Iperammortamento a scaglioni, calcolo con equazione a tre incognite

19 Maggio 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

I commi da 60 a 65 dell’articolo 1 della legge 145/18 hanno previsto la riproposizione dell’iperammortamento sugli investimenti in beni materiali strumentali nuovi “industria 4.0” – destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato – ove effettuati (anche con contratti di leasing) entro il 31 dicembre 2019, ovvero entro il 31 dicembre 2020, in quest’ultimo caso a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. 

La principale distinzione rispetto all’analogo beneficio previsto dalla legge di bilancio 2017 consiste nel fatto che la maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti – ai fini della variazione in diminuzione da operare nel modello Redditi – non è più identica per tutti gli investimenti, ma si applica in base ad un meccanismo “a scaglioni”, secondo una logica che la Relazione stessa definisce «decrescente in funzione di determinati volumi di investimenti». Più precisamente, la maggiorazione (in luogo del 150% sperimentato nel passato) si applica in misura pari al:

  • 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 
  • 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro; 
  • 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro; 
  • azzerandosi sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro. 

Ma come si applica questo meccanismo? In proposito non si registra alcun chiarimento ufficiale che possa aiutare le imprese che investono in più beni materiali – superando nel complesso il limite del primo scaglione pari a 2,5 milioni di euro – a capire come, praticamente, effettuare i calcoli del beneficio, creando una incertezza di fondo che non favorisce le scelte aziendali. 

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