Manovra 2026: bonus mobili prorogato con detrazione al 50% fino a 5.000 euro. Requisiti e limiti operativi

L’articolo 1, comma 51 della legge 30 dicembre 2025, n. 199, proroga per l’intero anno 2026 il cosiddetto “bonus mobili ed elettrodomestici”, riconoscendo una detrazione IRPEF pari al 50% della spesa sostenuta, su un tetto massimo fissato a 5.000 euro per unità immobiliare.

Il beneficio resta collegato alla realizzazione di interventi di ristrutturazione edilizia, ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR, e non può essere fruito autonomamente. Si conferma dunque la struttura consolidata del bonus, già oggetto di progressiva riduzione: il tetto di spesa era di 10.000 euro nel 2022, 8.000 nel 2023 e 5.000 dal 2024 in poi.

La misura mira a incentivare l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici ad alta efficienza energetica in immobili oggetto di ristrutturazione, in una logica di riqualificazione integrata dell’abitazione.

Requisiti oggettivi

La detrazione del 50% spetta per l’acquisto di:

  • mobili nuovi (letti, armadi, tavoli, sedie, divani, materassi, librerie);

  • elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore a A per forni, E per lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi.

Non sono ammessi:

  • beni usati;

  • condizionatori portatili non certificati;

  • acquisti effettuati prima dell’avvio dei lavori edilizi.

Il pagamento deve essere effettuato con bonifico parlante, carta di credito o debito. Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni o finanziamenti non tracciati.

Requisiti soggettivi e vincoli

Hanno diritto al bonus:

  • persone fisiche proprietarie o titolari di diritti reali sull’immobile;

  • locatari o comodatari che sostengono le spese di ristrutturazione;

  • familiari conviventi, se intestatari delle fatture e dei pagamenti.

Il beneficio si applica una sola volta per ciascuna unità immobiliare oggetto di intervento edilizio agevolato. In caso di interventi su più immobili, è possibile ripetere il beneficio nei limiti specifici.

La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno di sostenimento della spesa, e indicata nella dichiarazione dei redditi.

Esempi

Esempio 1 – Acquisto mobili su ristrutturazione di prima casa
Un contribuente ristruttura nel 2026 la propria abitazione principale con un intervento agevolabile ai sensi dell’art. 16-bis TUIR. Sostiene 4.200 euro per l’acquisto di mobili nuovi pagati con carta di credito.
→ Ha diritto a una detrazione del 50% sull’intero importo, pari a 2.100 euro, da recuperare in 10 rate annuali da 210 euro.

Esempio 2 – Elettrodomestici per seconda casa in ristrutturazione
Una persona fisica realizza lavori di manutenzione straordinaria su un immobile secondario. Spende 6.800 euro per l’acquisto di una cucina completa con elettrodomestici in classe A.
→ La detrazione è calcolata su un tetto massimo di 5.000 euro. Avrà diritto a 2.500 euro di detrazione, in 10 quote da 250 euro.

Esempio 3 – Due immobili, due ristrutturazioni
Un contribuente esegue lavori su due distinti appartamenti. Acquista per ciascun immobile mobili per 3.500 euro.
→ Può fruire due volte del bonus mobili, uno per ciascun intervento, detraendo complessivamente 3.500 euro (1.750 + 1.750), a condizione che gli acquisti siano tracciabili e successivi all’avvio dei lavori.

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Tiziano Beneggi

Gennaio 3, 2026

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