Bando Quota Lombardia: contributo fino a 600.000 euro per le PMI che si quotano

Il Bando Quota Lombardia sostiene le PMI lombarde che intendono patrimonializzarsi attraverso la quotazione su sistemi multilaterali di negoziazione. La misura, finanziata con 25 milioni di euro a valere sul PR FESR Lombardia 2021-2027, Azione 1.3.2 “Sostegno all’accesso al credito”, riconosce un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili.

Il contributo massimo può arrivare a 600.000 euro per impresa: fino a 300.000 euro per i costi legati all’ammissione alla quotazione e fino a 300.000 euro per i servizi di consulenza correlati alla quotazione sostenuti nei tre anni successivi.

La misura è aperta fino alle ore 14 del 30 giugno 2029, dopo la proroga approvata da Regione Lombardia con D.G.R. n. XII/6219 del 25 maggio 2026. Il termine ultimo per la rendicontazione è stato fissato al 30 giugno 2030.

Risposta breve

Il Bando Quota Lombardia finanzia le PMI che intraprendono un percorso di quotazione su sistemi multilaterali di negoziazione, con aumento di capitale pari almeno al 50% dell’offerta pubblica iniziale. Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, fino a 600.000 euro. L’impresa deve essere PMI, non già quotata, regolarmente iscritta e attiva, non in difficoltà, con sede legale e sede operativa in Lombardia alla data dell’avviso di ammissione e inizio negoziazioni. Il percorso di quotazione deve concludersi entro sei mesi dalla domanda.

A chi si rivolge la misura

Il Bando Quota Lombardia è destinato alle piccole e medie imprese, secondo la definizione dell’allegato I del regolamento UE 651/2014. Le imprese devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese alla data di presentazione della domanda.

La misura riguarda società che non sono già quotate e che hanno intrapreso, o intendono intraprendere, un percorso di quotazione in Borsa, intesa in senso operativo come accesso a un sistema multilaterale di negoziazione.

Un requisito centrale è l’aumento di capitale: l’operazione deve prevedere un aumento di capitale pari almeno al 50% dell’offerta pubblica iniziale. Questo elemento conferma la finalità della misura, che non è finanziare una quotazione meramente formale o di immagine, ma sostenere un reale percorso di patrimonializzazione.

Alla data dell’avviso di ammissione e inizio negoziazioni adottato dal gestore del mercato, l’impresa deve avere sede legale e sede operativa in Lombardia, rilevabili dalla visura camerale. Questo requisito deve essere mantenuto per almeno tre anni dall’ultima erogazione del contributo.

Requisiti soggettivi: regolarità, DURC e polizza catastrofale

Oltre alla qualifica di PMI, il bando richiede che l’impresa non sia in difficoltà secondo la disciplina europea applicabile agli aiuti di Stato. Il riferimento è il regolamento UE 651/2014, che esclude l’accesso alle agevolazioni per imprese in determinate condizioni di crisi economico-finanziaria.

L’impresa deve inoltre essere in regola con il DURC. La regolarità contributiva non è un dettaglio amministrativo, perché rappresenta uno dei presupposti generali per accedere a molte agevolazioni pubbliche.

Il bando richiede anche il rispetto dell’obbligo di stipula della polizza catastrofale. L’obbligo discende dalla legge 30 dicembre 2023, n. 213, che ha introdotto per le imprese l’obbligo di assicurarsi contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali, con successivi interventi di coordinamento e proroga.

Questo profilo va controllato prima della domanda e monitorato fino all’erogazione. Un progetto di quotazione può essere finanziariamente solido, ma rischia di fermarsi se mancano requisiti formali essenziali.

Progetti ammissibili: quotazione e aumento di capitale

Sono ammissibili i progetti avviati dopo la presentazione della domanda e finalizzati alla quotazione da parte di PMI lombarde.

Il percorso deve concludersi entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda di contributo. Se il processo di quotazione non si conclude positivamente, l’impresa non è ammessa al contributo. Questo significa che il bando non finanzia semplicemente attività preparatorie o tentativi non completati: il risultato atteso è l’effettiva ammissione alle negoziazioni.

La quotazione deve avvenire su sistemi multilaterali di negoziazione. Il bando parla di quotazione in Borsa in senso atecnico, ma il riferimento operativo è agli MTF, mercati che consentono alle PMI di accedere al capitale di rischio con requisiti e procedure più adatti rispetto ai mercati regolamentati tradizionali.

L’aumento di capitale pari almeno al 50% dell’offerta pubblica iniziale è il secondo pilastro della misura. Regione Lombardia punta infatti a rafforzare la struttura patrimoniale delle imprese, non solo a sostenere il costo di ingresso sul mercato.

Spese ammissibili prima della quotazione

La prima area di spesa riguarda i costi legati all’ammissione alla quotazione. Il massimale per questa componente è pari a 300.000 euro.

Rientrano le consulenze per l’implementazione e l’adeguamento del sistema di controllo di gestione, la redazione del piano industriale, la due diligence finanziaria, la predisposizione del documento di ammissione, del prospetto o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati.

Sono inoltre agevolabili le attività legali, fiscali e contrattualistiche strettamente inerenti alla procedura di quotazione. Rientrano, ad esempio, la definizione dell’offerta, la revisione dei documenti informativi, la due diligence legale e fiscale e gli aspetti collegati al governo dell’impresa.

La misura copre anche attività necessarie per collocare presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione, nonché attività di comunicazione e investor relation non ricorrenti, purché necessarie a divulgare l’investment case.

Il requisito comune è la funzionalità diretta alla quotazione. Le consulenze ordinarie, ricorrenti o non strettamente collegate al percorso di ammissione rischiano di restare fuori.

Spese ammissibili dopo la quotazione

La seconda area riguarda i costi dei servizi di consulenza correlati alla quotazione, sostenuti nei tre anni successivi all’ammissione. Anche per questa componente il contributo massimo è pari a 300.000 euro.

Sono rilevanti, tra le altre, le attività di revisione del bilancio annuale e semestrale, le attività dell’intermediario che supporta la società nell’ammissione alle negoziazioni e la assiste nell’assolvimento dei compiti derivanti dal regolamento del mercato.

Rientrano anche le attività dell’intermediario incaricato di esporre continuativamente sul mercato proposte in acquisto e vendita e di produrre, o far produrre per proprio conto, almeno due ricerche all’anno sull’emittente. Il bando richiama, in questo ambito, le definizioni contenute nel regolamento UE 596/2014 sugli abusi di mercato e le condizioni del regolamento delegato UE 2017/565.

Questo secondo blocco è particolarmente importante perché il percorso di quotazione non si esaurisce con l’ammissione. Dopo l’ingresso sul mercato, la società deve sostenere costi di compliance, comunicazione finanziaria, investor relation, informativa societaria e presidio del mercato.

Importo del contributo e modalità di erogazione

L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese complessive ammissibili.

Il limite massimo complessivo è di 600.000 euro per impresa. La misura è suddivisa in due blocchi: massimo 300.000 euro per i costi legati all’ammissione alla quotazione e massimo 300.000 euro per i servizi di consulenza correlati alla quotazione nei tre anni successivi.

L’erogazione avviene in più tranche. Questa struttura è coerente con la natura del progetto: una prima fase porta all’ammissione alla quotazione, mentre le fasi successive riguardano il mantenimento degli obblighi e dei servizi collegati al mercato.

La rendicontazione deve essere impostata fin dall’inizio. Ogni costo deve essere riconducibile a una voce ammissibile, sostenuto nei tempi corretti e documentato in modo coerente. Il termine ultimo per trasmettere le rendicontazioni, dopo la proroga regionale del 2026, è il 30 giugno 2030.

Regime di aiuto: GBER e divieto di doppio finanziamento

Il Bando Quota Lombardia non opera in regime de minimis. La misura applica il regolamento UE 651/2014, cioè il regolamento generale di esenzione per categoria, noto come GBER.

Questo inquadramento consente di concedere aiuti compatibili con il mercato interno senza notifica individuale alla Commissione europea, a condizione che siano rispettati i requisiti, le intensità e i limiti previsti dalla disciplina europea.

È ammesso il cumulo con altre agevolazioni nei limiti dei massimali previsti dal regolamento applicabile. Resta però fermo il divieto di doppio finanziamento: le stesse spese non possono essere coperte due volte da risorse pubbliche o agevolazioni incompatibili.

Per le imprese che stanno già utilizzando altri strumenti di finanza agevolata, crediti d’imposta o contributi su consulenze e percorsi di crescita, questo controllo è essenziale. La strategia di quotazione deve essere coordinata anche sul piano degli aiuti di Stato.

Domanda e procedura a sportello

La domanda deve essere presentata attraverso il portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia. Lo sportello è aperto fino alle ore 14 del 30 giugno 2029.

La procedura è valutativa a sportello. L’ordine di presentazione ha rilievo, ma la domanda deve comunque essere completa, coerente e conforme ai requisiti della misura. È ammessa una sola domanda per impresa.

La domanda deve essere presentata prima dell’avvio del progetto agevolabile. Questo punto è decisivo: i progetti avviati prima della domanda non rientrano nella misura, salvo quanto eventualmente previsto da specifiche regole di dettaglio.

L’impresa deve quindi coordinare attentamente il calendario tra advisor, intermediari, organi societari, investitori, delibere di aumento di capitale e presentazione della domanda. Anticipare alcune attività prima della domanda può compromettere l’ammissibilità dei costi.

Il ruolo della governance nel percorso di quotazione

Il Bando Quota Lombardia finanzia anche consulenze collegate al governo dell’impresa. Non è un aspetto accessorio. La quotazione richiede un’evoluzione della governance, dei sistemi di controllo, della reportistica e della capacità di comunicare con il mercato.

Una PMI che si prepara alla quotazione deve rafforzare il controllo di gestione, rendere leggibile il piano industriale, strutturare flussi informativi affidabili, gestire correttamente le deleghe, presidiare rischi legali e fiscali e prepararsi a dialogare con investitori qualificati.

Il contributo regionale può quindi sostenere un cambiamento organizzativo profondo, non solo il pagamento di consulenti per l’operazione finanziaria.

La coerenza tra progetto industriale, aumento di capitale e assetto di governance è uno dei fattori che rendono più credibile l’operazione e più difendibile il contributo in fase di controllo.

Il principio della lex specialis nei bandi pubblici

Nelle procedure agevolative, il bando rappresenta la lex specialis. Questo significa che requisiti, termini, modalità di domanda, spese ammissibili, rendicontazione e vincoli successivi sono regole vincolanti sia per l’amministrazione sia per l’impresa richiedente.

La giurisprudenza amministrativa è costante nel ritenere che le regole del bando non possano essere trattate come meri formalismi quando incidono su parità di trattamento, corretta gestione delle risorse pubbliche e verifica dell’ammissibilità.

Nel caso di Quota Lombardia, questo principio impone attenzione particolare a tre momenti: presentazione della domanda prima dell’avvio del progetto, conclusione del percorso di quotazione entro sei mesi e mantenimento della sede legale e operativa in Lombardia per almeno tre anni dall’ultima erogazione.

La mancata osservanza di uno di questi vincoli può comportare non ammissione, riduzione, revoca o recupero del contributo.

In sintesi

Il Bando Quota Lombardia sostiene le PMI lombarde che si quotano su sistemi multilaterali di negoziazione con un aumento di capitale pari almeno al 50% dell’offerta pubblica iniziale. La dotazione è di 25 milioni di euro. Il contributo è a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili, fino a 600.000 euro per impresa: 300.000 euro per i costi di ammissione alla quotazione e 300.000 euro per i servizi di consulenza successivi. Lo sportello è aperto fino al 30 giugno 2029 e la rendicontazione finale deve essere trasmessa entro il 30 giugno 2030. Il percorso di quotazione deve concludersi entro sei mesi dalla domanda e, se non si chiude positivamente, l’impresa non accede al contributo.

Come prepararsi prima della domanda

La prima verifica riguarda la struttura societaria e finanziaria. L’impresa deve essere PMI, non già quotata, non in difficoltà, con DURC regolare e polizza catastrofale attiva. Deve inoltre pianificare un aumento di capitale pari almeno al 50% dell’offerta pubblica iniziale.

Il secondo passaggio riguarda il calendario. La domanda deve precedere l’avvio del progetto agevolabile e la quotazione deve concludersi entro sei mesi. Questo richiede un coordinamento preciso tra advisor finanziario, consulenti legali e fiscali, revisori, intermediari, organi societari e potenziali investitori.

Il terzo passaggio riguarda le spese. Ogni consulenza deve essere collegata alla quotazione, documentata e rendicontabile. Costi generici o non direttamente funzionali all’ammissione o agli obblighi successivi possono essere esclusi.

Per le PMI lombarde che valutano un percorso di quotazione, Quota Lombardia può ridurre in modo rilevante il costo dell’operazione e rafforzare la patrimonializzazione. Chi vuole verificare l’ammissibilità del proprio progetto può richiedere un’analisi interna dedicata, con controllo di requisiti, spese, aumento di capitale, calendario e documentazione prima dell’invio della domanda.

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Tiziano Beneggi

July 17, 2026

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