Aggiornato al 25 giugno 2026
In sintesi. Per i lavori in condominio sostenuti da un professionista, la spesa può dare una detrazione Irpef del 36%, ripartita in dieci anni, oppure una deduzione dal reddito professionale spalmata su sei anni. La scelta dipende dall’uso dell’immobile e dall’aliquota Irpef marginale. È quanto emerge da una risposta di NT+ Fisco del Sole 24 Ore del 2 giugno 2026 su lavori di manutenzione straordinaria alle parti comuni.
Detrazione Irpef al 36% in dieci quote
La detrazione è uno sconto sull’imposta lorda. Lo prevede l’articolo 16-bis del Tuir (Dpr 917/1986), che riconosce il 36% delle spese documentate, entro 48.000 euro per unità immobiliare. Si applica ai lavori di recupero edilizio sulle parti comuni di un edificio residenziale, e il rimborso fiscale è suddiviso in dieci rate annuali uguali.
Per le spese sostenute nel 2026 la legge 199/2025 (articolo 1, comma 22) conferma il 36%. Sale al 50% per l’abitazione principale, ma qui l’immobile è lo studio. Per il 2027 la percentuale scenderà al 30%.
Il condomino detrae la propria parte, calcolata in proporzione ai millesimi che paga.
Deduzione dal reddito professionale: sei quote annuali
La deduzione riduce il reddito su cui si calcola l’imposta. L’articolo 54-quinquies, comma 2, del Tuir stabilisce che gli oneri per rinnovare, ristrutturare o sottoporre a manutenzione straordinaria gli immobili si deducono in sei quote uguali: quella dell’anno in cui si pagano e le cinque dei periodi d’imposta seguenti.
Il beneficio dipende dall’aliquota Irpef marginale del professionista: più è alta, più la deduzione conviene. Secondo la risposta del Sole 24 Ore, la deduzione riguarda l’immobile usato in via esclusiva per la professione.
Come si sceglie: confronto con un esempio numerico
La stessa spesa non può dare entrambi i benefici: il professionista deve scegliere. Il confronto tiene conto della durata e dell’aliquota marginale.
Esempio numerico (nostro calcolo, con cifre ipotetiche). Un professionista sostiene 12.000 euro di quota condominiale per lavori straordinari. Con la detrazione risparmia 36% di 12.000, cioè 4.320 euro, in dieci anni (432 euro l’anno). Con la deduzione, a un’aliquota marginale del 43%, risparmia 43% di 12.000, cioè 5.160 euro, in sei anni (860 euro l’anno). A un’aliquota del 23% la deduzione varrebbe 2.760 euro e la detrazione sarebbe più alta. Il calcolo ignora contributi previdenziali e altre imposte.
Immobile in edificio residenziale: un requisito della detrazione
L’articolo 16-bis, comma 1, lettera a), riferisce la detrazione per le parti comuni a un edificio residenziale, nel senso dell’articolo 1117 del codice civile. Nella risposta del Sole 24 Ore questa condizione è richiamata per il caso di un edificio a prevalente destinazione residenziale. La natura dell’immobile condiziona quindi la scelta.
La circolare 8/E del 2025 dell’Agenzia delle Entrate è citata nella risposta tra i riferimenti di prassi.
Domande frequenti
Quanto vale la detrazione per i lavori in condominio nel 2026? Il 36% delle spese, fino a 48.000 euro per unità immobiliare, in dieci anni.
Quante quote ha la deduzione per lavori straordinari? Sei, una per anno, a partire dal periodo in cui la spesa è pagata.
Si possono usare detrazione e deduzione sulla stessa spesa? No, il professionista sceglie una delle due strade.
Conviene di più la deduzione? Dipende dall’aliquota marginale: con aliquote alte di solito sì.
Fonti
Tuir (Dpr 917/1986), articoli 16-bis e 54-quinquies, e legge 199/2025, articolo 1, comma 22: letti su Normattiva nel testo vigente al 24 giugno 2026. NT+ Fisco del Sole 24 Ore, risposta del 2 giugno 2026: letto solo il testo iniziale accessibile. La circolare 8/E del 2025 non è stata letta. Per il 2026 si cita la numerazione del Dpr 917/1986; il nuovo testo unico (decreto legislativo 117/2026) si applica dal 1° gennaio 2027.
Contenuto a carattere informativo: non sostituisce una consulenza sul singolo caso.