In sintesi
- Ente promotore
- MIMIT, con gestione Invitalia
- A chi è rivolto
- Nuove imprese a prevalenza giovanile o femminile, costituite da non più di 60 mesi (fino a 36 mesi per i programmi fino a 1,5 milioni di euro)
- Cosa finanzia
- Programmi di investimento: impianti, attrezzature, software, brevetti, opere murarie (entro il 30%) e, per le imprese fino a 36 mesi, consulenze specialistiche (entro il 5%)
- Agevolazione
- Finanziamento a tasso zero; 59 milioni di euro di nuove risorse. Dal 1° luglio 2026 è disponibile il solo finanziamento agevolato, perché il fondo perduto è esaurito
- Apertura domande
- Sportello operativo; domande dal 1° luglio 2026 con solo finanziamento agevolato
- Fonte ufficiale
- Decreto MIMIT del 16 giugno 2026
- Stato
- Aperto
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ON nuove imprese a tasso zero riceve 59 milioni di euro per sostenere la continuità dello sportello. Il decreto MIMIT del 16 giugno 2026 è stato pubblicato sul sito il 12 ottobre. Per le domande dal 1° luglio 2026 è però disponibile il solo finanziamento agevolato, essendo esaurite le risorse per il fondo perduto. Chi prepara il progetto deve quindi valutarne anche la capacità di rimborso.
Approfondimento autonomo basato sul decreto MIMIT e sulle informazioni operative ufficiali di MIMIT e Invitalia, verificate il 14 ottobre 2026. Dell’articolo NT+ Lavoro del 13 ottobre è stata consultata soltanto l’anteprima pubblica. Decreto MIMIT 16 giugno 2026, testo integrale
Che cosa finanziano i 59 milioni aggiuntivi
L’articolo 1 del decreto assegna le risorse alla misura disciplinata dal decreto interministeriale 4 dicembre 2020, nell’ambito del Dlgs 185/2000. La finalità è mantenere operativo lo sportello. Il provvedimento rinvia alla disciplina esistente: restano quindi da applicare i requisiti dei beneficiari e i limiti dei singoli programmi.
I fondi provengono dal Fondo per la crescita sostenibile, attraverso la restituzione delle giacenze del Fondo SIMEST 394/81. L’origine delle risorse non riserva ON agli esportatori. La domanda resta affidata a Invitalia, che gestisce la misura per conto del Ministero.
Lo stanziamento è una dotazione del programma, non il saldo ancora disponibile per le nuove richieste. L’ammissione del progetto richiede una valutazione. Prima di pianificare gli investimenti occorre controllare gli avvisi vigenti; la pubblicazione del decreto non attribuisce una copertura alla singola impresa.
La maggioranza va verificata sui soci e sulle quote
ON si rivolge a micro e piccole imprese in forma societaria, costituite da non più di 60 mesi, e a gruppi che intendono costituirne una. La partecipazione qualificata deve superare la metà sia del numero dei soci sia delle quote. Contano i giovani con almeno 18 anni e meno di 36 alla domanda, oppure le donne maggiorenni, senza il limite dei 35 anni.
I due requisiti vanno controllati separatamente. Una donna con il 70% del capitale, affiancata soltanto da un uomo di 45 anni, soddisfa il criterio sulle quote ma rappresenta metà dei soci: l’assetto non supera il controllo numerico. È un esempio limitato alla compagine; gli altri presupposti restano da verificare.
Le FAQ Invitalia ammettono società di persone e di capitali, incluse cooperative e cooperative sociali, secondo i requisiti previsti. Escludono ditte individuali, società semplici e società di fatto. Per i gruppi non ancora costituiti, società e requisiti vanno documentati entro 45 giorni dalla comunicazione di ammissione. Forma giuridica e partecipazioni vanno quindi definite prima di completare il piano.
Dimensionare il progetto secondo l’età dell’impresa
Per le società da costituire o costituite da non più di 36 mesi, il programma può arrivare a 1,5 milioni di euro di spese ammissibili. Per quelle costituite da oltre 36 e fino a 60 mesi, il limite sale a 3 milioni. Sono massimali del programma: la somma finanziata si determina applicando le regole dell’agevolazione alle spese effettivamente riconosciute.
I settori comprendono produzione industriale o artigianale, trasformazione dei prodotti agricoli, servizi, commercio e turismo. Per ogni acquisto occorre verificare il collegamento al progetto e le condizioni della fascia di impresa. La produzione agricola primaria è esclusa e va distinta dalla trasformazione.
Tra le voci indicate da Invitalia figurano impianti, attrezzature, software, brevetti e opere murarie, queste ultime entro il 30% dell’investimento ammissibile. Nella fascia fino a 36 mesi sono previste anche consulenze specialistiche entro il 5%; per le imprese più mature l’acquisto dell’immobile è previsto soltanto nel turismo, entro il 40%. Queste percentuali limitano le singole spese, non sono percentuali di contributo.
Il piano deve partire dopo la domanda e concludersi entro i tempi della delibera di ammissione, comunque non oltre 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento. Prima di assumere impegni con i fornitori, va verificata la compatibilità con l’avvio agevolabile.
Il piano finanziario deve prevedere il rimborso
Le schede ufficiali indicano una copertura fino al 90% della spesa ammissibile e un finanziamento a tasso zero con durata massima di dieci anni. Invitalia precisa che, per le domande dal 1° luglio 2026, l’aiuto è esclusivamente un finanziamento agevolato. Le percentuali storiche del fondo perduto non possono quindi essere utilizzate come entrate certe di un nuovo business plan.
Il decreto da 59 milioni non dispone espressamente la riattivazione del fondo perduto. Al 14 ottobre, MIMIT e Invitalia mantengono l’avviso di esaurimento. Per una pratica presentata prima del 1° luglio occorre esaminare la posizione specifica, senza estendere automaticamente la conclusione sulle nuove domande.
Operativamente, il fabbisogno da coprire comprende la quota di investimento che resta all’impresa, le spese non ammesse e i disallineamenti tra pagamenti e incassi. È utile costruire un prospetto di cassa con una previsione prudente dei ricavi e del rimborso. Il tasso zero riduce l’onere finanziario, ma non elimina l’uscita per restituire il capitale né rende sostenibile un progetto con margini insufficienti.
Preparare la domanda e i due colloqui di valutazione
La richiesta si invia esclusivamente sulla piattaforma Invitalia. La procedura è a sportello, segue l’ordine cronologico di presentazione e non prevede graduatorie. Servono identità digitale, firma digitale e PEC; alla domanda si allegano il piano d’impresa e la documentazione richiesta. Il protocollo elettronico ottenuto dopo l’invio va conservato insieme alla versione effettivamente trasmessa.
La valutazione comprende due colloqui. Il primo esamina competenze del gruppo, coerenza del progetto e potenzialità del mercato. Dopo l’esito positivo, Invitalia richiede i documenti per il secondo, dedicato a sostenibilità economico-finanziaria, costo ammissibile, utilità delle spese e idoneità della sede. Occorre quindi spiegare come gli acquisti sostengono l’attività e i ricavi previsti.
Per prepararsi, conviene raccogliere dati dei soci e quote, documenti societari, elementi sul mercato, preventivi, informazioni sulla sede e piano di copertura. Quantità, costi, tempi e ricavi devono essere coerenti. Sono suggerimenti organizzativi: gli allegati obbligatori restano quelli previsti dalla procedura e dalle richieste di Invitalia.
In sintesi
- I 59 milioni sostengono la continuità di ON.
- Per le domande dal 1° luglio 2026 resta il solo finanziamento agevolato.
- La maggioranza qualificata deve riguardare sia il numero dei soci sia le quote.
- Massimali, spese ammissibili e capacità di rimborso vanno verificati insieme.
Verificare la candidatura ON prima dell’investimento
Beneggi e Associati può affiancarti nella verifica dei requisiti societari e del piano economico-finanziario. Per un primo esame, raccogli data di costituzione, età e quote dei soci, settore di attività, preventivi, sede prevista e risorse disponibili: serviranno a valutare l’ammissibilità e la sostenibilità del finanziamento.