Con la Legge di bilancio 2026 viene riaperta la possibilità di affrancare, in tutto o in parte, i saldi attivi di rivalutazione, le riserve e i fondi in sospensione d’imposta presenti nei bilanci delle imprese. La misura si inserisce nel quadro degli interventi di razionalizzazione della fiscalità d’impresa e mira a consentire l’emersione definitiva di poste patrimoniali che scontano un’imposizione differita.
Ambito oggettivo dell’affrancamento
L’affrancamento riguarda i saldi attivi di rivalutazione, le riserve e i fondi in sospensione d’imposta esistenti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2024 e che residuano al termine dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2025. Si tratta, quindi, di poste patrimoniali già iscritte in bilancio, sulle quali grava un vincolo fiscale che ne limita la piena distribuibilità o utilizzabilità.
La norma consente l’affrancamento anche parziale, lasciando al contribuente la possibilità di selezionare le singole riserve o quote di esse oggetto dell’opzione.
Misura dell’imposta sostitutiva
L’affrancamento avviene mediante il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP nella misura del 10 per cento. L’imposta è calcolata sull’ammontare delle riserve o dei fondi affrancati e consente di eliminare definitivamente il vincolo fiscale gravante sulle stesse.
Una volta perfezionato l’affrancamento, le riserve assumono la natura di riserve di utili o di capitale liberamente distribuibili, senza ulteriori effetti impositivi in capo alla società, fermo restando il regime fiscale applicabile in capo ai soci al momento dell’eventuale distribuzione.
Modalità e termini di versamento
L’imposta sostitutiva è liquidata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025. Il versamento avviene obbligatoriamente in quattro rate di pari importo.
La prima rata deve essere versata entro il termine previsto per il pagamento del saldo delle imposte sui redditi relative al medesimo periodo d’imposta, mentre le tre rate successive scadono nei termini previsti per il versamento a saldo delle imposte sui redditi dei periodi d’imposta successivi.
Il meccanismo rateale consente una diluizione dell’onere finanziario, pur determinando un impegno pluriennale che deve essere attentamente valutato in sede di pianificazione.
Profili operativi e contabili
Dal punto di vista operativo, l’affrancamento richiede una verifica puntuale della natura delle riserve presenti in bilancio e della loro origine fiscale. È necessario distinguere tra riserve effettivamente in sospensione d’imposta e riserve già fiscalmente liberate, al fine di evitare duplicazioni di prelievo.
Sul piano contabile, l’affrancamento comporta l’eliminazione del vincolo fiscale, senza generare componenti di reddito nell’esercizio in cui viene esercitata l’opzione. L’imposta sostitutiva costituisce un costo fiscalmente indeducibile e deve essere correttamente rappresentata in bilancio secondo i principi contabili applicabili.
Valutazioni di convenienza
La misura di affrancamento introdotta dalla Manovra 2026 rappresenta uno strumento di pianificazione patrimoniale e fiscale, particolarmente rilevante per le società che intendono rendere distribuibili riserve storiche o semplificare la struttura del patrimonio netto.
La convenienza dell’operazione dipende dal confronto tra l’aliquota dell’imposta sostitutiva e il carico impositivo che graverebbe sulle riserve in caso di distribuzione o utilizzo senza affrancamento. In tale ottica, la scelta richiede un’analisi preventiva che tenga conto sia degli effetti fiscali sia degli impatti finanziari nel medio periodo.