Deducibilità ammortamenti beni in comodato: conferma della Cassazione e regole operative

La deducibilità degli ammortamenti per beni concessi in comodato rappresenta un tema di grande rilevanza per le imprese che operano attraverso filiere produttive complesse. La recente ordinanza della Corte di Cassazione n. 18431 dell’8 giugno 2024 ha confermato un orientamento consolidato, riconoscendo la piena deducibilità in capo al proprietario dei beni concessi in uso a terzi.

La frase chiave “deducibilità ammortamenti beni in comodato” sintetizza il principio cardine: anche in assenza di utilizzo diretto, i beni restano funzionali all’attività d’impresa del proprietario e, pertanto, mantengono rilevanza fiscale.

Il presupposto giuridico risiede nell’articolo 109 del TUIR, che collega la deducibilità dei costi al principio di inerenza e competenza economica.

La posizione della Corte di Cassazione: ordinanza 18431/2024

Con l’ordinanza n. 18431/2024, la Corte di Cassazione ha ribadito che l’ammortamento è deducibile anche quando il bene è concesso in comodato a un fornitore, a condizione che sia utilizzato per produrre beni o servizi destinati al proprietario.

In questo contesto, l’elemento decisivo non è il possesso materiale del bene, ma la sua funzione economica. Se il bene è strumentale all’attività dell’impresa, anche indirettamente, il costo risulta inerente e quindi deducibile.

La pronuncia si inserisce in un filone giurisprudenziale coerente, volto a valorizzare la sostanza economica delle operazioni rispetto alla forma giuridica.

Esempio tipico: stampi concessi al fornitore

Il caso più frequente riguarda gli stampi utilizzati nella produzione industriale. Spesso il fornitore non è in grado di sostenere l’investimento necessario per la loro realizzazione, soprattutto quando si tratta di beni altamente specializzati e costosi.

In queste situazioni, l’impresa committente acquista lo stampo e lo concede in comodato al fornitore, vincolandone l’utilizzo alla produzione destinata esclusivamente al cliente.

Questo schema contrattuale comporta diversi vantaggi operativi e fiscali. Il costo dell’investimento resta in capo al proprietario, che lo ammortizza nel tempo, mentre il prezzo delle forniture risulta ridotto rispetto a una situazione in cui lo stampo è acquistato dal fornitore.

Trattamento contabile e impatto sul conto economico

Dal punto di vista contabile, la deducibilità ammortamenti beni in comodato si traduce in una diversa distribuzione dei costi nel conto economico.

Nella configurazione ordinaria, il costo della fornitura include anche l’ammortamento implicito del bene. In presenza di comodato, invece, il costo si “sdoppia” tra:

la voce B.6 o B.7, per l’acquisto di beni o servizi ridotti
la voce B.10 b), per gli ammortamenti del bene strumentale

Nonostante questa diversa imputazione, il risultato economico complessivo (differenza tra valore e costi della produzione) resta invariato.

Questo conferma che il comodato non altera la sostanza economica dell’operazione, ma incide solo sulla rappresentazione contabile.

Principio di inerenza e utilizzo indiretto del bene

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il principio di inerenza, spesso oggetto di contestazione in sede di verifica fiscale.

La giurisprudenza ha chiarito che l’inerenza non richiede un utilizzo diretto del bene, ma una connessione funzionale con l’attività d’impresa. Nel caso degli stampi in comodato, tale connessione è evidente: il bene è utilizzato per produrre i beni venduti dal proprietario.

Questo approccio sostanzialistico è coerente con l’orientamento dell’Agenzia delle Entrate, che in numerosi documenti di prassi ha riconosciuto la rilevanza dei beni utilizzati indirettamente nel ciclo produttivo.

Aspetti IVA e documentazione obbligatoria

Il comodato di beni rilevanti sotto il profilo produttivo richiede anche attenzione agli aspetti IVA. In particolare, occorre rispettare le disposizioni del DPR 441/1997, che disciplinano le presunzioni di cessione e acquisto.

Per evitare contestazioni, è necessario predisporre idonea documentazione che dimostri:

la proprietà del bene in capo al comodante
la concessione in uso temporaneo al fornitore
la destinazione del bene alla produzione per conto del proprietario

In assenza di tali elementi, l’Amministrazione finanziaria potrebbe presumere una cessione imponibile, con conseguenti recuperi d’imposta.

Valutazione delle rimanenze e riflessi fiscali

Un ulteriore profilo riguarda la valutazione delle rimanenze. Nel caso in cui il processo produttivo coinvolga beni in comodato, il costo di produzione deve includere anche la quota di ammortamento, se significativa.

Questo principio è coerente con le regole civilistiche e fiscali sulla determinazione del costo dei beni, che devono riflettere tutti gli oneri direttamente imputabili alla produzione.

L’OIC 13 e l’OIC 16, in combinazione con l’OIC 24 per i costi pluriennali, forniscono indicazioni utili per una corretta contabilizzazione.

Varianti operative: contributi per l’acquisto dei beni

Una variante frequentemente utilizzata prevede che sia il fornitore ad acquistare il bene, ricevendo dal cliente un contributo economico.

In questo caso, il contributo viene contabilizzato dal fornitore come costo pluriennale, da ammortizzare in funzione delle unità prodotte, secondo quanto previsto dall’OIC 24 (paragrafo 60).

Questa soluzione richiede una valutazione attenta, in quanto comporta implicazioni diverse sia sotto il profilo contabile sia fiscale.

Contenziosi e criticità nei controlli fiscali

Nonostante la chiarezza della normativa e della giurisprudenza, nella prassi operativa non mancano contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Spesso tali contestazioni derivano da una lettura formale delle operazioni, che non tiene conto della realtà economica delle filiere produttive.

La recente pronuncia della Cassazione rafforza la posizione delle imprese, offrendo un importante strumento difensivo in sede di verifica.

Deducibilità ammortamenti beni in comodato: linee operative per le imprese

Per garantire la corretta deducibilità degli ammortamenti, è fondamentale adottare un approccio strutturato.

In primo luogo, è necessario predisporre contratti di comodato dettagliati, che disciplinino diritti e obblighi delle parti, inclusi l’utilizzo esclusivo e la restituzione del bene.

In secondo luogo, occorre garantire una corretta contabilizzazione e una documentazione completa delle operazioni.

Infine, è opportuno verificare periodicamente la coerenza tra struttura contrattuale, flussi economici e rappresentazione contabile.

Se vuoi mettere in sicurezza la tua gestione fiscale e prevenire contestazioni su ammortamenti e comodati, puoi rivedere subito i tuoi contratti e le scritture contabili, integrando le indicazioni operative derivanti dalla più recente giurisprudenza.

CONDIVIDI

Tiziano Beneggi

June 27, 2026

Scegli un partner professionale

Lavoreremo insieme per trovare la soluzione più adatta alle tue necessità.
Telefono

+3903621731370

Indirizzo

via Consorziale dei boschi, 7 20821 Meda

Email

info@beneggiassociati.com

Contattaci

"*" indicates required fields

This field is for validation purposes and should be left unchanged.
Nome e cognome*

Newsletter

Sign up for our newsletter and stay updated on all the latest news.

This field is for validation purposes and should be left unchanged.