Manovra 2026: nuova rottamazione delle cartelle in 54 rate con interessi agevolati. Come funziona e a chi conviene

L’articolo 3 della legge 30 dicembre 2025, n. 199, introduce una nuova definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, che rappresenta la quinta edizione della “rottamazione delle cartelle”. La misura si distingue dalle precedenti per una novità di rilievo: la possibilità di rateizzare il debito fiscale in 54 rate bimestrali, distribuite su nove anni, con un tasso d’interesse agevolato pari al 3% annuo.

Il provvedimento risponde all’esigenza di consentire un rientro sostenibile anche per posizioni debitorie di importo elevato e offre a imprese e contribuenti una soluzione concreta per chiudere le posizioni aperte con l’Erario. Per le imprese che intendono mantenere la compliance fiscale e riposizionarsi sul mercato del credito, si tratta di un’opportunità da analizzare in modo strategico.

Ambito applicativo

La rottamazione 2026 si applica a:

  • carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, a prescindere dalla data di notifica della cartella;

  • debiti relativi a imposte, tributi, contributi previdenziali e assistenziali (anche INPS e INAIL), sanzioni amministrative, esclusi i carichi già oggetto di definizione in precedenti rottamazioni (se completate) o condoni automatici.

Il beneficio consiste nello stralcio integrale di sanzioni, interessi di mora e aggio, con pagamento della sola quota capitale e delle spese per notifica e procedura esecutiva, come previsto dall’art. 17 del d.lgs. 112/1999.

Non sono richieste garanzie fideiussorie né dichiarazioni patrimoniali. L’adesione è aperta a:

  • persone fisiche;

  • lavoratori autonomi e professionisti;

  • società e imprese;

  • contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni.

Modalità e tempistiche di adesione

Il contribuente potrà aderire tramite apposita piattaforma telematica dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, entro un termine che sarà fissato con decreto attuativo e comunicato entro il 31 marzo 2026.

Entro il 30 giugno 2026, l’Agenzia comunicherà:

  • l’importo dovuto al netto delle somme condonate;

  • il numero delle rate ammesse (fino a 54);

  • la scadenza della prima rata (fissata al 31 luglio 2026).

Il piano di pagamento prevede:

  • rate bimestrali (marzo, maggio, luglio, settembre, novembre, gennaio);

  • interessi al 3% annuo calcolati sull’importo residuo dal 1° agosto 2026;

  • possibilità di estinzione anticipata senza penali.

Il pagamento anche di una sola rata equivale a perfezionamento dell’adesione, ma il mancato pagamento di due rate consecutive comporta la decadenza definitiva dal beneficio.

Esempi

Esempio 1 – Posizione debitoria persona fisica
Un contribuente ha ricevuto cartelle esattoriali per un totale di 18.000 euro, riferite a IRPEF, IVA e contributi INPS, affidate alla riscossione nel 2018. Di questi, 7.000 euro sono sanzioni e interessi di mora.
→ Con la nuova definizione, il debito viene ridotto a 11.000 euro (quota capitale + spese). Optando per il piano in 54 rate bimestrali, pagherà circa 203 euro ogni due mesi per 9 anni, con interessi al 3%. Il risparmio fiscale complessivo supera i 7.000 euro.

Esempio 2 – Impresa decaduta da precedente rottamazione
Una società è decaduta nel 2021 da una precedente rottamazione per omesso pagamento delle rate. Il residuo cartaceo è pari a 92.000 euro, di cui 40.000 euro tra sanzioni, interessi e aggio.
→ L’intera posizione può essere rinegoziata con il nuovo strumento, versando solo la parte impositiva residua. Se la quota capitale è 52.000 euro, il piano in 54 rate porta la singola rata bimestrale a circa 1.050 euro. L’impresa può estinguere il debito con un risparmio di quasi il 45%.

Esempio 3 – Libero professionista con carichi pregressi
Un avvocato ha un debito di 35.000 euro per IVA e contributi non versati tra il 2014 e il 2019, con cartelle affidate nel 2020.
→ Grazie alla nuova rottamazione, l’importo netto da versare si riduce a 26.000 euro. Su 54 rate bimestrali, l’importo medio sarà di circa 550 euro, rendendo il piano sostenibile senza compromettere la liquidità corrente.

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Tiziano Beneggi

Gennaio 3, 2026

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