L’articolo 1, comma 232 della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026) modifica il comma 10 dell’articolo 5 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, ampliando il perimetro applicativo delle premialità volumetriche per la rigenerazione urbana.
La novità è rilevante sul piano operativo: da ora, gli incentivi urbanistici previsti per interventi di riqualificazione edilizia e rigenerazione potranno essere riconosciuti anche agli immobili che risultano sanati con condoni edilizi, a condizione che sia stato conseguito un titolo in sanatoria.
La formulazione precedente subordinava l’accesso alle premialità alla presenza di un titolo edilizio “rilasciato”, escludendo implicitamente gli immobili condonati che, pur in possesso di un titolo abilitativo legittimo, non rientravano nella nozione tecnica di rilascio. Il legislatore interviene quindi per eliminare una disomogeneità interpretativa che, in molte prassi comunali, portava all’esclusione di edifici regolarmente sanati.
Quali immobili rientrano
L’inclusione riguarda gli immobili:
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oggetto di domande di condono edilizio ai sensi delle leggi n. 47/1985, n. 724/1994 e n. 326/2003;
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per i quali è stato rilasciato o conseguito un titolo abilitativo in sanatoria, con esito favorevole e chiusura del procedimento.
La disposizione ha effetto immediato e consente l’applicazione delle premialità volumetriche in tutti i casi di interventi di rigenerazione urbana che rispettino gli altri requisiti previsti dalla normativa regionale o comunale.
Impatto operativo
La modifica normativa consente, in concreto, di includere nel perimetro delle agevolazioni volumetriche un patrimonio edilizio consistente, che fino ad oggi risultava penalizzato da un’impostazione formale non allineata con la giurisprudenza prevalente, favorevole a riconoscere piena legittimità agli immobili condonati.
Il superamento della distinzione tra titolo “rilasciato” e “conseguito” permette ai proprietari, alle imprese e ai professionisti tecnici di valorizzare edifici condonati in piani di rigenerazione, con incremento di superficie, mutamento di destinazione d’uso o altri benefici previsti dalle normative locali.
Esempi
Esempio 1 – Riqualificazione energetica con ampliamento
Un edificio residenziale oggetto di condono edilizio ai sensi della legge 47/1985, per il quale il titolo in sanatoria è stato conseguito nel 2006, può ora accedere a un piano comunale di rigenerazione urbana che prevede premialità volumetriche fino al 20% per interventi di efficientamento energetico e miglioramento antisismico.
Esempio 2 – Riconversione funzionale di immobile produttivo
Un capannone industriale, regolarizzato con condono edilizio ai sensi della legge 724/1994, viene inserito in un programma comunale di riconversione delle aree dismesse. Grazie alla modifica normativa, può accedere agli incentivi volumetrici previsti dal piano urbanistico, inclusa la possibilità di mutamento di destinazione d’uso e incremento del volume.