Con la Legge 29 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), il legislatore ha previsto una nuova definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione, nota come “rottamazione quinquies”. Si tratta di un istituto ormai ricorrente nella normativa tributaria, finalizzato a favorire l’incasso di crediti erariali pendenti, offrendo al contribuente una via di regolarizzazione a condizioni attenuate.
Ambito applicativo oggettivo e soggettivo
Rientrano nella definizione agevolata esclusivamente i carichi:
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affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 31 dicembre 2023;
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relativi a imposte dirette e indirette, contributi previdenziali e altre entrate erariali.
Restano esclusi:
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i carichi non ancora affidati;
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i debiti non iscritti a ruolo (es. avvisi bonari);
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i tributi locali e le sanzioni amministrative comminate da enti diversi dallo Stato.
Possono aderire tutte le categorie di contribuenti: persone fisiche, società, enti non commerciali, professionisti.
Condizioni della definizione
Chi aderisce è tenuto a versare:
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solo le somme dovute a titolo di capitale;
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le spese per procedure esecutive e notifica.
Sono esclusi dal pagamento:
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sanzioni;
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interessi di mora;
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aggio di riscossione.
Modalità e termini di adesione
La domanda di adesione dovrà essere presentata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 aprile 2026. L’esito verrà comunicato al contribuente con indicazione dell’ammontare dovuto e delle scadenze.
Il pagamento potrà avvenire:
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in un’unica soluzione;
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oppure in forma rateale, fino a un massimo di 54 rate bimestrali (9 anni), con applicazione di interessi ridotti.
Esempio operativo
Un contribuente con un debito iscritto a ruolo nel 2022 di 25.000 euro, di cui 10.000 euro tra interessi e sanzioni, potrà regolarizzare la propria posizione pagando solo 15.000 euro in capitale, anche in forma rateale, beneficiando dello stralcio automatico delle componenti accessorie.
Valutazione strategica e rischi operativi
La rottamazione quinquies costituisce una misura di emersione e alleggerimento fiscale che può rappresentare un’opportunità per contribuenti in difficoltà finanziaria, ma richiede una valutazione preventiva sulla sostenibilità dei piani di pagamento.
Va sottolineato che il mancato pagamento anche di una sola rata comporta la decadenza integrale dal beneficio, con ripristino automatico dell’intero debito originario e ripresa delle azioni di riscossione, inclusi sanzioni e interessi. È dunque necessario un approccio pianificato e prudente, anche alla luce dell’interazione con eventuali contenziosi pendenti.