Proroga versamenti 20 luglio 2026: isa e forfettari con maggiorazione raddoppiata

Anche per il 2026 il legislatore conferma una prassi ormai consolidata: la proroga dei versamenti fiscali per i contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale e per i soggetti assimilati. La novità di quest’anno non riguarda tanto il differimento in sé, quanto l’estensione espressa ai contribuenti in regime forfetario e, soprattutto, il raddoppio della maggiorazione dovuta in caso di pagamento oltre il nuovo termine “gratuito”.

La proroga è contenuta nell’articolo 6 del decreto‑legge 22 maggio 2026, n. 89, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026, che differisce i termini di versamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni fiscali per l’anno 2025 e degli acconti 2026.

Ambito oggettivo della proroga dei versamenti

Il differimento riguarda una pluralità di tributi di particolare rilievo operativo. Sono interessate le imposte sui redditi e l’Irap a saldo per il periodo d’imposta 2025, il primo acconto dovuto per il 2026 e l’Iva a saldo per il 2025. Il rinvio si applica anche ai contributi previdenziali dovuti in base alle dichiarazioni, nonché alle imposte sostitutive, compresa l’imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato per chi ha aderito al concordato preventivo biennale.

La scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 viene quindi spostata al 20 luglio 2026 senza applicazione di alcuna maggiorazione. Il differimento opera in modo automatico, senza necessità di istanze o comunicazioni preventive, coerentemente con quanto già avvenuto negli ultimi anni.

Chi beneficia della proroga: Isa, forfettari e soggetti assimilati

Sul piano soggettivo, la proroga dei versamenti al 20 luglio 2026 interessa innanzitutto i contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Isa e che dichiarano ricavi o compensi non superiori al limite stabilito per ciascun indice, generalmente pari a 5.164.569 euro.

Accanto ai soggetti Isa, il decreto include espressamente anche i contribuenti assimilati, tra i quali rientrano coloro che presentano cause di esclusione dagli Isa, i contribuenti che applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità e, soprattutto, i contribuenti che adottano il regime forfetario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190 del 2014, con ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro.

La proroga si estende inoltre ai soci e associati di società, associazioni e imprese che esercitano attività per le quali sono stati approvati gli Isa, anche se il singolo contribuente non applica direttamente gli indici. Si tratta di una previsione ormai costante, volta a evitare disallineamenti nelle scadenze tra soggetti collegati.

Il nuovo calendario dei pagamenti per il 2026

Per i soggetti beneficiari della proroga, il nuovo calendario prevede due finestre temporali. Il pagamento entro il 20 luglio 2026 consente di adempiere senza alcun costo aggiuntivo. È però ammessa anche la possibilità di effettuare i versamenti dal 21 luglio 2026 al 19 agosto 2026, applicando una maggiorazione a titolo di interesse corrispettivo.

La vera novità del 2026 è rappresentata dall’incremento di tale maggiorazione. Rispetto agli anni precedenti, nei quali il differimento “lungo” comportava l’applicazione dello 0,40 per cento, la misura sale allo 0,80 per cento. Il raddoppio dell’onere per i ritardatari segnala un chiaro intento disincentivante, volto a contenere l’utilizzo sistematico del pagamento differito oltre il primo termine prorogato.

Compensazioni e impatto della maggiorazione

La disciplina tiene conto delle compensazioni effettuate tramite modello F24. In particolare, se i debiti risultanti dalle dichiarazioni vengono compensati integralmente con crediti emergenti dai modelli Redditi, Irap o Iva 2026 relativi al 2025, la maggiorazione dello 0,80 per cento non è dovuta.

Qualora, invece, i debiti siano superiori ai crediti utilizzati in compensazione, la maggiorazione si applica esclusivamente sulla differenza residua da versare. La stessa regola vale anche per lo spostamento del saldo Iva 2025, la cui scadenza ordinaria sarebbe stata il 16 marzo 2026. La norma chiarisce inoltre che non si fa luogo al rimborso di quanto eventualmente già versato prima dell’entrata in vigore del decreto.

I contribuenti esclusi dal differimento

Restano esclusi dalla proroga i contribuenti diversi dai soggetti Isa e assimilati. Per questi soggetti continuano ad applicarsi le scadenze ordinarie del 30 giugno 2026, con possibilità di versamento dal primo luglio al 30 luglio 2026 applicando la maggiorazione dello 0,40 per cento.

È importante sottolineare che per tali contribuenti non trova applicazione la maggiorazione dello 0,80 per cento, che resta riservata esclusivamente ai soggetti beneficiari del differimento al 20 luglio. Il quadro delle scadenze 2026 risulta quindi articolato e richiede una corretta individuazione del regime applicabile al singolo contribuente.

Prassi delle proroghe e coerenza del sistema

La proroga dei versamenti per i soggetti Isa e assimilati si inserisce in una prassi ormai strutturale, avviata con l’introduzione degli Isa e giustificata dalle tempistiche di approvazione dei modelli dichiarativi e dei software di calcolo. Anche la giurisprudenza e la prassi amministrativa fino al 2024 hanno sempre riconosciuto la legittimità di tali differimenti generalizzati, qualificandoli come strumenti di coordinamento del sistema e non come misure eccezionali.

La scelta di estendere in modo esplicito il differimento ai forfettari rafforza ulteriormente l’idea di un allineamento delle scadenze tra regimi fiscali diversi, riducendo le asimmetrie operative e gli oneri organizzativi per contribuenti e professionisti.

Implicazioni operative e pianificazione finanziaria

Dal punto di vista operativo, la proroga al 20 luglio 2026 offre un margine temporale utile per la gestione dei flussi di cassa, soprattutto per i lavoratori autonomi e le piccole imprese. Tuttavia, il raddoppio della maggiorazione rende meno conveniente il rinvio al 19 agosto, trasformandolo da strumento ordinario di gestione della liquidità a scelta da valutare con maggiore attenzione.

In questo contesto, diventa essenziale pianificare per tempo i versamenti, valutare l’utilizzo delle compensazioni e stimare l’impatto finanziario delle diverse opzioni di pagamento. Un’analisi preventiva consente di evitare maggiorazioni non necessarie e di coordinare in modo efficiente imposte, contributi e acconti.

All’interno del nostro studio affianchiamo contribuenti e imprese nella verifica delle scadenze applicabili, nella simulazione dei carichi fiscali e nella pianificazione dei versamenti, anche in presenza di regimi agevolati o di adesione al concordato preventivo biennale. Un corretto inquadramento normativo consente di trasformare la proroga da semplice rinvio a strumento consapevole di gestione finanziaria.

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Tiziano Beneggi

Maggio 24, 2026

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