Con l’articolo 1, commi da 233 a 237 della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), il Governo introduce un nuovo “Piano casa” destinato a contrastare l’emergenza abitativa e a sostenere l’accesso all’alloggio per categorie fragili o in difficoltà economica. La misura, articolata su più livelli, prevede locazioni a canone agevolato, formule di acquisto progressivo (rent to buy) e iniziative di coabitazione sociale, con uno stanziamento pluriennale che sarà gestito attraverso bandi nazionali e locali.
Obiettivo del provvedimento è rendere strutturale l’intervento pubblico nel settore abitativo, anche tramite incentivi destinati a giovani, giovani coppie, genitori separati non assegnatari della casa familiare e persone anziane, in sinergia con programmi regionali e progetti di edilizia sociale.
Struttura e benefici previsti
Il Piano casa si basa su quattro linee di intervento:
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Locazione a canone agevolato, destinata a soggetti con ISEE entro soglie definite, per favorire l’accesso a immobili adeguati con un affitto calmierato, da erogare anche tramite soggetti del Terzo settore e fondi immobiliari pubblici;
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Formule “rent to buy”, che consentono di stipulare contratti misti con quota di canone imputabile al futuro acquisto dell’immobile, con garanzie per inquilino e proprietario;
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Contributi per genitori separati con figli fiscalmente a carico e privi della casa familiare, finalizzati al sostegno delle spese di locazione o acquisto;
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Progetti di coabitazione sociale per anziani, con alloggi condivisi, servizi integrati e supporto alla domiciliarità, anche in partenariato con enti locali e operatori del welfare abitativo.
Soggetti destinatari
Il piano si rivolge in via prioritaria a:
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giovani di età inferiore a 36 anni;
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coppie con almeno un componente under 40;
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genitori separati o divorziati senza assegnazione dell’alloggio familiare;
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anziani soli con ISEE inferiore a 20.000 euro;
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nuclei monoparentali o numerosi in condizioni di disagio abitativo.
I benefici saranno concessi sulla base di requisiti reddituali e familiari, secondo criteri uniformi stabiliti con decreto interministeriale entro il 30 aprile 2026. Saranno previsti bandi distinti per le diverse linee di intervento.
Esempi
Esempio 1 – Giovane coppia e rent to buy
Una coppia under 36 con ISEE di 28.000 euro accede a un programma di edilizia sociale locale. Ottiene un appartamento in locazione con contratto rent to buy: 5 anni di affitto agevolato con quota mensile imputabile al prezzo di acquisto, fissato fin da subito. Al termine del periodo, può riscattare l’immobile con accesso agevolato al mutuo.
Esempio 2 – Genitore separato con figli minori
Un genitore divorziato con due figli a carico, escluso dalla casa coniugale, riceve un contributo mensile a fondo perduto per sostenere le spese di affitto di un nuovo alloggio. Il contributo copre il 50% del canone per un massimo di 24 mesi.
Esempio 3 – Coabitazione per anziani
Un comune avvia un progetto sperimentale per over 70 con fragilità economica. Due anziani accedono a un appartamento attrezzato, condividono spazi e costi, e ricevono assistenza domiciliare integrata. Il progetto è cofinanziato con risorse del Piano casa.