La legge 30 dicembre 2025, n. 199, segna un nuovo punto di svolta nel sistema pensionistico italiano. L’articolo 1, commi da 81 a 85, prevede infatti un graduale adeguamento dell’età pensionabile e un aumento dei requisiti contributivi minimi, a partire dal 2027.
L’intervento si colloca in una strategia di sostenibilità previdenziale di lungo periodo, necessaria per contenere l’impatto demografico dell’invecchiamento della popolazione e l’aumento della speranza di vita. La logica seguita è incrementale, per evitare effetti traumatici e dare alle imprese e ai lavoratori il tempo di adeguarsi.
Nuova età pensionabile: 67 anni e oltre
A partire dal 1° gennaio 2027, l’età di accesso alla pensione di vecchiaia sarà adeguata progressivamente:
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67 anni e 1 mese dal 2027;
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67 anni e 3 mesi dal 2028.
L’adeguamento tiene conto della revisione dei coefficienti di longevità rilevati dall’ISTAT nel 2025 e rappresenta un superamento della soglia stabile dei 67 anni, che era stata congelata dal 2019.
Restano salvi i requisiti per l’accesso anticipato (quota 103, opzione donna, ape sociale) già oggetto di revisione in precedenti leggi di bilancio, ma si conferma il progressivo disallineamento tra età legale e età media effettiva di pensionamento, che già oggi supera i 62 anni.
Aumento dei contributi richiesti
Dal 2027 cambiano anche i requisiti contributivi per accedere alle pensioni:
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per la pensione di vecchiaia, restano i 20 anni minimi;
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per la pensione anticipata contributiva, il requisito sale da 64 a 65 anni di età, con almeno 20 anni di contributi effettivi e un importo mensile pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale;
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per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi per uomini; 41 anni e 10 mesi per donne), non sono previsti aumenti, ma resta il meccanismo della finestra mobile di 3 mesi.
Il quadro complessivo punta a dissuadere il pensionamento anticipato e a incentivare la permanenza attiva, specialmente per le generazioni contributive.
Esempi
Esempio 1 – Lavoratore dipendente nato nel 1960
Un impiegato del settore privato compie 67 anni a giugno 2027.
→ Potrà andare in pensione di vecchiaia a luglio 2027, avendo raggiunto i nuovi requisiti di 67 anni e 1 mese e avendo maturato i 20 anni di contributi minimi.
Esempio 2 – Contributivo puro con importo basso
Una lavoratrice autonoma con soli contributi dal 1996 ha 65 anni nel 2027 e 21 anni di versamenti, ma l’importo della sua pensione stimata è inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale.
→ Non potrà accedere alla pensione anticipata contributiva, nonostante l’età e i contributi, a causa del requisito economico aggiuntivo.
Esempio 3 – Lavoratore con pensione anticipata ordinaria
Un operaio raggiunge 42 anni e 10 mesi di contribuzione a settembre 2027.
→ Accederà alla pensione anticipata a dicembre 2027, per effetto della finestra mobile di tre mesi, senza modifiche rispetto al regime previgente.