Il Bonus mamme 2026 richiede una domanda e una verifica per singolo mese: non è un accredito automatico in busta paga. Le istruzioni INPS del 16 e del 20 ottobre definiscono requisiti, scadenze e gestione degli esiti. Il sostegno arriva a 60 euro mensili, fino a 720 euro, ma numero dei figli, attività svolta, tipo di contratto e reddito possono ridurre le mensilità spettanti.
Chi può accedere e come costruire il calendario
La misura riguarda le madri dipendenti pubbliche e private, escluse le lavoratrici domestiche, e le autonome iscritte a una gestione previdenziale obbligatoria, comprese le Casse professionali e la Gestione separata. Rientrano anche lavoro intermittente e somministrazione. La sola titolarità di una carica sociale o di un’impresa, senza l’iscrizione previdenziale richiesta, non consente di accedere al beneficio.
Con due figli il limite riguarda il decimo compleanno del più piccolo; con almeno tre figli, il diciottesimo compleanno del più giovane. Sono compresi adozione e affidamento preadottivo. Il diritto decorre dal mese in cui si perfezionano i requisiti e comprende il mese del compleanno limite. Per esempio, con due figli e il più piccolo che compie dieci anni a settembre, il periodo potenzialmente coperto termina a settembre, non ad agosto.
Tre figli e tempo indeterminato: il mese cambia il diritto
Per una madre con due figli il contratto a tempo indeterminato non esclude i 60 euro. Con almeno tre figli, invece, il bonus economico non spetta nei mesi in cui quel rapporto esiste anche soltanto per una parte del mese. Per queste lavoratrici può trovare applicazione, se ricorrono le condizioni, l’esonero totale della quota IVS a loro carico previsto dalla legge 213/2023 fino al 31 dicembre 2026. Sono due strumenti diversi, da non sommare automaticamente.
La trasformazione da tempo determinato a indeterminato interrompe il bonus dal mese della trasformazione. Una madre di tre figli il cui contratto cambia a luglio può quindi verificare i 60 euro per gennaio-giugno, non anche per luglio. Anche l’apprendistato è un rapporto a tempo indeterminato ai fini di questa distinzione. Occorre controllare tutti i rapporti contemporanei: l’esistenza di un secondo contratto stabile può incidere sulla richiesta.
La soglia di 40.000 euro non coincide con l’ISEE
Il limite è riferito alla somma dei redditi da lavoro della madre per il 2026, pari o inferiore a 40.000 euro annui. Non è una soglia di ISEE del nucleo. Vanno considerate tutte le attività, anche quando il reddito è fiscalmente esente o soggetto a imposta sostitutiva o a un regime agevolato, prima delle franchigie e riduzioni percentuali fiscali indicate dalla circolare. Il trattamento delle singole voci di welfare e fringe benefit richiede un controllo specifico: non viene qui risolto automaticamente.
Per la dipendente il reddito è assunto al netto dei contributi previdenziali obbligatori trattenuti dal datore; i contributi facoltativi, compresi riscatti e ricongiunzioni, non sono invece deducibili per questo controllo. Rientrano le prestazioni sostitutive della retribuzione percepite durante il rapporto, come maternità, malattia e integrazioni salariali. Non rilevano NASpI, DIS-COLL e pensioni, comprese quelle ai superstiti.
Domanda entro dicembre e pagamento non sempre immediato
Il messaggio INPS 3343 del 20 ottobre annuncia l’apertura del servizio. La scadenza ordinaria è il 31 dicembre 2026; se il requisito familiare si perfeziona nel mese di dicembre, la domanda può essere presentata entro il 31 gennaio 2027. La seconda data non è una proroga generale per chi possedeva già i requisiti. L’estensione a chi inizia a lavorare soltanto a dicembre resta dubbia e non va data per certa.
Si accede al servizio Nuovo Bonus mamme 2026 attraverso il Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche, con SPID almeno di livello 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS. Restano disponibili patronati e Contact Center. Occorre dichiarare requisiti e mensilità, indicare i dati dei figli richiesti dal servizio e scegliere il pagamento. La circolare ammette accredito su conto con IBAN oppure bonifico domiciliato; per particolari accrediti SEPA esteri può servire il modulo MV70.
Il pagamento delle mensilità del 2026 avviene in unica soluzione a dicembre per le richieste la cui istruttoria si chiude in tempo utile. Le altre sono pagate da gennaio 2027 dopo la definizione dei controlli. Presentare la domanda non equivale, dunque, a ottenere una data certa di accredito. Conservare la ricevuta permette di verificare invio, mensilità richieste e avanzamento, senza confondere il protocollo con l’accoglimento.
Esito parziale, riesame e distinzione dal 2027
L’INPS controlla genitorialità e attività lavorativa anche attraverso le proprie banche dati. L’esito può riconoscere tutte le mensilità, soltanto alcune oppure rigettare la richiesta. In caso di accoglimento parziale bisogna individuare quali mesi siano esclusi e perché: una trasformazione contrattuale, un periodo di attività non riscontrato e un problema sui dati familiari richiedono documenti diversi.
Il riesame si presenta esclusivamente online, con la documentazione utile a contestare il motivo del diniego o dell’esclusione. Il termine è quello indicato nel provvedimento: non va sostituito con un numero di giorni presunto. Le dichiarazioni rimangono soggette a controllo anche dopo il pagamento, con recupero del beneficio e ulteriori conseguenze in caso di dichiarazioni non veritiere.
Il contributo non è imponibile fiscalmente o contributivamente e non rileva nell’ISEE. Rimane una misura del 2026. L’esonero contributivo parziale previsto dalla legge 207/2024 è stato rinviato al 2027 dalla legge 199/2025: questo rinvio non proroga automaticamente i 60 euro né permette di usare oggi per il 2027 la stessa domanda e gli stessi conteggi. Il regime 2027 resta subordinato al decreto attuativo: non va anticipato come procedura già operativa.
In sintesi: preparare la pratica con lo Studio
Prima dell’invio vanno incrociati figli, eventi familiari, contratti, mesi di attività e reddito 2026. Il massimo di 720 euro presuppone dodici mensilità spettanti; la scadenza di gennaio riguarda la maturazione del requisito familiare a dicembre. Un esito parziale richiede un controllo puntuale, non la ripresentazione indiscriminata della stessa richiesta.
Lo Studio può assisterti nella ricostruzione dei requisiti e nel coordinamento della pratica con il patronato. Prepara contratti e comunicazioni di trasformazione o cessazione, cedolini e prospetto dei redditi 2026, attestazioni di attività e iscrizione previdenziale, documenti familiari pertinenti e, se hai già presentato domanda, ricevuta ed esito INPS. I dati vanno trasmessi soltanto attraverso i canali riservati concordati con lo Studio.