Dal 1° aprile 2025 entra in vigore la nuova classificazione delle attività economiche ATECO, un aggiornamento predisposto dall’ISTAT in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e l’Unione Europea. Questo cambiamento ha lo scopo di allineare il sistema statistico ed economico alle nuove realtà imprenditoriali e alle evoluzioni tecnologiche, con implicazioni dirette su fiscalità, contributi previdenziali e accesso agli incentivi.
L’aggiornamento si rende necessario per adeguare la classificazione delle attività ai nuovi modelli di business, migliorare la rilevazione statistica e incidere sulla determinazione del regime fiscale e contributivo delle imprese. Avrà effetti diretti su comunicazioni obbligatorie come fatturazione elettronica, dichiarazioni fiscali, contributi INPS e agevolazioni.
Tra le principali novità si segnala l’introduzione di nuovi codici per attività emergenti come intelligenza artificiale, blockchain, green economy e sviluppo software innovativo. Alcuni settori, come il commercio elettronico e i servizi digitali, verranno ridefiniti per rispondere alla loro evoluzione, mentre altri codici saranno accorpati o suddivisi per una classificazione più precisa. Anche i settori industriali, agricoli e dei servizi subiranno una revisione.
L’adeguamento riguarda tutte le nuove imprese costituite dal 1° aprile 2025, che dovranno adottare i nuovi codici in fase di registrazione. Le imprese già esistenti con codici aggiornati dovranno comunicare la variazione alla Camera di Commercio e all’Agenzia delle Entrate. Professionisti e aziende dovranno verificare che il codice corretto sia riportato nei documenti ufficiali per evitare problemi amministrativi e fiscali.
L’aggiornamento avrà conseguenze fiscali e contributive. Alcuni codici potrebbero determinare un’aliquota IVA diversa rispetto al passato. L’accesso a regimi fiscali agevolati, come il forfettario, potrebbe essere influenzato e le aliquote contributive INPS potrebbero variare per specifiche attività. Inoltre, le nuove classificazioni potrebbero incidere sull’accesso a bandi, agevolazioni e incentivi pubblici.
Per verificare e aggiornare il proprio codice ATECO, è necessario consultare la lista aggiornata dei codici ATECO sul sito ufficiale dell’ISTAT o dell’Agenzia delle Entrate, accedere al cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate per verificare il codice assegnato alla propria impresa e, in caso di necessità, presentare la variazione attraverso il portale della Camera di Commercio. Un supporto di un commercialista può essere utile per gestire correttamente questa fase di transizione.
Non aggiornare il codice può portare a problemi nelle dichiarazioni fiscali, difficoltà nell’accesso ai finanziamenti, possibili sanzioni amministrative e la perdita di diritto a incentivi specifici per determinati settori.
È fondamentale verificare il proprio codice, adeguarlo se necessario e comprendere gli impatti fiscali e contributivi. Un’adeguata pianificazione e il supporto di un esperto possono aiutare a gestire la transizione in modo efficace e senza rischi.