Bando TERTIUM di Finlombarda: sostegno agli investimenti delle PMI lombarde

Il Bando TERTIUM di Finlombarda S.p.A., attuativo dell’Azione 1.3.3 “Sostegno agli investimenti delle PMI” del Programma Regionale FESR Lombardia 2021‑2027, si inserisce nel quadro delle politiche regionali volte a rafforzare la competitività del tessuto imprenditoriale lombardo. La misura è attualmente in fase di attivazione e si rivolge alle micro, piccole e medie imprese che intendono realizzare progetti di sviluppo, innovazione e crescita strategica.

L’obiettivo del bando è sostenere investimenti capaci di incidere in modo strutturale sull’organizzazione aziendale, favorendo il consolidamento sul mercato, la diversificazione produttiva, il lancio di nuovi prodotti o marchi e, più in generale, la transizione ecologica e digitale dei processi e dei modelli di business.

Dotazione finanziaria e natura dell’agevolazione

Le risorse complessivamente messe a disposizione ammontano a 3,5 milioni di euro. L’agevolazione assume la forma di un contributo a fondo perduto, con intensità pari al 60% delle spese ammissibili, fino a un importo massimo concedibile di 150.000 euro per singolo progetto.

Il bando è soggetto al regime “de minimis”, con conseguente applicazione dei limiti previsti dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato. È ammessa la cumulabilità con altre agevolazioni, purché nel rispetto delle intensità massime consentite e con l’esclusione espressa del cumulo con risorse PNRR.

Soggetti beneficiari e requisiti di accesso

Possono presentare domanda le PMI regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, con almeno due bilanci depositati alla data di presentazione della domanda. Le imprese devono disporre di una sede operativa in Lombardia, presso la quale realizzare il progetto, oppure impegnarsi a costituirla entro la data di richiesta della prima erogazione del contributo.

Ulteriori requisiti riguardano la regolarità contributiva, il rispetto dell’obbligo di sottoscrizione delle polizze catastrofali, l’assenza di procedure concorsuali o liquidatorie e l’impegno a garantire la sostenibilità finanziaria degli investimenti per almeno tre anni dalla data di erogazione del saldo finale.

Ambito settoriale e codici ATECO

Il bando presenta un’ampia apertura settoriale, includendo la maggior parte delle attività economiche, dall’industria manifatturiera ai servizi, dal commercio alla logistica, dalle attività professionali alla sanità e all’istruzione. L’estensione ai principali codici ATECO rende la misura trasversale e adatta a una pluralità di modelli imprenditoriali.

Una particolare attenzione è riservata al settore tessile, moda e accessorio, per il quale il bando individua esplicitamente progetti di sviluppo orientati alla valorizzazione del brand, alla crescita industriale e all’innovazione sostenibile.

Progetti ammissibili e linee di sviluppo

Sono finanziabili progetti di sviluppo e crescita strategica che evidenzino un percorso di evoluzione dell’impresa lungo almeno una direttrice qualificante. In particolare, i progetti possono riguardare il passaggio da attività di contoterzismo alla commercializzazione di un proprio brand, il lancio di nuovi prodotti, anche in collaborazione con creativi emergenti, oppure l’adozione di modelli organizzativi e produttivi innovativi.

Rientrano tra le finalità ammissibili anche i progetti orientati alla transizione ecologica e digitale, purché coerenti con il principio DNSH – Do No Significant Harm, che impone di non arrecare danni significativi agli obiettivi ambientali dell’Unione europea.

Entità dell’investimento e limiti finanziari

L’investimento complessivo deve essere compreso tra un minimo di 60.000 euro e un massimo di 500.000 euro. Questa soglia consente di sostenere sia progetti di dimensione medio‑contenuta, sia interventi più articolati, mantenendo un equilibrio tra accessibilità della misura e impatto economico degli investimenti.

Spese ammissibili e articolazione dei costi

Il bando ammette una gamma articolata di spese, purché strettamente funzionali al progetto presentato. Sono finanziabili gli acquisti di macchinari, impianti produttivi, attrezzature tecniche e relative componenti innovative, con esclusione degli interventi di mera sostituzione e delle spese di manutenzione ordinaria o straordinaria.

Rientrano inoltre tra i costi ammissibili le spese per software, licenze e servizi cloud, nonché la partecipazione a percorsi di accelerazione offerti da soggetti riconosciuti da Regione Lombardia. Un ruolo centrale è attribuito alle prestazioni specialistiche, entro il limite del 50% delle spese totali, che possono riguardare formazione avanzata, design di prodotto, consulenze per certificazioni ambientali, implementazione di tecnologie abilitanti e tutela della proprietà industriale.

È prevista infine l’ammissibilità delle spese generali, determinate in misura forfettaria pari al 7% dei costi ammissibili principali.

Regole sulle consulenze e indipendenza dei fornitori

Le prestazioni specialistiche devono essere rese da soggetti indipendenti rispetto all’impresa beneficiaria e devono essere oggetto di contratti sottoscritti successivamente alla presentazione della domanda. Sono espressamente escluse le consulenze relative alle attività amministrative o commerciali ordinarie, a conferma dell’orientamento del bando verso interventi ad alto valore aggiunto.

Cumulabilità e limiti agli aiuti

Il contributo è cumulabile con altre agevolazioni qualificabili come aiuti di Stato, incluse quelle in regime de minimis, nel rispetto dei limiti di intensità previsti dalla normativa europea. Rimane invece il divieto di cumulo con fondi PNRR, a tutela della corretta allocazione delle risorse pubbliche.

Procedura di selezione e iter attuativo

Il bando prevede una procedura valutativa a graduatoria. I dettagli operativi relativi a modalità di presentazione delle domande, criteri di valutazione e tempistiche saranno definiti con la pubblicazione del bando attuativo. La scheda attualmente disponibile ha carattere pre‑informativo ed è stata pubblicata sul BURL del 7 aprile 2026.

Impatto atteso sul sistema produttivo lombardo

Il Bando TERTIUM si propone come uno strumento mirato a rafforzare la capacità di investimento delle PMI lombarde, accompagnandole in percorsi di crescita sostenibile e innovazione. L’attenzione alla digitalizzazione, alla sostenibilità e alla valorizzazione del capitale creativo rende la misura particolarmente coerente con le traiettorie di sviluppo del PR FESR 2021‑2027.

Considerazioni conclusive

Il bando TERTIUM di Finlombarda rappresenta un’opportunità rilevante per le PMI che intendono investire in innovazione, brand e processi produttivi evoluti. La combinazione tra contributo a fondo perduto, ampia platea di beneficiari e focus strategico sugli investimenti rende la misura uno dei principali strumenti regionali di sostegno alla competitività nel 2026.

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Tiziano Beneggi

Aprile 4, 2026

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