Professionisti con cartelle: scomputo dalle fatture liquidate dal 15 giugno 2026

 

Dal 15 giugno 2026 cambia in modo significativo il meccanismo di pagamento dei compensi ai professionisti da parte della Pubblica amministrazione. In presenza di debiti iscritti a ruolo, anche di importo minimo e comunque fino alla soglia di 5.000 euro, la PA procederà allo scomputo diretto delle somme dovute al Fisco o agli enti previdenziali dalle fatture liquidate, con versamento diretto all’Agente della riscossione e pagamento al professionista della sola eventuale eccedenza.

La novità discende dalla legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199), che ha modificato l’articolo 48‑bis del DPR 602/1973 introducendo il nuovo comma 1‑ter, ed è stata resa operativa dalla circolare del Ministero della Giustizia del 17 marzo 2026, indirizzata agli uffici giudiziari competenti per la liquidazione dei compensi.

Il fondamento normativo: art. 48‑bis DPR 602/1973

La disciplina previgente prevedeva un controllo preventivo della regolarità fiscale solo per pagamenti superiori a 5.000 euro, con conseguente sospensione del mandato in caso di inadempienze. Con la legge di Bilancio 2026 il legislatore ha superato tale soglia, estendendo l’obbligo di verifica a tutti i compensi professionali, indipendentemente dall’importo.

Il nuovo comma 1‑ter dell’articolo 48‑bis DPR 602/1973 stabilisce che, in presenza di debiti iscritti a ruolo, la Pubblica amministrazione non sospende il pagamento, maù

La circolare del Ministero della Giustizia del 17 marzo 2026

La circolare del 17 marzo 2026 fornisce le istruzioni operative agli uffici giudiziari, chiarendo che la verifica preventiva delle inadempienze fiscali e contributive deve essere effettuata per tutti i compensi, senza distinzione di importo. La portata applicativa è ampia e riguarda tutti i soggetti che rientrano nella nozione di esercenti arti e professioni ai sensi dell’articolo 54 del Tuir.

Il documento precisa che il meccanismo non configura una sospensione del pagamento, bensì uno scomputo immediato del debito dal compenso dovuto, trasformando di fatto la PA in un soggetto che opera come “sostituto di pagamento” per conto dell’Agente della riscossione.

I professionisti coinvolti

L’ambito soggettivo della misura è particolarmente esteso. Sono interessati avvocati, anche quando operano in regime di patrocinio a spese dello Stato, inclusi i procedimenti di mediazione e negoziazione assistita, ausiliari del giudice, consulenti tecnici d’ufficio e di parte, periti, professionisti incaricati in ambito civile, penale, amministrativo e tributario, nonché ogni altro lavoratore autonomo titolare di redditi di cui all’articolo 54 del Tuir.

La circolare chiarisce che il controllo deve essere effettuato anche in presenza di debiti di importo irrisorio, come una sanzione amministrativa o una cartella per poche centinaia di euro, con conseguente trattenuta fino a concorrenza del debito.

Decorrenza e applicazione “retroattiva”

Un profilo particolarmente critico riguarda l’ambito temporale di applicazione della misura. La circolare precisa che la nuova disciplina si applica a tutti i compensi liquidati a partire dal 15 giugno 2026, indipendentemente dalla data di conferimento dell’incarico, dalla data di svolgimento della prestazione o dalla data di emissione della fattura.

Ciò comporta un effetto sostanzialmente retroattivo: anche prestazioni professionali rese in anni precedenti, se liquidate dopo il 15 giugno 2026, saranno assoggettate alla verifica e allo scomputo dei debiti iscritti a ruolo.

Differenza tra scomputo e sospensione

La nuova disciplina supera il precedente meccanismo di sospensione del pagamento. In passato, la presenza di debiti fiscali comportava il blocco del mandato in attesa di chiarimenti o regolarizzazione. Dal 15 giugno 2026, invece, il pagamento avviene comunque, ma al netto del debito, con versamento diretto all’Agente della riscossione.

Questo aspetto incide in modo rilevante sulla liquidità degli studi professionali, soprattutto per coloro che operano stabilmente con la Pubblica amministrazione e che vantano crediti di importo contenuto.

Le critiche degli Ordini professionali

La misura ha suscitato forti reazioni da parte delle rappresentanze ordinistiche. Confprofessioni ha denunciato una disparità di trattamento tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti, sottolineando come il debito del professionista venga stigmatizzato e immediatamente “aggredito” in sede di pagamento del compenso, a differenza di quanto avviene per i redditi da lavoro subordinato.

Il Consiglio nazionale forense ha inoltre paventato profili di incostituzionalità, in particolare con riferimento all’articolo 3 della Costituzione, rilevando come la norma colpisca in modo selettivo gli avvocati, inclusi quelli che prestano attività difensiva in favore dei soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato.

Impatto operativo per studi e professionisti

Dal punto di vista operativo, la nuova disciplina impone ai professionisti una gestione più attenta della propria posizione debitoria. Anche cartelle di modesto importo possono comportare una decurtazione immediata dei compensi, incidendo sulla programmazione finanziaria e sulla sostenibilità delle prestazioni, soprattutto in settori già caratterizzati da tempi di pagamento dilatati.

In questo contesto, assume rilievo la possibilità di verificare preventivamente la propria posizione presso l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione e di valutare strumenti di definizione o rateazione dei debiti, al fine di evitare effetti penalizzanti in sede di liquidazione dei compensi.

Considerazioni conclusive

La disciplina introdotta dalla legge di Bilancio 2026 segna un cambio di paradigma nei rapporti tra professionisti e Pubblica amministrazione. Lo scomputo diretto dei debiti dalle fatture liquidate dal 15 giugno 2026 rafforza il ruolo della PA come presidio di riscossione, ma solleva rilevanti questioni di equità, proporzionalità e sostenibilità economica per il lavoro autonomo.

La portata ampia della misura e la sua applicazione anche a compensi riferiti a incarichi pregressi rendono necessario un attento monitoraggio delle ricadute operative e dei possibili sviluppi giurisprudenziali.

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Tiziano Beneggi

April 18, 2026

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