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Ricerca e Sviluppo: come certificare i crediti d’imposta

La certificazione dei crediti d’imposta per ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design è un’opportunità concreta per le imprese beneficiarie, grazie alle disposizioni dell’articolo 3 del Dl 145/2013 e della legge 160/2019. Con la pubblicazione del decreto direttoriale del 5 giugno 2024, le aziende possono ora avvalersi di un sistema di certificazione che conferisce effetti vincolanti nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.

Il principale vantaggio della certificazione è l’effetto vincolante che essa ha nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, garantendo una maggiore certezza operativa per le imprese. Tuttavia, la certificazione riguarda esclusivamente la qualificazione delle attività inerenti ai progetti di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design e ideazione estetica.

La certificazione può essere richiesta per:

  • Credito d’imposta ricerca e sviluppo 2015-2019 (art. 3, Dl 145/2013)
  • Credito d’imposta ricerca e sviluppo 2020-2031 (art. 1, comma 200, legge 160/2019)
  • Credito d’imposta innovazione tecnologica 2020-2025 (art. 1, comma 201, legge 160/2019)
  • Credito d’imposta design e ideazione estetica 2020-2025 (art. 1, comma 202, legge 160/2019)
  • Credito d’imposta innovazione tecnologica per transizione ecologica o innovazione digitale 4.0 2020-2025 (art. 1, commi 203 e ss., legge 160/2019)

La certificazione vincola l’Amministrazione finanziaria, rendendo nulli gli atti impositivi difformi rispetto a quanto attestato. Tuttavia, il certificato è efficace solo dopo la verifica del Mimit sulla correttezza formale e sostanziale della certificazione, entro 90 giorni dalla data di ricezione della certificazione.

 

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