Le polizze Warranty & Indemnity (W&I) si sono affermate come uno degli strumenti più utilizzati nella pratica dell’M&A per mitigare il rischio che emergano passività derivanti dalla violazione delle dichiarazioni e garanzie fornite dal venditore nell’ambito di un contratto di acquisizione. Questo mercato, cresciuto rapidamente anche in Italia negli ultimi cinque anni, riflette un’esigenza chiara: ridurre le frizioni negoziali e migliorare la certezza dei flussi economici post‑closing. È un trend confermato anche dal Market Study 2023 di Marsh e dai dati 2024 pubblicati da altri primari broker internazionali che segnalano un incremento dell’utilizzo delle coperture soprattutto in operazioni mid‑market.
Le polizze W&I permettono di spostare sul mercato assicurativo una quota significativa del rischio economico che, nei modelli tradizionali, resterebbe in capo al venditore o, in alternativa, sarebbe allocato mediante meccanismi quali escrow, holdback o garanzie bancarie.
Funzione e ruolo delle W&I nella dialettica negoziale
In un contratto di acquisizione, le dichiarazioni e garanzie rappresentano il principale strumento di tutela dell’acquirente. Esse assicurano la veridicità delle informazioni fornite e costituiscono il presupposto dell’eventuale responsabilità indennitaria del venditore.
Le polizze W&I intervengono proprio su questa dinamica: l’assicuratore assume il rischio economico connesso all’emersione di passività derivanti dalla violazione delle dichiarazioni e garanzie. Ne deriva una semplificazione del confronto tra le parti, che possono concentrare la trattativa sulle aree di disclosure e sulla natura delle limitazioni, lasciando la componente economica del rischio al mercato assicurativo.
La prassi italiana mostra una preferenza consolidata per coperture di tipo buyer’s side, in cui l’acquirente può rivolgersi direttamente all’assicuratore senza dover prima contestare al venditore l’inadempimento delle dichiarazioni e garanzie.
Natura giuridica e inquadramento regolamentare
Dal punto di vista tecnico‑giuridico, esistono due modelli contrattuali:
Polizze seller’s side.
Rientrano nell’alveo dell’articolo 1917 del Codice civile e operano come assicurazione della responsabilità civile del venditore. Nella prassi italiana sono poco diffuse, anche perché il venditore non ha interesse a mantenere un’esposizione post‑closing indiretta verso l’assicuratore.
Rientrano nell’alveo dell’articolo 1917 del Codice civile e operano come assicurazione della responsabilità civile del venditore. Nella prassi italiana sono poco diffuse, anche perché il venditore non ha interesse a mantenere un’esposizione post‑closing indiretta verso l’assicuratore.
Polizze buyer’s side.
Inquadrate tra le assicurazioni per perdite pecuniarie ai sensi dell’articolo 2, comma 3, n. 16, del Codice delle assicurazioni (Dlgs 209/2005). Sono oggi la tipologia di riferimento, poiché garantiscono tutela diretta all’acquirente e maggiore certezza operativa.
Inquadrate tra le assicurazioni per perdite pecuniarie ai sensi dell’articolo 2, comma 3, n. 16, del Codice delle assicurazioni (Dlgs 209/2005). Sono oggi la tipologia di riferimento, poiché garantiscono tutela diretta all’acquirente e maggiore certezza operativa.
Sul piano regolamentare, l’IVASS ha fugato nel 2019 i dubbi circa la compatibilità di tali coperture con il divieto previsto dall’articolo 4, comma 2, del Regolamento ISVAP 29/2009. Con la FAQ del 25 luglio 2019, l’Autorità ha chiarito che le polizze W&I non violano la normativa, essendo basate su impegni circoscritti, tecnicamente stimabili e compatibili con il principio di aleatorietà.
Vantaggi per venditore e acquirente
La diffusione delle W&I è spiegata dai vantaggi simmetrici riconosciuti a entrambe le parti dell’operazione.
Per il venditore, la polizza permette di:
ridurre drasticamente l’esposizione post‑closing e azzerare o limitare le garanzie contrattuali, con immediata liberazione del prezzo al closing; evitare l’uso di strumenti onerosi come escrow e fideiussioni bancarie, particolarmente penalizzanti per i bilanci di società e fondi.
Per l’acquirente, i benefici sono ancora più rilevanti:
maggiore affidabilità del rimedio indennitario, fondato sulla solvibilità dell’assicuratore e non del venditore; possibilità di ottenere livelli di copertura (cap, durata, perimetro) difficilmente raggiungibili con un impianto puramente contrattuale; vantaggio competitivo nelle procedure competitive, in cui l’assenza di richieste di garanzie rafforza significativamente l’offerta; copertura operativa anche in scenari di distressed M&A, in cui il venditore non potrebbe offrire garanzie tradizionali.
Perimetro della copertura ed esclusioni
Le polizze W&I replicano nel complesso il contenuto delle dichiarazioni e garanzie dell’SPA, estendendosi sia alle garanzie fondamentali, come la titolarità delle partecipazioni, sia alle garanzie di business relative ai principali ambiti operativi della target.
Restano però escluse, nella prassi consolidata dei mercati europei:
le condotte dolose o fraudolente del venditore; i rischi già noti o emersi nelle due diligence; le dichiarazioni forward‑looking o previsionali; sanzioni penali e civili, certe aree fiscali ad elevato rischio, alcune materie ambientali e giuslavoristiche.
Le esclusioni sono oggetto di intensa negoziazione, tanto che i report 2023‑2024 dei principali operatori segnalano un progressivo ampliamento delle aree coperte, con clausole sempre più tailor‑made.
Il processo di sottoscrizione: scouting e underwriting
La sottoscrizione di una polizza W&I si articola in due fasi:
la fase di scouting, della durata di circa una settimana, in cui broker e compagnie valutano la fattibilità dell’operazione e forniscono indicazioni non vincolanti sul costo della copertura; la fase di underwriting, che dura in media due settimane e comporta l’analisi approfondita della documentazione di due diligence, dell’SPA e delle disclosure schedules.
Il processo richiede una due diligence completa e strutturata, con analisi approfondite e coerenti tra advisor legali, fiscali e finanziari. Una due diligence insufficiente può infatti generare esclusioni o limitazioni della copertura, come confermato anche dalle prassi 2024 rilevate nei deal assicurati in Europa.
Altri elementi contrattuali rilevanti
Oltre al perimetro della copertura, rivestono particolare importanza:
(i) il massimale, in linea con i cap contrattuali e pari mediamente al 15‑25% dell’enterprise value;
(ii) la franchigia, solitamente tra lo 0,5% e l’1% del deal value;
(iii) la durata, variabile tra 3 e 7 anni a seconda delle garanzie;
(iv) il premio, generalmente pari all’1‑2% del massimale e corrisposto al closing.
(ii) la franchigia, solitamente tra lo 0,5% e l’1% del deal value;
(iii) la durata, variabile tra 3 e 7 anni a seconda delle garanzie;
(iv) il premio, generalmente pari all’1‑2% del massimale e corrisposto al closing.
Gestione dei sinistri: lo schema “claims made”
Le polizze W&I operano su base claims made: rileva quindi la data di presentazione della richiesta di indennizzo durante il periodo di validità della polizza, indipendentemente dal momento in cui si è verificata la violazione.
La giurisprudenza più recente, tra cui Cass. 30339/2023, ha riaffermato la piena legittimità delle clausole claims made purché siano circoscritte, prevedibili e non lesive del principio di meritevolezza.
Criticità operative e rischi residui
Nonostante i numerosi vantaggi, le polizze W&I non eliminano integralmente il rischio. Il trasferimento assicurativo è infatti limitato dal massimale, dalle esclusioni e dalla qualità della due diligence.
Sono particolarmente sensibili:
i disallineamenti tra SPA e polizza; le aree di rischio non adeguatamente investigate; la mancanza di coerenza tra disclosure e perimetro della copertura.
Un’impostazione contrattuale non accurata può lasciare scoperti rischi rilevanti, con esiti potenzialmente pregiudizievoli in fase post‑closing.
Conclusioni
Le polizze W&I si confermano uno strumento strategico per facilitare le operazioni di M&A, accelerare la chiusura delle trattative e favorire l’allineamento degli interessi tra le parti. La loro efficacia, tuttavia, dipende dalla qualità dell’analisi preliminare, dalla coerenza tra SPA e copertura e dalla capacità di costruire una struttura contrattuale calibrata sulle specificità della transazione.
Per chi gestisce operazioni straordinarie, conoscere con precisione la dinamica delle W&I significa migliorare la capacità negoziale e aumentare la resilienza complessiva della transazione.