\/h2>\n<p>Il progetto pu\u00f2 consistere in un investimento produttivo.<\/p>\n<p>Secondo il Regolamento UE 651\/2014, richiamato nei criteri della misura, un investimento produttivo pu\u00f2 riguardare l\u2019installazione di un nuovo stabilimento, l\u2019ampliamento di uno stabilimento esistente, la diversificazione della produzione mediante prodotti nuovi aggiuntivi o la trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.<\/p>\n<p>Nel contesto della misura, rientrano ad esempio l\u2019acquisto e installazione di macchinari per produrre imballaggi riciclabili o compostabili, la realizzazione di linee produttive per usare materiali riciclati o bio-based, l\u2019ampliamento di stabilimenti per rigenerare componenti usati, oppure l\u2019installazione di impianti per recuperare e riutilizzare scarti di lavorazione nel ciclo produttivo.<\/p>\n<p>Qui il rischio \u00e8 confondere la mera sostituzione di un bene con un investimento circolare. Il bando guarda alla modifica sostanziale del processo o alla capacit\u00e0 dell\u2019investimento di produrre benefici ambientali misurabili.<\/p>\n<h2><strong>Innovazione di processo o organizzazione: non basta migliorare un po\u2019<\/strong><\/h2>\n<p>In alternativa all\u2019investimento produttivo, il progetto pu\u00f2 riguardare innovazione di processo o dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>L\u2019innovazione di processo \u00e8 l\u2019applicazione di un metodo di produzione o distribuzione nuovo o sensibilmente migliorato. Non sono ammessi cambiamenti minori, semplici estensioni di beni strumentali, sostituzioni ordinarie o variazioni legate solo al prezzo dei fattori.<\/p>\n<p>L\u2019innovazione dell\u2019organizzazione riguarda l\u2019applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nell\u2019organizzazione del luogo di lavoro o nelle relazioni esterne dell\u2019impresa, secondo la definizione dell\u2019articolo 2, punto 96, del Regolamento UE 651\/2014.<\/p>\n<p>Possono rientrare, ad esempio, nuovi metodi di progettazione basati su eco-design, smontabilit\u00e0 e riciclabilit\u00e0; sistemi digitali per monitorare flussi di materie prime, energia, acqua e rifiuti; riorganizzazione del ciclo produttivo per recuperare scarti; procedure per integrare criteri ambientali negli acquisti e nella produzione; modelli basati su manutenzione, riparazione, ritiro e rigenerazione dei prodotti.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 la discontinuit\u00e0. Il progetto deve introdurre un cambiamento reale, non un miglioramento ordinario.<\/p>\n<h2><strong>Spese ammissibili per la realizzazione dell\u2019intervento<\/strong><\/h2>\n<p>Tra le spese ammissibili rientrano macchinari, impianti, attrezzature e strumentazioni per riciclaggio, selezione, separazione, riutilizzo o valorizzazione di scarti, rifiuti, sottoprodotti e materie prime seconde.<\/p>\n<p>Sono ammissibili anche impianti e componenti per ridurre scarti di lavorazione, ottimizzare materie prime, recuperare acqua, aria, oli, sostanze chimiche o altri materiali di processo; tecnologie per utilizzare materiali riciclati, biodegradabili, compostabili o a minore impatto; macchinari per packaging sostenibile, riutilizzabile, monomateriale o pi\u00f9 facilmente riciclabile.<\/p>\n<p>Possono essere inclusi hardware, sensori e strumenti digitali per monitorare consumi energetici e idrici, emissioni, flussi di materiali e performance ambientali. Sono ammissibili software per tracciabilit\u00e0 di materiali, sottoprodotti, scarti e materie prime seconde, oltre a strumenti per LCA, eco-design, carbon footprint, water footprint e monitoraggio ambientale.<\/p>\n<p>Sono inoltre previste spese per brevetti, licenze, know-how, diritti d\u2019uso di tecnologie, ricerca contrattuale, materiali per prototipi e test, certificazioni ambientali di processo o prodotto, opere edili e impiantistiche strettamente necessarie all\u2019installazione dei beni oggetto del progetto.<\/p>\n<p>Le certificazioni ambientali, come ISO 14001, EMAS, ECOLABEL o EPD, sono ammissibili solo se direttamente connesse al progetto e, secondo i criteri indicati, solo in regime de minimis.<\/p>\n<h2><strong>Quanto vale il contributo<\/strong><\/h2>\n<p>Per lo studio ambientale, il contributo pu\u00f2 essere riconosciuto, a scelta del beneficiario, in regime de minimis con intensit\u00e0 pari al 60% e contributo massimo di 40.000 euro, oppure in regime GBER ai sensi dell\u2019articolo 25 del Regolamento UE 651\/2014, con intensit\u00e0 pari al 70% per le piccole imprese e al 60% per le medie imprese.<\/p>\n<p>Per il progetto di investimento o innovazione, l\u2019importo minimo dell\u2019intervento \u00e8 pari a 50.000 euro.<\/p>\n<p>In regime de minimis, il contributo pu\u00f2 arrivare al 60% delle spese ammissibili, con contributo massimo pari a 260.000 euro per singola impresa.<\/p>\n<p>Per gli investimenti produttivi in regime GBER, secondo l\u2019articolo 17 del Regolamento UE 651\/2014, le intensit\u00e0 possono variare in funzione della dimensione d\u2019impresa. Secondo la scheda tecnica disponibile, il contributo pu\u00f2 arrivare fino a 1 milione di euro per impresa e fino a 5 milioni di euro per progetto in aggregazione.<\/p>\n<p>Per i progetti di innovazione di processo o dell\u2019organizzazione in regime GBER, l\u2019articolo 29 del Regolamento UE 651\/2014 consente aiuti all\u2019innovazione con intensit\u00e0 specifiche, da verificare rispetto alla disciplina definitiva del bando.<\/p>\n<p>La scelta tra de minimis e GBER non va fatta in modo automatico. Dipende da importo del progetto, dimensione dell\u2019impresa, plafond disponibile, intensit\u00e0 applicabili e natura delle spese.<\/p>\n<h2><strong>De minimis, GBER e cumulo<\/strong><\/h2>\n<p>La misura non \u00e8 \u201csolo de minimis\u201d. Alcune componenti possono essere gestite in de minimis, altre in GBER.<\/p>\n<p>Il Regolamento UE 2023\/2831 prevede un massimale generale de minimis pari a 300.000 euro nell\u2019arco di tre anni per impresa unica. Se l\u2019impresa ha gi\u00e0 utilizzato altri contributi in de minimis, il plafond residuo deve essere verificato prima della domanda.<\/p>\n<p>Il Regolamento UE 651\/2014, invece, funziona con logiche diverse: non guarda al plafond triennale, ma alle intensit\u00e0 massime di aiuto applicabili alle categorie di spesa.<\/p>\n<p>Il cumulo \u00e8 ammesso con altre agevolazioni qualificabili come aiuti di Stato ai sensi degli articoli 107 e 108 del TFUE, comprese quelle de minimis, e con misure generali che non si qualificano come aiuti di Stato, come alcuni incentivi fiscali. Il limite \u00e8 il 100% dei costi ammissibili e, soprattutto, il divieto di superare l\u2019intensit\u00e0 o l\u2019importo massimo di aiuto previsti dalle norme pertinenti.<\/p>\n<p>\u00c8 inoltre previsto il divieto di cumulo delle misure FESR con fondi PNRR.<\/p>\n<p>Per l\u2019impresa, questo significa che la mappa degli incentivi va costruita prima. Se lo stesso investimento \u00e8 collegato a contributi regionali, crediti fiscali, incentivi energetici o altri strumenti, bisogna evitare sovrapposizioni non consentite.<\/p>\n<h2><strong>Procedura a sportello, ma con valutazione tecnica<\/strong><\/h2>\n<p>La misura sar\u00e0 attuata con procedura valutativa a sportello. Termini e modalit\u00e0 di presentazione della domanda saranno definiti con il bando attuativo.<\/p>\n<p>La procedura a sportello non significa assenza di valutazione. \u00c8 prevista una valutazione tecnica con attribuzione di punteggi.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un elemento da non sottovalutare. L\u2019ordine di presentazione pu\u00f2 avere rilievo, ma il progetto deve comunque dimostrare coerenza tecnica, ambientale ed economica.<\/p>\n<p>La domanda dovr\u00e0 quindi essere costruita intorno allo studio ambientale, agli indicatori di miglioramento, alla fattibilit\u00e0 dell\u2019investimento e alla corretta classificazione delle spese.<\/p>\n<h2><strong>Indicatori ambientali: il cuore della domanda<\/strong><\/h2>\n<p>Il contenuto minimo dello studio di fattibilit\u00e0 richiede la descrizione dell\u2019impresa, del contesto operativo, della situazione ante intervento, del processo produttivo o modello organizzativo esistente e delle criticit\u00e0 ambientali.<\/p>\n<p>Devono essere individuati gli aspetti ambientali rilevanti: materie prime, rifiuti, sottoprodotti, materiali riciclati, consumi energetici, consumi idrici, emissioni, scarichi, sostanze impattanti e altri profili pertinenti.<\/p>\n<p>La soluzione tecnica deve spiegare come l\u2019investimento modifica il processo produttivo o l\u2019organizzazione e come migliora le performance ambientali.<\/p>\n<p>Ove possibile, i benefici devono essere misurati. Riduzione dei rifiuti, aumento del recupero, minore uso di materie prime vergini, pi\u00f9 impiego di sottoprodotti o materie prime seconde, riduzione dei consumi energetici e idrici, minori emissioni e migliore efficienza complessiva sono indicatori che devono essere stimati con metodo.<\/p>\n<p>La domanda non dovrebbe dire solo \u201cil progetto \u00e8 sostenibile\u201d. Deve dimostrarlo.<\/p>\n<h2><strong>Lex specialis del bando: attenzione alle regole definitive<\/strong><\/h2>\n<p>Poich\u00e9 la scheda disponibile \u00e8 costruita sui criteri pubblicati sul Bollettino Ufficiale del 29 luglio 2026, occorrer\u00e0 attendere il bando attuativo per termini, modalit\u00e0 e allegati definitivi.<\/p>\n<p>Quando il bando sar\u00e0 pubblicato, le sue regole diventeranno la lex specialis della procedura. Il Consiglio di Stato, sezione V, con sentenza 12 giugno 2026, n. 4753, ha ribadito che le clausole chiare della lex specialis vincolano amministrazione e partecipanti e non possono essere superate con interpretazioni integrative se il testo non \u00e8 ambiguo.<\/p>\n<p>Il principio, pur maturato soprattutto nelle procedure di evidenza pubblica, \u00e8 utile anche per i bandi agevolativi. Requisiti, scadenze, allegati, format, modalit\u00e0 di pagamento, criteri di valutazione e obblighi documentali devono essere rispettati in modo puntuale.<\/p>\n<p>Per questo conviene preparare il progetto ora, ma chiudere la domanda solo dopo la lettura integrale del bando definitivo.<\/p>\n<h2><strong>Errori da evitare<\/strong><\/h2>\n<p>Il primo errore \u00e8 partire dal macchinario. In questa misura si parte dallo studio ambientale, non dal preventivo del fornitore.<\/p>\n<p>Il secondo errore \u00e8 confondere sostenibilit\u00e0 con manutenzione ordinaria o sostituzione di beni. Il progetto deve modificare processi, prodotti o organizzazione in modo coerente con l\u2019economia circolare.<\/p>\n<p>Il terzo errore \u00e8 sottovalutare gli indicatori. Senza misure ante e post intervento, il beneficio ambientale resta debole.<\/p>\n<p>Il quarto errore \u00e8 scegliere il regime di aiuto senza calcolare plafond de minimis, intensit\u00e0 GBER e cumulo con altri incentivi.<\/p>\n<p>Il quinto errore \u00e8 avviare l\u2019investimento prima di avere verificato decorrenza delle spese, ammissibilit\u00e0, autorizzazioni ambientali e regole definitive del bando.<\/p>\n<h2><strong>CTA interna<\/strong><\/h2>\n<p>Le PMI lombarde interessate alla misura Circolarit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 dovrebbero iniziare dalla verifica del progetto, non dal preventivo.<\/p>\n<p>Prima di firmare un ordine, incaricare un tecnico, acquistare un impianto o avviare lavori, conviene controllare se l\u2019intervento \u00e8 coerente con economia circolare, se lo studio ambientale pu\u00f2 dimostrare benefici misurabili, quale regime di aiuto conviene applicare e se esistono criticit\u00e0 su cumulo, de minimis, GBER o fondi PNRR.<\/p>\n<p>Prima di trasformare un\u2019idea sostenibile in un investimento, sentiamoci. \u00c8 il momento in cui si pu\u00f2 ancora progettare correttamente il beneficio; dopo, spesso, restano solo spese gi\u00e0 sostenute e margini di correzione ridotti.<\/p>\n<h2><strong>Conclusioni<\/strong><\/h2>\n<p>La misura Circolarit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 PMI Lombardia \u00e8 interessante perch\u00e9 finanzia progetti che collegano sostenibilit\u00e0 ambientale, efficienza produttiva e competitivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il contributo pu\u00f2 sostenere studi ambientali, investimenti produttivi e progetti di innovazione di processo o dell\u2019organizzazione. Ma la misura richiede un approccio tecnico: diagnosi ambientale, indicatori misurabili, business plan, scelta del regime di aiuto e coerenza documentale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un bando per comprare genericamente tecnologie green. \u00c8 un bando per trasformare processi e modelli aziendali in chiave circolare.<\/p>\n<p>Per le imprese, la regola \u00e8 semplice: prima si misura, poi si investe. Non il contrario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circolarit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 PMI Lombardia: contributi a fondo perduto per studi ambientali e investimenti in economia circolare.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":409,"parent":0,"menu_order":0,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"content-type":"","footnotes":""},"categoria-bandi":[],"class_list":["post-24976","bandi","type-bandi","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Circolarit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 PMI Lombardia: contributi per investimenti green ed economia circolare - Beneggi &amp; Associati<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Circolarit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 PMI Lombardia: contributi a fondo perduto per studi ambientali e investimenti in economia circolare.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/beneggiassociati.com\/en\/bandi\/circolarita-sostenibilita-pmi-lombardia-contributi-economia-circolare\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Circolarit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 PMI Lombardia: contributi per investimenti green ed economia circolare - Beneggi &amp; 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