Dal 2026 entrerà in vigore l’obbligo di collegamento tra POS e registratori telematici (RT) per tutti gli operatori tenuti alla trasmissione dei corrispettivi, secondo quanto previsto dalla legge di Bilancio 2025 (articolo 1, commi 74-77). L’obiettivo della misura è rafforzare la tracciabilità dei pagamenti elettronici e contrastare l’evasione, attraverso un’integrazione logica e non fisica tra strumenti di pagamento e dispositivi fiscali.
Ambito di applicazione ed esclusioni
L’obbligo riguarda commercianti al dettaglio, ristoratori, artigiani e altri soggetti che già oggi devono memorizzare e trasmettere i corrispettivi. Restano esclusi i soggetti esonerati ai sensi del Dpr 696/1996 e del Dm 10 maggio 2019, come tassisti, rivendite di tabacchi, vendite di carburanti o produttori agricoli in regime speciale. Anche le Onlus e gli enti non commerciali che organizzano fiere ed esposizioni sono esentati, come chiarito dalla risposta a interpello 298/2025.
Come funziona il collegamento
Il collegamento sarà gestito attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate. Gli operatori potranno selezionare il POS da associare al RT tra quelli già comunicati dagli intermediari finanziari. Il sistema è stato pensato per ridurre gli errori e semplificare l’integrazione, anche per chi utilizza la procedura web al posto del registratore fisico.
Dati da trasmettere e sanzioni
I dati relativi ai pagamenti elettronici saranno trasmessi in forma aggregata e giornaliera, assieme ai corrispettivi. Errori o omissioni comportano sanzioni fisse di 100 euro (massimo 1.000 euro per trimestre), mentre la mancata connessione tra POS e RT può generare sanzioni da 1.000 a 4.000 euro, fino alla sospensione della licenza in caso di recidiva.
Correzione degli errori
Nel caso in cui venga indicata una modalità di pagamento errata sul documento commerciale, è possibile rettificare l’errore annullando lo scontrino e riemettendone uno corretto, come chiarito dal principio di diritto n. 21/2019.