Aggiornato al 24 giugno 2026
In sintesi. Il decreto Primo maggio (decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62) esce dall’esame della Commissione lavoro di Montecitorio con diverse correzioni, confermate dal voto dell’Assemblea del 10 giugno 2026. Se un contratto collettivo nazionale non è rinnovato entro nove mesi dalla scadenza, le retribuzioni salgono del 50% della variazione dell’indice Ipca-Nei. La somministrazione a tempo indeterminato può arrivare a 36 mesi presso lo stesso utilizzatore. La quota di capitale riscattabile dai fondi pensione torna al 50%. Il testo passa ora al Senato per la conversione definitiva.
Che cosa è il decreto Primo maggio e perché cambia
Il decreto-legge 62/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile 2026, riunisce misure su salario giusto, incentivi alle assunzioni e contrasto al caporalato digitale. Un decreto-legge produce effetti subito, ma decade se il Parlamento non lo converte in legge entro sessanta giorni. In sede di conversione le Camere possono modificarlo. La Camera ha approvato il testo il 10 giugno 2026, dopo che il Governo aveva posto la questione di fiducia. Spetta ora al Senato l’esame finale.
Salario giusto: che cosa entra nel trattamento economico complessivo
Il salario giusto si misura sul trattamento economico complessivo (Tec) fissato dai contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni più rappresentative a livello nazionale. L’articolo 7 si arricchisce del comma 4-bis, che elenca le componenti: ogni voce di retribuzione fissa e continuativa, diretta, indiretta o differita, incluse le mensilità aggiuntive e le indennità fisse. Contano anche il welfare contrattuale spettante alla generalità dei dipendenti e gli altri istituti con valore economico previsti dagli stessi contratti. Restano fuori le voci discrezionali e variabili attribuite ai singoli lavoratori.
Il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) estrae il Tec dai contratti depositati e aggiorna l’archivio nazionale dei contratti collettivi. L’archivio amministrativo previsto dal decreto deve essere istituito entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.
Rinnovi dei contratti: dopo nove mesi scatta il 50% dell’Ipca-Nei
L’articolo 10 impegna le parti sociali a prevedere procedure che garantiscano rinnovi regolari e una copertura economica nel periodo tra la scadenza e la firma. Se il rinnovo non arriva entro nove mesi dalla scadenza naturale, e salvo diversi accordi, le retribuzioni sono adeguate a titolo di anticipo. L’adeguamento è pari al 50% della variazione dell’Ipca-Nei, l’indice dei prezzi al consumo armonizzato al netto dei prodotti energetici importati. Secondo la stampa, nel testo iniziale la quota era del 30%.
Un esempio con calcoli nostri, a solo scopo illustrativo. Se l’Ipca-Nei risultasse in aumento del 2,0%, l’adeguamento sarebbe dell’1,0%. Su una retribuzione mensile di 1.800 euro l’aumento sarebbe di 18 euro al mese.
Nei settori ad alta stagionalità e variabilità dei ricavi, elencati nel decreto del Presidente della Repubblica 1525/1963, e in quelli dei soggetti che erogano prestazioni sanitarie e sociosanitarie per conto del Servizio sanitario nazionale, la misura la stabilisce la contrattazione collettiva. Non può superare la percentuale del 50%. Per il secondo gruppo serve un decreto del Ministro del lavoro, da adottare entro novanta giorni dalla legge di conversione.
Contrattazione di prossimità: fino a 15 dipendenti serve l’Ispettorato
I contratti di prossimità sono intese aziendali o territoriali che, a certe condizioni, derogano alla legge e ai contratti nazionali (articolo 8 del decreto-legge 138/2011). Il nuovo articolo 7-bis aggiunge tre regole. Le intese vanno depositate al dicastero del Lavoro e nell’archivio nazionale del Cnel. Se l’azienda ha fino a 15 dipendenti e l’intesa prevede trattamenti peggiorativi, deve essere sottoscritta davanti all’Ispettorato territoriale del lavoro. Ogni intesa peggiorativa va comunicata per iscritto ai lavoratori interessati entro tre giorni dalla firma.
Bonus conciliazione 2026-2028 e comunicazioni sugli asili nido
L’articolo 6 prevede, per le aziende con le certificazioni indicate dall’articolo 8, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 184/2025, un esonero dal versamento dei contributi a carico del datore di lavoro. L’esonero non supera l’1% dei contributi e il tetto di 50.000 euro annui per azienda. La modifica lo circoscrive agli anni 2026, 2027 e 2028.
Dal 1° luglio 2026 gli enti locali comunicano all’Inps codice fiscale e dati identificativi dei servizi educativi per l’infanzia autorizzati. Per la prima applicazione il termine è il 1° settembre 2026, poi ogni aggiornamento va trasmesso entro il 1° settembre dell’anno di riferimento. L’informazione serve ad amministrare il bonus per i nidi.
Previdenza complementare: capitale al 50% e mandati più brevi
La legge di bilancio 2026 (legge 199/2025) aveva portato dal 50% al 60% la quota di montante che si può riscuotere in capitale alla pensione. Il nuovo articolo 16-ter riporta il limite al 50%, con effetto dal 1° luglio 2026. Slitta al 31 ottobre 2026 anche l’erogazione frazionata del montante per un periodo non inferiore a cinque anni.
L’articolo 16-bis riguarda gli organi dei fondi. Gli organi di amministrazione e di controllo durano cinque esercizi. Gli incarichi non possono essere rinnovati per più di due mandati consecutivi. Presidente e vicepresidente sono eletti dall’organo di amministrazione tra i suoi componenti. La regola vale dal primo rinnovo successivo alla legge di conversione e non conta i mandati già conclusi. Sono escluse le forme pensionistiche di cui agli articoli 12 e 13 del decreto legislativo 252/2005.
Lavoro su piattaforma: presunzione di subordinazione e sanzione sugli account
Le norme del capo III si applicano ai lavoratori del capo V-bis del decreto legislativo 81/2015, cioè ai rider. Il rapporto va qualificato tenendo conto di tutti gli elementi utili, compresi quelli che emergono dai sistemi di monitoraggio o di decisione automatizzati. Quando risultano poteri di direzione e controllo, anche esercitati tramite questi sistemi, il rapporto si presume subordinato, salva la prova contraria.
Il lavoratore può chiedere una spiegazione comprensibile e il riesame umano delle decisioni automatizzate che limitano, sospendono o chiudono il suo account, negano la retribuzione o cambiano il contratto. Per gli account duplicati resta la sanzione amministrativa da 1.000 a 1.500 euro. Il testo non la moltiplica più «per ogni account in più», come faceva la versione iniziale.
Somministrazione, distacchi e tirocini
Il dipendente a tempo indeterminato di un’agenzia di somministrazione può svolgere missioni a termine nella stessa impresa utilizzatrice per un massimo di 36 mesi complessivi, anche non continuativi. Il limite si aggiunge a quello già previsto per le missioni a termine e vale per mansioni di pari livello e categoria legale. Un contratto collettivo dell’utilizzatore può fissare un limite diverso. Il computo parte dall’entrata in vigore della legge di conversione. È nulla ogni clausola che limiti, anche indirettamente, la facoltà dell’utilizzatore di assumere il lavoratore.
In via sperimentale, fino al 31 dicembre 2029, il distacco è ammesso previo accordo sindacale anche senza l’interesse proprio dell’impresa distaccante e anche tra aziende di settori o contratti collettivi diversi. Serve una finalità di salvaguardia dei livelli occupazionali o della continuità produttiva. I tirocini extracurriculari non possono superare 12 mesi complessivi per ciascun gruppo di imprese.
Altre misure: tutor economico e graduatorie per le persone con disabilità
Gli enti responsabili dei programmi cofinanziati con fondi strutturali europei 2021-2027 possono istituire il tutor per la sostenibilità economica. Assiste lavoratori fragili o in transizione, in particolare gli ultracinquantenni, nella valutazione dei propri impegni economici e nei rapporti con banche, creditori ed enti impositori. Le persone con disabilità mantengono la posizione in graduatoria anche se assunte con apprendistato o a tempo determinato, fino alla trasformazione o al contratto a tempo indeterminato.
Domande frequenti
Quando scatta l’adeguamento per i contratti scaduti?
Quando il rinnovo non è firmato entro nove mesi dalla scadenza naturale del contratto collettivo e le parti non hanno pattuito altro.
Le missioni in somministrazione arrivano a 60 mesi?
No. Per i dipendenti a tempo indeterminato dell’agenzia il limite aggiuntivo è di 36 mesi nella stessa impresa utilizzatrice.
Il capitale dai fondi pensione resta al 60%?
No. La quota di montante riscuotibile in capitale torna al 50%, con effetto dal 1° luglio 2026.
Gli accordi di prossimità peggiorativi richiedono formalità?
Sì. Vanno depositati e comunicati ai lavoratori entro tre giorni. Fino a 15 dipendenti si firmano davanti all’Ispettorato territoriale del lavoro.
Fonti
Decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2026, nel testo coordinato letto su Normattiva. Modificazioni in sede di conversione, lette nell’allegato alla legge 25 giugno 2026, n. 112, che riporta le modifiche indicate nel testo approvato dalla Camera. Il Sole 24 Ore, NT+ Lavoro, 9 giugno 2026 (solo anteprima, articolo integrale a pagamento non letto). Il Fatto Quotidiano, 10 giugno 2026. Non ho letto il fascicolo dell’atto alla Camera né le circolari applicative.
Contenuto a carattere informativo: non sostituisce una consulenza sul singolo caso.