Trasporto merci e logistica: il reverse charge si estende anche alle agenzie per il lavoro

Con la legge di conversione n. 108/2025, il legislatore ha ampliato il perimetro di applicazione del reverse charge Iva per il settore della logistica e dei trasporti. Dopo l’intervento del decreto fiscale (Dl 84/2025), che aveva già introdotto l’inversione contabile obbligatoria per gli appalti di trasporto merci, la novità più rilevante riguarda ora l’estensione anche alle agenzie per il lavoro.

Si tratta di un’evoluzione normativa significativa, che modifica l’operatività di imprese e intermediari in un comparto tradizionalmente esposto a rischi di frode e di utilizzo irregolare della manodopera.

Il contesto normativo

La legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) aveva introdotto l’obbligo di applicare il reverse charge per le prestazioni di servizi:

  • rese tramite appalto, subappalto, affidamento o rapporti analoghi;

  • caratterizzate da prevalente utilizzo di manodopera presso la sede del committente;

  • con impiego di beni strumentali di proprietà o nella disponibilità del committente;

  • nei confronti di imprese attive nel trasporto, movimentazione merci e logistica.

La ratio era chiara: contrastare pratiche elusive e frodi fiscali già oggetto di indagini da parte di diverse Procure.

Con la conversione del Dl 84/2025, il legislatore ha eliminato i vincoli legati alla prevalenza di manodopera e all’utilizzo dei beni del committente, requisiti poco compatibili con i contratti di trasporto. Inoltre, è stata cancellata l’esclusione inizialmente prevista per le agenzie del lavoro: queste ultime rientrano ora pienamente nel perimetro del reverse charge.

Il regime transitorio opzionale

In attesa dell’autorizzazione del Consiglio Ue, è previsto un regime transitorio opzionale:

  • prestatore e committente possono optare affinché il pagamento dell’Iva sia eseguito direttamente dal committente “in nome e per conto” del prestatore;

  • il prestatore resta comunque solidalmente responsabile dell’imposta;

  • la durata dell’opzione è triennale, con comunicazione all’Agenzia delle Entrate tramite modello approvato con provvedimento n. 309107 del 28 luglio 2025;

  • il versamento deve avvenire entro il 16 del mese successivo alla fattura, senza possibilità di compensazione.

Questo sistema garantisce maggiore tracciabilità e rende più difficile l’utilizzo fraudolento dell’Iva.

Subappalti e responsabilità solidale

Un ulteriore correttivo ha chiarito che:

  • l’opzione per il regime transitorio può essere esercitata anche nei rapporti di subappalto, indipendentemente dalle scelte del committente o del primo appaltatore;

  • l’appaltatore e il subappaltatore possono accordarsi bilateralmente sull’opzione;

  • è prevista la responsabilità solidale del subappaltatore nel versamento dell’imposta.

Questo aspetto è cruciale in un settore caratterizzato da catene contrattuali lunghe e complesse, dove la gestione dell’Iva rischia di diventare frammentata e opaca.

Implicazioni operative e strategiche

Le imprese del settore trasporti e logistica devono quindi:

  • rivedere i contratti in essere, verificando l’applicabilità del reverse charge;

  • aggiornare le procedure contabili per gestire correttamente il versamento dell’imposta;

  • valutare con attenzione le clausole di responsabilità nei rapporti di subappalto;

  • predisporre un monitoraggio interno delle comunicazioni all’Agenzia delle Entrate per non perdere i benefici del regime transitorio.

Per le agenzie del lavoro, l’inclusione nel perimetro rappresenta un cambio di paradigma che richiede adeguamenti immediati nei processi di fatturazione e gestione delle risorse.

In un contesto normativo in continua evoluzione, la gestione corretta del reverse charge non è solo una questione di compliance, ma un fattore competitivo. Errori nell’applicazione o nella catena di responsabilità possono generare sanzioni, costi imprevisti e contenziosi fiscali.

Beneggi e Associati affianca imprese, agenzie e operatori logistici con un approccio integrato: consulenza normativa, revisione dei contratti, adeguamento delle procedure contabili e formazione del personale amministrativo. Una gestione strategica di questi aspetti consente di trasformare un obbligo normativo in vantaggio competitivo, garantendo solidità fiscale e affidabilità nei rapporti commerciali.

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