{"id":25032,"date":"2026-09-05T17:14:04","date_gmt":"2026-09-05T17:14:04","guid":{"rendered":"https:\/\/beneggiassociati.com\/?p=25032"},"modified":"2026-09-04T17:16:49","modified_gmt":"2026-09-04T17:16:49","slug":"dazio-zero-prodotti-usa-importazioni-unione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/beneggiassociati.com\/en\/dazio-zero-prodotti-usa-importazioni-unione-europea\/","title":{"rendered":"Dazi USA-UE: quando i prodotti americani entrano nell\u2019Unione a dazio zero"},"content":{"rendered":"<p>Dal 1\u00b0 luglio 2026 numerosi prodotti originari degli Stati Uniti possono essere importati nell\u2019Unione europea a dazio zero. L\u2019agevolazione non riguarda per\u00f2 indistintamente tutte le merci spedite dagli USA e non opera sulla base di una semplice dichiarazione commerciale del fornitore.<\/p>\n<p>Il prodotto deve rientrare tra quelli individuati dal regolamento UE 2026\/1455 e deve avere origine statunitense secondo le regole di origine non preferenziale stabilite dal Codice doganale dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>L\u2019importatore europeo rimane responsabile della correttezza della dichiarazione doganale. Deve quindi acquisire dal fornitore informazioni sulla produzione, sulle materie utilizzate e sulle lavorazioni effettuate negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>La provenienza fisica della merce non basta: un bene spedito da un magazzino statunitense pu\u00f2 avere origine cinese, messicana o di un altro Paese e non beneficiare del trattamento.<\/p>\n<h2><strong>Risposta breve<\/strong><\/h2>\n<p>Il regolamento UE 2026\/1455 ha azzerato, dal 1\u00b0 luglio 2026, i dazi doganali su un ampio elenco di prodotti industriali e agricoli originari degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Per applicare il dazio zero occorre verificare:<\/p>\n<ul>\n<li>il codice di classificazione doganale del prodotto;<\/li>\n<li>la sua inclusione nel regolamento;<\/li>\n<li>l\u2019origine statunitense secondo le regole europee;<\/li>\n<li>le lavorazioni effettuate negli Stati Uniti;<\/li>\n<li>la documentazione fornita dall\u2019esportatore;<\/li>\n<li>il trasporto diretto o la permanenza sotto vigilanza doganale durante il transito.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il beneficio non esclude IVA all\u2019importazione, accise, misure antidumping, controlli sanitari o obblighi di conformit\u00e0 del prodotto eventualmente applicabili.<\/p>\n<h2><strong>Un rapporto tariffario asimmetrico<\/strong><\/h2>\n<p>La disciplina nasce nel contesto dei nuovi rapporti commerciali tra Unione europea e Stati Uniti.<\/p>\n<p>Mentre una parte significativa delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti \u00e8 sottoposta a un\u2019aliquota doganale generale del 15%, l\u2019Unione ha previsto il dazio zero per numerose categorie di merci statunitensi.<\/p>\n<p>Il trattamento \u00e8 quindi asimmetrico: la riduzione europea non deriva, almeno nella sua configurazione iniziale, da un accordo di libero scambio pienamente reciproco dotato di un protocollo comune sull\u2019origine.<\/p>\n<p>L\u2019Unione applica unilateralmente il vantaggio tariffario, utilizzando in via transitoria le proprie regole di origine non preferenziale.<\/p>\n<h2><strong>Il regolamento UE 2026\/1455<\/strong><\/h2>\n<p>Il regolamento UE 2026\/1455 individua i prodotti ammessi al trattamento tariffario e stabilisce le condizioni per accedervi.<\/p>\n<p>La misura riguarda un\u2019ampia gamma di beni industriali e agricoli, ma deve essere verificata sulla base del codice della nomenclatura combinata attribuito a ciascuna merce.<\/p>\n<p>Prima di applicare l\u2019aliquota zero, l\u2019importatore deve quindi accertare:<\/p>\n<ol>\n<li>la corretta classificazione doganale;<\/li>\n<li>la presenza del codice nell\u2019elenco agevolato;<\/li>\n<li>l\u2019origine statunitense;<\/li>\n<li>il rispetto delle condizioni previste dal regolamento;<\/li>\n<li>l\u2019assenza di ulteriori misure applicabili.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Non \u00e8 sufficiente che il prodotto sia normalmente associato all\u2019industria americana o commercializzato da un\u2019impresa statunitense.<\/p>\n<h2><strong>Dazio zero non significa importazione esente<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019azzeramento del dazio riguarda esclusivamente il tributo doganale ordinario previsto per la specifica voce tariffaria.<\/p>\n<p>All\u2019importazione possono rimanere dovuti o applicabili:<\/p>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Voce<\/th>\n<th>Effetto del dazio zero<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Dazio doganale ordinario<\/td>\n<td>Azzerato per i prodotti ammessi<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IVA all\u2019importazione<\/td>\n<td>Resta dovuta<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Accise<\/td>\n<td>Restano dovute, se applicabili<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Dazi antidumping<\/td>\n<td>Da verificare separatamente<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Dazi compensativi<\/td>\n<td>Da verificare separatamente<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Misure di salvaguardia<\/td>\n<td>Possono continuare ad applicarsi<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Controlli sanitari e fitosanitari<\/td>\n<td>Restano obbligatori<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Norme sulla sicurezza dei prodotti<\/td>\n<td>Restano obbligatorie<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Restrizioni e autorizzazioni<\/td>\n<td>Restano applicabili<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L\u2019importatore deve quindi evitare di confondere la riduzione tariffaria con un\u2019esenzione complessiva dall\u2019imposizione e dai controlli doganali.<\/p>\n<h2><strong>Origine e provenienza non coincidono<\/strong><\/h2>\n<p>Nel linguaggio commerciale si tende spesso a considerare \u201camericano\u201d un prodotto acquistato da un fornitore statunitense o spedito dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Ai fini doganali questo criterio non \u00e8 sufficiente.<\/p>\n<p>La provenienza indica il luogo dal quale la merce viene spedita. L\u2019origine individua invece il Paese al quale viene attribuita la produzione del bene secondo precise regole giuridiche.<\/p>\n<p>Un prodotto pu\u00f2 essere:<\/p>\n<ul>\n<li>venduto da una societ\u00e0 statunitense;<\/li>\n<li>fatturato in dollari;<\/li>\n<li>spedito da un deposito negli Stati Uniti;<\/li>\n<li>contrassegnato con un marchio americano;<\/li>\n<\/ul>\n<p>senza avere origine doganale statunitense.<\/p>\n<p>Se il prodotto \u00e8 stato realizzato integralmente in un altro Paese o ha subito negli Stati Uniti lavorazioni insufficienti, il dazio zero non \u00e8 applicabile.<\/p>\n<h2><strong>Le regole di origine non preferenziale<\/strong><\/h2>\n<p>Il regolamento UE 2026\/1455 prevede che l\u2019origine dei prodotti sia determinata, nella fase iniziale, secondo le regole di origine non preferenziale contenute nel regolamento UE 952\/2013, il Codice doganale dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>La scelta \u00e8 peculiare. Normalmente un trattamento tariffario agevolato viene associato a regole di origine preferenziale previste da un accordo commerciale o da una concessione unilaterale.<\/p>\n<p>In questo caso il vantaggio viene invece accordato utilizzando, almeno temporaneamente, le regole europee di origine non preferenziale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che l\u2019origine USA deve essere verificata applicando i criteri dell\u2019Unione europea e non semplicemente quelli utilizzati dall\u2019esportatore secondo la legislazione statunitense.<\/p>\n<h2><strong>Prodotti interamente ottenuti<\/strong><\/h2>\n<p>Un bene pu\u00f2 avere origine statunitense quando \u00e8 interamente ottenuto negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>La categoria riguarda, in funzione delle disposizioni applicabili, prodotti come:<\/p>\n<ul>\n<li>minerali estratti nel territorio;<\/li>\n<li>prodotti agricoli raccolti negli Stati Uniti;<\/li>\n<li>animali nati e allevati nel Paese;<\/li>\n<li>prodotti ottenuti dagli animali;<\/li>\n<li>merci realizzate esclusivamente con materiali originari;<\/li>\n<li>altri beni interamente prodotti nel territorio.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per i prodotti industriali composti da materie o componenti provenienti da pi\u00f9 Paesi, il criterio dell\u2019intera produzione \u00e8 raramente applicabile. Diventa quindi necessario individuare il luogo dell\u2019ultima trasformazione sostanziale.<\/p>\n<h2><strong>L\u2019ultima trasformazione sostanziale<\/strong><\/h2>\n<p>Quando alla produzione partecipano due o pi\u00f9 Paesi, l\u2019articolo 60 del Codice doganale dell\u2019Unione attribuisce l\u2019origine al luogo nel quale \u00e8 avvenuta l\u2019ultima trasformazione o lavorazione sostanziale, economicamente giustificata, effettuata presso un\u2019impresa attrezzata e conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo o con una fase importante del processo produttivo.<\/p>\n<p>Non tutte le attivit\u00e0 modificano l\u2019origine.<\/p>\n<p>Operazioni come riconfezionamento, etichettatura, semplice assemblaggio, selezione o deposito possono risultare insufficienti.<\/p>\n<p>Per alcune categorie merceologiche, l\u2019allegato 22-01 del regolamento delegato UE 2015\/2446 stabilisce regole specifiche, fondate ad esempio:<\/p>\n<ul>\n<li>sul cambio di voce doganale;<\/li>\n<li>sul valore dei materiali non originari;<\/li>\n<li>su una determinata fase produttiva;<\/li>\n<li>su lavorazioni tecniche espressamente individuate.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019esportatore statunitense deve quindi conoscere il codice doganale europeo del prodotto e ricostruire la lavorazione secondo i criteri dell\u2019Unione.<\/p>\n<h2><strong>Chi deve dimostrare l\u2019origine<\/strong><\/h2>\n<p>In dogana la dichiarazione viene presentata dall\u2019importatore o dal suo rappresentante. \u00c8 quindi l\u2019operatore unionale a rispondere della correttezza del trattamento richiesto.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 61 del Codice doganale consente alle autorit\u00e0 di chiedere qualsiasi elemento necessario a comprovare l\u2019origine non preferenziale dichiarata.<\/p>\n<p>Se la prova non \u00e8 sufficiente, l\u2019autorit\u00e0 pu\u00f2:<\/p>\n<ul>\n<li>negare l\u2019applicazione del dazio zero;<\/li>\n<li>recuperare il dazio non versato;<\/li>\n<li>applicare interessi;<\/li>\n<li>contestare sanzioni;<\/li>\n<li>estendere i controlli ad altre importazioni;<\/li>\n<li>riesaminare le dichiarazioni precedenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un errore del fornitore statunitense non libera automaticamente l\u2019importatore europeo dalle proprie responsabilit\u00e0 doganali.<\/p>\n<h2><strong>Quali documenti chiedere al fornitore americano<\/strong><\/h2>\n<p>Le prove dell\u2019origine non preferenziale non sono soggette agli stessi formalismi previsti dagli accordi commerciali preferenziali. Non esiste, in questa fase, un certificato standard equivalente all\u2019EUR.1.<\/p>\n<p>L\u2019importatore dovrebbe comunque acquisire un fascicolo coerente, composto in base alla complessit\u00e0 del prodotto.<\/p>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Documento<\/th>\n<th>Finalit\u00e0<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Certificato di origine<\/td>\n<td>Prima attestazione dell\u2019origine dichiarata<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Dichiarazione del produttore<\/td>\n<td>Individuazione del luogo di fabbricazione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Distinta base<\/td>\n<td>Origine dei componenti utilizzati<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Descrizione del processo produttivo<\/td>\n<td>Verifica della trasformazione sostanziale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Codici doganali dei materiali<\/td>\n<td>Controllo delle regole dell\u2019allegato 22-01<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Fatture dei componenti<\/td>\n<td>Riscontro dei valori e dei fornitori<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Schede tecniche<\/td>\n<td>Caratteristiche essenziali del prodotto<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Documenti di trasporto<\/td>\n<td>Percorso seguito dalla merce<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Dichiarazione sulle lavorazioni<\/td>\n<td>Individuazione delle attivit\u00e0 svolte negli USA<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il certificato di origine rilasciato nel Paese di partenza \u00e8 utile, ma non dovrebbe essere considerato una prova assoluta quando la filiera produttiva \u00e8 complessa.<\/p>\n<h2><strong>Gli avvisi dell\u2019Agenzia delle Dogane<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, negli avvisi del 3, 7 e 22 luglio 2026, ha fornito indicazioni operative sull\u2019applicazione della misura.<\/p>\n<p>Gli avvisi ribadiscono che, secondo il Codice doganale dell\u2019Unione, la prova dell\u2019origine non preferenziale pu\u00f2 essere fornita con mezzi diversi. ADM suggerisce comunque agli importatori italiani di acquisire, quando possibile, un certificato di origine emesso nel Paese di partenza.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 della prova non riduce il livello di responsabilit\u00e0. Quanto pi\u00f9 articolata \u00e8 la produzione, tanto pi\u00f9 dettagliate devono essere le informazioni conservate.<\/p>\n<h2><strong>Il requisito del trasporto diretto<\/strong><\/h2>\n<p>Per accedere al beneficio deve essere dimostrato anche il collegamento logistico tra Stati Uniti e Unione europea.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 59-bis del regolamento di esecuzione UE 2015\/2447, introdotto dal regolamento UE 2026\/1422, richiede che le merci siano trasportate direttamente dagli Stati Uniti nell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Il passaggio attraverso un Paese terzo non esclude necessariamente il beneficio, purch\u00e9 le merci:<\/p>\n<ul>\n<li>rimangano sotto vigilanza doganale;<\/li>\n<li>non siano immesse in libera pratica nel Paese di transito;<\/li>\n<li>non subiscano trasformazioni o manipolazioni ulteriori;<\/li>\n<li>siano sottoposte soltanto alle operazioni necessarie alla conservazione;<\/li>\n<li>siano accompagnate da documenti idonei a ricostruire il percorso.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Devono quindi essere conservati documenti di trasporto, polizze di carico, certificati di non manipolazione e dati relativi all\u2019eventuale deposito doganale.<\/p>\n<h2><strong>L\u2019informazione vincolante sull\u2019origine<\/strong><\/h2>\n<p>Quando l\u2019origine dipende da lavorazioni complesse o da componenti provenienti da pi\u00f9 Paesi, l\u2019impresa pu\u00f2 richiedere un\u2019informazione vincolante sull\u2019origine, comunemente indicata come IVO.<\/p>\n<p>L\u2019IVO \u00e8 una decisione dell\u2019autorit\u00e0 doganale che stabilisce preventivamente l\u2019origine di una determinata merce sulla base delle informazioni e del processo produttivo dichiarati.<\/p>\n<p>La decisione:<\/p>\n<ul>\n<li>vincola le autorit\u00e0 doganali e il titolare;<\/li>\n<li>\u00e8 riferita a uno specifico prodotto e processo;<\/li>\n<li>ha normalmente validit\u00e0 triennale;<\/li>\n<li>riduce l\u2019incertezza nelle importazioni ripetute;<\/li>\n<li>richiede una descrizione completa della produzione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019IVO non sostituisce la corretta classificazione doganale. Quando esistono dubbi anche sul codice della merce, pu\u00f2 essere necessario valutare separatamente un\u2019informazione tariffaria vincolante.<\/p>\n<h2><strong>Classificazione e origine devono essere verificate insieme<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019applicazione del dazio zero dipende da due qualificazioni distinte:<\/p>\n<ol>\n<li>quale sia il codice doganale del prodotto;<\/li>\n<li>quale sia la sua origine.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Un errore nella classificazione pu\u00f2 comportare l\u2019applicazione dell\u2019agevolazione a una merce non inclusa nel regolamento. Un errore sull\u2019origine pu\u00f2 invece attribuire il trattamento statunitense a un bene che non ha subito negli Stati Uniti una trasformazione sufficiente.<\/p>\n<p>Le due verifiche devono essere documentate separatamente e coordinate nella dichiarazione doganale.<\/p>\n<h2><strong>La due diligence tra importatore e fornitore<\/strong><\/h2>\n<p>Il contratto commerciale dovrebbe disciplinare espressamente gli obblighi informativi del fornitore statunitense.<\/p>\n<p>\u00c8 opportuno prevedere:<\/p>\n<ul>\n<li>dichiarazione sull\u2019origine secondo le regole UE;<\/li>\n<li>obbligo di comunicare modifiche nella filiera;<\/li>\n<li>disponibilit\u00e0 della distinta base e dei processi produttivi;<\/li>\n<li>conservazione della documentazione;<\/li>\n<li>assistenza in caso di controllo doganale;<\/li>\n<li>responsabilit\u00e0 per dichiarazioni inesatte;<\/li>\n<li>aggiornamento in caso di modifica dei materiali o dei fornitori.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una generica formula \u201cMade in USA\u201d non offre una protezione sufficiente all\u2019importatore.<\/p>\n<p>Prima di applicare il beneficio, occorre capire chi produce realmente il bene, dove vengono realizzate le lavorazioni determinanti e quali componenti non originari vengono impiegati.<\/p>\n<h2><strong>Keys &amp; Insights<\/strong><\/h2>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Punto chiave<\/th>\n<th>Conseguenza operativa<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Il dazio zero non riguarda tutti i prodotti USA<\/td>\n<td>Va verificato il codice doganale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Provenienza e origine sono concetti diversi<\/td>\n<td>La spedizione dagli USA non basta<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Si applicano le regole UE<\/td>\n<td>Il fornitore deve conoscere i criteri europei<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Rileva l\u2019ultima trasformazione sostanziale<\/td>\n<td>Le lavorazioni minime non attribuiscono origine<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>La prova non ha un unico formato<\/td>\n<td>Serve un fascicolo documentale coerente<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>L\u2019importatore risponde della dichiarazione<\/td>\n<td>Le attestazioni del fornitore vanno controllate<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Il transito \u00e8 ammesso a condizioni<\/td>\n<td>La merce deve restare sotto vigilanza<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>L\u2019IVO riduce l\u2019incertezza<\/td>\n<td>\u00c8 utile per prodotti complessi o ricorrenti<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IVA e altre misure restano applicabili<\/td>\n<td>Dazio zero non significa importazione esente<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h2><strong>In sintesi<\/strong><\/h2>\n<p>Dal 1\u00b0 luglio 2026 numerosi prodotti statunitensi possono entrare nell\u2019Unione europea a dazio zero, secondo il regolamento UE 2026\/1455.<\/p>\n<p>Il beneficio \u00e8 subordinato alla corretta classificazione della merce e alla prova dell\u2019origine statunitense secondo le regole non preferenziali del Codice doganale dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Non basta acquistare da un fornitore americano o ricevere la merce dagli Stati Uniti. L\u2019importatore deve poter dimostrare dove il prodotto \u00e8 stato fabbricato e quale lavorazione sostanziale gli abbia attribuito l\u2019origine.<\/p>\n<p>Prima del prossimo ordine dagli Stati Uniti, conviene far verificare allo Studio il codice doganale, l\u2019inclusione del prodotto nel regolamento e la documentazione di origine. Dopo lo sdoganamento, l\u2019assenza di prove adeguate pu\u00f2 tradursi nel recupero del dazio e nell\u2019applicazione di sanzioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 1\u00b0 luglio 2026 numerosi prodotti USA entrano nell\u2019UE a dazio zero, ma l\u2019importatore deve provarne l\u2019origine secondo le regole europee.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":409,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"content-type":"","wpai_generated_summary":"","footnotes":""},"categories":[8],"tags":[4501,4499,51,4496,4497,4498,4502,4503,1383,4500],"class_list":["post-25032","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fisco-e-contabilita","tag-certificato-di-origine","tag-codice-doganale-dellunione","tag-commercio-internazionale","tag-dazi-usa-ue","tag-dazio-zero-prodotti-usa","tag-importazioni-stati-uniti","tag-informazione-vincolante-origine","tag-ivo","tag-origine-non-preferenziale","tag-regolamento-ue-2026-1455"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Dazi USA-UE: quando i prodotti americani entrano nell\u2019Unione a dazio zero - Beneggi &amp; 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