Partite Iva, i conti per gestire la stretta dei forfettari

21 Ottobre 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Non è un Paese per la certezza del diritto e la stabilità delle norme fiscali. Si cambia di nuovo (in tutto o in parte resta da vedere, stando a quanto l’Esecutivo ha scritto i giorni scorsi in poche righe nel Documento programmatico di bilancio, inviato a Bruxelles).

I vecchi limiti dovrebbero essere riproposti. Il ritorno al passato si completerebbe con la reintroduzione del sistema analitico di calcolo del reddito (ricavi-costi certificati), in alternativa alla forfettizzazione con percentuali variabili per categoria. Il condizionale è d’obbligo anche perché si cerca un compromesso che potrebbe prendere forma proprio nelle prossime ore. In pratica l’ipotesi su cui M5S, Pd e altre anime della maggioranza potrebbero convergere è quella di una flat tax “a fasce”:

  • regime forfettario sotto i 30mila euro,
  • doppio binario opzionale tra analitico e forfettario, in base alla convenienza, per chi si colloca tra i 30mila e i 65mila.

Definitivo, invece, l’addio al secondo tempo della flat tax che sarebbe dovuto scattare proprio dal 2020: l’aliquota agevolata al 20% per le partite Iva con compensi da 65.001 euro a 100mila non ci sarà.

Per gli autonomi quindi ora diventa fondamentale fare i conti per verificare se, con quanto fatturato finora, si resterà al di sotto della soglia dei 65mila euro. E, in attesa di capire se e in che modo ritornerà il calcolo analitico, chi ha messo in programma spese rilevanti per la propria attività potrebbe trovare conveniente rinviare al prossimo anno l’esborso per massimizzare la deduzione. 

Da rifare probabilmente anche i calcoli su dipendenti e collaboratori. Con la flat tax attuale sono scomparsi i tetti di spesa per il personale. E questo può aver aperto la strada ad assunzioni e contrattualizzazioni. Ora la situazione potrebbe tornare al punto di partenza (salvo qualche misura premiale per chi è sopra i 30mila euro e sceglie la fattura elettronica) con una nuova soglia di 20mila euro l’anno di costi per i collaboratori da rispettare.

Il timore è che, pur di rimanere dentro al forfait, si possano cancellare in un colpo solo le scelte di stabilizzazione fatte. 

Lo Studio è ovviamente a disposizione per tutti i chiarimenti ed adempimenti connessi.


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