La pubblicazione dei bandi 2026 del programma Prima (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area) apre la strada a investimenti strategici per un valore complessivo di 69,7 milioni di euro, destinati a sostenere progetti di ricerca e innovazione nei settori dell’acqua, dell’agroalimentare e delle tecnologie digitali. L’iniziativa conferma la centralità del Mediterraneo nelle politiche europee per la resilienza climatica, la sicurezza alimentare e la transizione verso sistemi produttivi più sostenibili.
La natura multilaterale del programma è uno degli aspetti di maggior rilievo: Prima coinvolge Stati membri UE e Paesi mediterranei partner, promuovendo la creazione di consorzi transnazionali che integrino competenze diverse e approcci interdisciplinari. Questo assetto è in linea con le politiche di cooperazione scientifica richiamate nella Comunicazione della Commissione COM(2020) 608 sul Green Deal e nelle strategie internazionali per la sicurezza alimentare.
L’avvio dei bandi conferma inoltre l’allineamento con le indicazioni della Corte dei conti europea in tema di gestione dei fondi per la ricerca, che nelle relazioni speciali 2022 e 2023 ha insistito sulla necessità di rafforzare gli strumenti di coordinamento e di valutazione dei risultati nei programmi transnazionali. Prima si colloca in questa visione integrata, con un impianto che valorizza la sinergia tra ricerca, imprese e politiche pubbliche.
L’approccio WEFE Nexus: acqua, energia, cibo ed ecosistemi in un unico modello
Il programma 2026 conferma l’adozione del modello WEFE Nexus (Water–Energy–Food–Ecosystems), un approccio che considera congiuntamente le componenti idriche, energetiche, alimentari e ambientali. In un territorio ad alta vulnerabilità come il Mediterraneo, caratterizzato da stress idrico crescente, degrado degli ecosistemi e pressioni sulle filiere alimentari, la gestione integrata rappresenta una necessità più che una scelta.
Il riferimento al WEFE Nexus è coerente con le indicazioni contenute nelle valutazioni dell’IPCC sul clima e con la Strategia Europea di Adattamento ai Cambiamenti Climatici del 2021. Anche la giurisprudenza della Corte di Giustizia ha più volte riconosciuto la necessità di un approccio sistemico nella tutela delle risorse naturali, come emerge dalle sentenze C‑525/20 e C‑573/19 in tema di protezione delle acque e degli ecosistemi.
In questo quadro, i finanziamenti Prima assumono un ruolo operativo: promuovono innovazioni tecnologiche e modelli organizzativi capaci di ridurre lo spreco idrico, migliorare la produttività alimentare e rafforzare la resilienza economica dei territori mediterranei. L’iniziativa risponde anche alle raccomandazioni della FAO e della Commissione Europea relative alla sostenibilità delle filiere agricole.
Contributi previsti: dal 70% al 100% delle spese ammissibili
I bandi 2026 prevedono contributi a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili per i soggetti con finalità lucrative, con possibilità di copertura fino al 100% per università, enti di ricerca e altri soggetti senza scopo di lucro. Questa struttura finanziaria garantisce un accesso ampio e inclusivo, favorendo la presentazione di proposte da parte di consorzi che integrino imprese e realtà accademiche.
La copertura quasi totale per gli enti non profit è in linea con la prassi europea consolidata nei programmi Horizon, in cui la Commissione ha spesso previsto un coefficiente di finanziamento più elevato per la ricerca pubblica. La Corte di Giustizia, nella causa T‑69/20, ha ribadito il principio secondo cui i contributi europei devono perseguire l’effettiva promozione dell’innovazione e non generare barriere all’ingresso per gli attori più piccoli o meno capitalizzati.
La struttura di finanziamento adottata da Prima consente quindi una partecipazione più equilibrata, condizione essenziale per il successo di un programma che punta alla convergenza tecnologica e istituzionale tra Paesi europei e mediterranei.
Section 1: innovazione vicina al mercato e tecnologie applicative
La Section 1 raccoglie le call finanziate direttamente dalla Commissione europea. Le Innovation actions si concentrano su soluzioni che hanno già raggiunto un livello di maturità tecnologica elevato e che necessitano di validazione in ambiente reale.
I temi includono la desalinizzazione decentralizzata delle acque salmastre per uso agricolo, una tecnologia che risponde in modo diretto alle pressioni idriche di molte regioni meridionali. Lo sviluppo di mangimi sostenibili per sistemi zootecnici a basso impatto rappresenta invece un tassello strategico della transizione ecologica della filiera agricola. Un ulteriore asse riguarda la trasformazione onsite dei prodotti agricoli deperibili, con l’obiettivo di ridurre le perdite post‑raccolto e incrementare il valore aggiunto locale.
Accanto alle Innovation actions, la Section 1 include una Coordination and support action dedicata al rafforzamento della Mediterranean WEFE Nexus Community of Practice. Questo tipo di azioni è centrale nelle politiche comunitarie, come dimostrano le raccomandazioni contenute nella Comunicazione COM(2023) 393 sulla governance multi‑livello per la sostenibilità.
Le scadenze per la presentazione dei progetti sono fissate al 15 maggio 2026, salvo l’azione di coordinamento per cui è previsto l’11 giugno 2026. I fondi complessivi superano i 33 milioni di euro, confermando la volontà della Commissione di sostenere soluzioni pronte per l’immediata applicazione.
Section 2: ricerca avanzata e sviluppo di nuove tecnologie
La Section 2 include bandi finanziati direttamente dagli Stati partecipanti al programma. La natura “bottom‑up” del finanziamento consente di focalizzarsi su progetti di ricerca avanzata con forte componente sperimentale.
I temi della Section 2 comprendono la protezione e il ripristino dei corsi d’acqua non perenni, un’area di ricerca al centro delle recenti sentenze della Corte di Giustizia sullo stato ecologico dei corpi idrici. Ulteriori filoni riguardano lo sviluppo di sistemi ICT non invasivi per il monitoraggio delle malattie agricole e la realizzazione di soluzioni digitali per la tracciabilità contestuale delle filiere agroalimentari.
La digitalizzazione delle filiere è particolarmente rilevante alla luce delle indicazioni del regolamento europeo sui dati (Data Act) e della crescente attenzione dell’EFSA ai sistemi di monitoraggio precoce. Le risorse disponibili ammontano a 36 milioni di euro e la scadenza è fissata al 15 maggio 2026.
Young Innovators Award: premi per talenti e startup del Mediterraneo
Prima rilancia anche lo Young Innovators Award, che mette a disposizione due premi da 10mila euro destinati a giovani ricercatori, startup e innovatori provenienti da tutto il bacino mediterraneo. L’obiettivo è incentivare l’imprenditorialità giovanile e l’adozione di soluzioni ad alto contenuto tecnologico.
Questa iniziativa è coerente con le raccomandazioni del Consiglio UE sulla promozione dei talenti nelle discipline STEM e con le prassi già avviate nei programmi Erasmus+ dedicati all’innovazione giovanile.