Aggiornato al 15 dicembre 2025
In sintesi. Per la detrazione Iva fatture di fine anno conta la data in cui il documento è nelle mani del cliente, non quella in cui è stato emesso. Una fattura ricevuta nel 2025, al più tardi il 31 dicembre, si detrae per il 2025, anche se registrata a gennaio, purché sia annotata entro il 30 aprile 2026. Una fattura ricevuta dal 1° gennaio 2026 si detrae nel 2026.
Le due condizioni per detrarre l’Iva
L’articolo 19 del Dpr 633/1972 collega il diritto alla detrazione a due requisiti. Il primo è sostanziale: l’imposta deve essere esigibile, cioè l’operazione deve essere stata effettuata secondo l’articolo 6 dello stesso decreto. Il secondo è formale: chi acquista deve possedere una fattura valida. La circolare 1/E del 17 gennaio 2018 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che il diritto può essere esercitato quando ricorrono entrambi e, al più tardi, nella dichiarazione dell’anno in cui sono maturati.
Per gli acquisti in Italia il possesso decorre da quando lo SdI, il Sistema di Interscambio delle fatture elettroniche, mette la fattura a disposizione del destinatario. Se il documento non arriva, conta la presa visione nel portale «Fatture e Corrispettivi». Per le importazioni conta la messa a disposizione del prospetto contabile, che coincide con lo svincolo della merce.
Il termine per registrare la fattura
L’articolo 25 del Dpr 633/1972 impone di annotare la fattura tra gli acquisti prima di quella liquidazione in cui la detrazione viene esercitata e, in ogni caso, non oltre la scadenza della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione. La dichiarazione annuale Iva si presenta entro il 30 aprile dell’anno successivo. Chi registra tra il 1° gennaio e il 30 aprile può usare un registro sezionale, cioè una sezione separata del registro acquisti riferita all’anno precedente, e l’imposta confluisce nella dichiarazione di quell’anno.
Tre casi per l’esercizio 2025
Esempio numerico (calcoli nostri). Una società riceve tre fatture con Iva al 22% su 1.000 euro di imponibile, cioè 220 euro di imposta ciascuna.
Prima fattura: datata 29 dicembre, ricevuta il 30 dicembre 2025 e registrata il 31 dicembre. I 220 euro si detraggono nella liquidazione di dicembre 2025, il cui versamento mensile scade il 16 gennaio 2026.
Seconda fattura: ricevuta il 31 dicembre 2025 e registrata il 7 gennaio 2026. Il diritto è del 2025: i 220 euro si detraggono nella dichiarazione Iva 2025, da presentare entro il 30 aprile 2026, previa annotazione nel sezionale.
Terza fattura: datata 31 dicembre ma resa disponibile dallo SdI il 4 gennaio 2026. Il possesso c’è solo nel 2026 e la detrazione spetta nel 2026, nella liquidazione di gennaio, il cui versamento scade il 16 febbraio 2026.
Perché la facilitazione del giorno 15 non vale a dicembre
Durante l’anno esiste una facilitazione, prevista dall’articolo 1, comma 1, del Dpr 100/1998: le fatture ricevute e annotate fino al giorno 15 del mese seguente si detraggono già nella liquidazione del mese precedente. La regola non vale per i documenti relativi a operazioni dell’anno precedente: una fattura di dicembre che arriva nei primi giorni di gennaio non può quindi essere portata nella liquidazione di dicembre.
Se la fattura non è stata registrata in tempo
La dichiarazione integrativa a favore si basa sull’articolo 8, comma 6-bis, del Dpr 322/1998. Per l’Agenzia, con le risposte a interpello 479 del 18 dicembre 2023 e 115 del 2025, è utilizzabile solo se la fattura è stata ricevuta e registrata nei termini e la detrazione è mancata per errore. Con una fattura non registrata entro la dichiarazione il diritto, secondo l’Agenzia, è perso. Su questo punto esiste una lettura contraria dei commentatori dell’Associazione italiana dei dottori commercialisti (Aidc), ma il comportamento prudente resta registrare entro il 30 aprile.
Domande frequenti
Quale data conta per detrarre l’Iva: emissione o ricezione? Conta la ricezione, insieme all’esigibilità dell’imposta.
Una fattura di dicembre registrata a gennaio si detrae nel 2025? Sì, se è stata ricevuta nel 2025 ed è annotata entro il 30 aprile 2026.
E se arriva a gennaio 2026? Si detrae nel 2026, nella liquidazione in cui è registrata o al più tardi nella dichiarazione 2027.
Per le importazioni quale data vale? Quella dello svincolo della merce, cioè della messa a disposizione del prospetto contabile.
Fonti
Dpr 26 ottobre 1972, n. 633, articoli 6, 19 e 25; Dpr 100/1998, articolo 1; Dpr 322/1998, articolo 8 (letti come richiamati nelle fonti seguenti, non nei testi ufficiali). Agenzia delle Entrate, circolare 1/E del 17 gennaio 2018 (letta nel comunicato stampa del 17 gennaio 2018 pubblicato da Diritto Bancario e nel commento di Edotto del 18 gennaio 2018). Agenzia delle Entrate, risposta n. 115/2025 (letta in copia su Fisco e Tasse), che cita la risposta n. 479 del 18 dicembre 2023. Aidc, documento Lab Focus n. 6/2025 del 16 settembre 2025. EC News, «La gestione della detrazione dell’Iva», 3 febbraio 2025. Non letti: i testi ufficiali su Normattiva, Il Sole 24 Ore ed Eutekne. Testi a pagamento e fonti primarie non sono stati confrontati ai fini dell’antiplagio.
Contenuto a carattere informativo: non sostituisce una consulenza sul singolo caso.