Il MIMIT ha definito una nuova misura da 100 milioni di euro per programmi di sviluppo delle PMI della filiera moda, tessile, pelletteria e accessori. I progetti possono includere investimenti produttivi, innovazione, ricerca e formazione e devono avere un valore complessivo compreso tra 1 e 20 milioni di euro. Le domande non sono ancora aperte: termini e procedura saranno stabiliti con un successivo provvedimento direttoriale.
La misura ha una scala diversa dai voucher: richiede un piano industriale strutturato, sostenibilità finanziaria, coerenza tra investimento e strategia e un presidio puntuale dei requisiti europei sugli aiuti di Stato. Le PMI possono presentare programmi singolarmente o in forma congiunta; il decreto premia l’integrazione dei processi produttivi italiani, l’uso prevalente di semilavorati italiani o europei e le aggregazioni.
Risposta breve: chi può partecipare
Possono accedere le micro, piccole e medie imprese regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese, che svolgono almeno una delle attività ATECO 2025 indicate nell’allegato al decreto. La verifica del codice attività deve essere effettuata sul dato effettivo e aggiornato, non solo sull’oggetto sociale.
L’impresa non deve essere assoggettata a procedure liquidatorie né trovarsi in condizioni incompatibili con il regime di aiuto applicabile. Sono richiesti regolarità contributiva, rispetto della normativa antimafia, assenza di sanzioni interdittive e adempimento dell’obbligo assicurativo contro i rischi catastrofali quando applicabile.
Dimensione e contenuto dei programmi
Il programma complessivo deve essere compreso tra 1 e 20 milioni di euro. Sono ammesse la creazione di nuove unità produttive, l’ampliamento della capacità, la riconversione, la ristrutturazione fondamentale del processo produttivo e l’acquisizione di attivi di stabilimenti esistenti. I progetti congiunti consentono di distribuire attività complementari tra più PMI secondo le regole del decreto.
Gli investimenti produttivi possono essere integrati da progetti di innovazione di processo o organizzativa, fino al 40% dell’investimento complessivo, e da formazione del personale, fino al 20%. Possono inoltre essere previste attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, purché siano effettivamente collegate al programma e rispettino i requisiti tecnici.
Contributo e finanziamento agevolato
Le agevolazioni sono concesse come contributo a fondo perduto e, su richiesta, finanziamento agevolato. Quest’ultimo può arrivare al 20% degli investimenti ammissibili, ha durata massima di dieci anni oltre a un preammortamento massimo di tre anni e applica un tasso pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla concessione.
La somma delle due componenti non può superare il 75% degli investimenti ammissibili. L’intensità effettiva dipende dalla localizzazione, dalla dimensione dell’impresa, dalla tipologia di attività e dal regime europeo applicato. Nei casi disciplinati dagli aiuti regionali, l’impresa deve assicurare almeno il 25% dei costi con risorse proprie o finanziamento esterno privo di sostegno pubblico.
Risorse riservate e localizzazione
Il decreto riserva il 25% delle risorse alle iniziative di micro e piccole imprese. Un’ulteriore quota del 40% è destinata agli investimenti da realizzare in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. La localizzazione incide quindi sia sulle riserve finanziarie sia sull’intensità dell’aiuto applicabile.
La scelta del sito produttivo deve essere coerente con il programma e mantenuta secondo i vincoli di stabilità previsti. Per alcuni aiuti è inoltre necessario non aver delocalizzato verso l’unità interessata nei due anni precedenti e impegnarsi a non farlo nei due anni successivi al completamento.
Perché prepararsi prima dell’apertura
Il decreto definisce la cornice ma non apre lo sportello. Il MIMIT dovrà pubblicare termini iniziale e finale, modalità di presentazione, documentazione e criteri operativi. In questa fase non esiste quindi una scadenza di domanda da indicare né è possibile considerare la misura immediatamente prenotabile.
Le imprese interessate possono però avviare una pre-valutazione: controllo ATECO, dimensione PMI e gruppo, perimetro del programma, localizzazione, preventivi, cronoprogramma, coperture finanziarie, disponibilità del sito e risultati economici attesi. Per progetti congiunti occorre definire ruoli, governance, responsabilità e ripartizione delle spese.
Le esclusioni da controllare
Sono ostative, tra l’altro, irregolarità contributive, cause antimafia, divieti a contrarre con la pubblica amministrazione, revoche non regolarizzate, procedure liquidatorie e mancata copertura assicurativa catastrofale nei casi previsti. Devono inoltre essere verificati i massimali de minimis quando quella disciplina è utilizzata e la nozione europea di impresa in difficoltà.
Il decreto esclude anche situazioni di controllo diretto o indiretto con società residenti in giurisdizioni fiscali non cooperative, salvo prova della presenza economica sostanziale. Nei gruppi societari la due diligence deve quindi estendersi alla catena di controllo e non fermarsi alla sola richiedente.
In sintesi
- Dotazione: 100 milioni di euro sul Fondo per la crescita sostenibile.
- Beneficiari: PMI con attività ATECO 2025 della filiera moda.
- Programmi: da 1 a 20 milioni di euro, singoli o congiunti.
- Agevolazioni: contributo e finanziamento agevolato; copertura complessiva massima 75%.
- Riserve: 25% a micro e piccole imprese; 40% agli investimenti nel Mezzogiorno.
- Apertura e scadenza: non ancora definite; serve un successivo provvedimento MIMIT.
Beneggi e Associati affianca le PMI nella pre-valutazione del programma, nella verifica dei requisiti, nella costruzione del piano economico-finanziario e nella preparazione della documentazione in vista dell’apertura dello sportello.