Onlus e Terzo settore: dal 2026 cambia la fiscalità, iscrizione al Runts decisiva per la continuità

Il 2025 rappresenta l’ultimo anno fiscale per le Onlus. Dal 1° gennaio 2026, infatti, entra pienamente in vigore la fiscalità prevista dal Codice del Terzo Settore (Cts), con l’abrogazione del Dlgs 460/1997 e dell’articolo 150 del Tuir.
La transizione al nuovo regime comporta una scelta strategica non rinviabile: iscriversi al Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) per acquisire la qualifica di Ente del Terzo settore (Ets) ed evitare un vuoto normativo che potrebbe compromettere continuità e benefici fiscali.

Il passaggio obbligato al Runts

Le Onlus hanno tempo fino al 31 marzo 2026 per presentare istanza di iscrizione al Runts. In assenza di tale iscrizione:

  • non sarà più applicabile il vecchio regime Onlus, che viene abrogato;

  • non si potrà accedere ai benefici fiscali del Cts, riservati solo agli Ets.

La norma, tuttavia, prevede una clausola di salvaguardia: l’ente che si iscrive al Runts in corso d’anno 2026 assume la qualifica di Ets con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2026.

Casi pratici

1. Onlus con esercizio solare (1° gennaio – 31 dicembre)
Se si iscrive al Runts a marzo 2026, l’ente sarà considerato Ets a partire dal 1° gennaio 2026. Quindi, per l’intero esercizio 2026 applicherà il nuovo regime fiscale del Terzo settore.

2. Onlus con esercizio non coincidente (es. 1° settembre – 31 agosto)
Se l’iscrizione al Runts avviene ad aprile 2026, l’ente chiuderà l’esercizio al 31 agosto 2026 ancora con regime Onlus. Solo dal 1° settembre 2026 scatterà l’applicazione delle regole fiscali Ets.

Rischi e scadenze da monitorare

  • Iscrizione oltre il 31 marzo 2026: comporta la perdita della qualifica e l’obbligo di devoluzione del patrimonio incrementale.

  • Ritardo nell’iscrizione: genera complessità contabili e dichiarative, soprattutto per enti con esercizi a cavallo dell’anno solare.

  • Gestione degli utili e delle riserve: occorre pianificare la destinazione per garantire coerenza con la futura disciplina Ets.

Opportunità della pianificazione anticipata

Anticipare l’iscrizione al Runts entro la fine del 2025 può rivelarsi la scelta più strategica. Questo consente di:

  • evitare sovrapposizioni normative e incertezze applicative;

  • avviare il 2026 già con piena qualifica Ets;

  • beneficiare subito delle nuove agevolazioni fiscali (Titolo X Cts), inclusa l’esenzione Ires per gli enti non commerciali Ets.

Implicazioni fiscali e organizzative

Il passaggio comporta un’attenta revisione di:

  • statuti (adeguamento alle clausole Cts);

  • regimi fiscali applicabili (commerciale vs non commerciale);

  • rapporti con i finanziatori e partner istituzionali, che richiedono sempre più spesso la qualifica Ets come prerequisito.

La fase transitoria è caratterizzata da incertezze interpretative, che saranno oggetto di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro. Una pianificazione accurata evita il rischio di errori nella gestione fiscale e di perdita di agevolazioni.

Beneggi e Associati assiste enti e fondazioni in questa delicata transizione, garantendo una valutazione integrata tra aspetti statutari, fiscali e patrimoniali, per trasformare un obbligo normativo in un’opportunità di rafforzamento strategico.

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