Con la Legge di bilancio 2026 il legislatore interviene nuovamente sulla fiscalità indiretta, rafforzando il ruolo delle accise come strumento di gettito e di regolazione dei consumi. Le misure adottate riguardano il comparto del tabacco, i carburanti tradizionali e, in modo specifico, i carburanti pesanti impiegati in ambito produttivo e industriale.
Accise sui prodotti da tabacco
La Manovra 2026 prevede un aggiornamento delle accise applicabili ai prodotti da tabacco, con un adeguamento dei livelli di imposizione finalizzato ad allineare il gettito agli obiettivi di finanza pubblica e di contenimento dei consumi nocivi.
L’intervento incide sia sulle sigarette tradizionali sia sui prodotti da inalazione senza combustione, attraverso un rafforzamento della componente specifica dell’accisa. L’effetto atteso è un incremento del carico fiscale unitario, con riflessi diretti sui prezzi al consumo e indiretti sulla filiera distributiva.
Dal punto di vista operativo, i soggetti obbligati sono tenuti ad adeguare i listini e gli adempimenti dichiarativi secondo le modalità stabilite dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Accise sui carburanti tradizionali
Sul fronte dei carburanti, la Manovra 2026 introduce un riassetto delle accise applicabili a benzina e gasolio, confermando il progressivo superamento delle differenziazioni storiche non più coerenti con le politiche energetiche e ambientali.
L’intervento si inserisce in un percorso di riallineamento graduale delle aliquote, con l’obiettivo di rendere il sistema più neutrale sotto il profilo tecnologico e di ridurre le distorsioni tra diverse tipologie di carburante. Le modifiche hanno impatto sia sul prezzo finale alla pompa sia sui meccanismi di determinazione dei costi per le imprese di trasporto e logistica.
Neutralizzazione delle accise sui carburanti pesanti
Una delle novità più rilevanti della Manovra 2026 riguarda la neutralizzazione, totale o parziale, dell’effetto delle accise sui carburanti pesanti utilizzati in ambito produttivo. La misura è finalizzata a mitigare l’impatto dei costi energetici sui settori ad alta intensità di consumo, in particolare industria, autotrasporto e comparti energivori.
Il meccanismo di neutralizzazione opera attraverso sistemi di credito d’imposta, rimborso o compensazione, subordinati al rispetto di specifici requisiti soggettivi e oggettivi. L’accesso al beneficio è generalmente condizionato alla tracciabilità dei consumi e alla destinazione effettiva del carburante a usi produttivi.
La misura non elimina formalmente l’accisa, ma ne sterilizza l’effetto economico per i soggetti beneficiari, mantenendo invariata la struttura dell’imposta.
Impatti operativi per imprese e operatori
Le modifiche introdotte dalla Manovra 2026 richiedono un adeguamento dei sistemi di gestione contabile e fiscale, in particolare per le imprese che operano nei settori del trasporto, della logistica e della produzione industriale.
Diventa centrale la corretta classificazione dei consumi, la conservazione della documentazione e la verifica delle condizioni di accesso ai meccanismi di neutralizzazione. Errori nella gestione delle accise possono comportare il recupero dell’imposta, l’applicazione di sanzioni e interessi.
Considerazioni
Le novità in materia di accise confermano l’orientamento del legislatore verso un utilizzo selettivo della fiscalità indiretta, combinando esigenze di gettito, obiettivi ambientali e misure di salvaguardia per i settori produttivi più esposti.
Per le imprese interessate, la valutazione dell’impatto economico e fiscale delle nuove regole e l’eventuale accesso ai meccanismi di neutralizzazione rappresentano un passaggio essenziale nella pianificazione dei costi energetici e nella gestione dei margini operativi.