Aggiornato al 31 maggio 2026
In sintesi. Dal 15 giugno 2026, per i pagamenti della PA ai professionisti, l’ente pubblico controlla se il beneficiario ha cartelle non pagate. Se i debiti notificati raggiungono almeno 5.000 euro, la PA gira il compenso all’agente della riscossione, nei limiti del debito, poi riconosce al professionista soltanto ciò che avanza. Il limite dei 5.000 euro riguarda il debito, non il compenso: anche una fattura piccola può essere assorbita del tutto.
Che cosa è cambiato rispetto alla legge di bilancio
Con la manovra per il 2026 (legge 199/2025, articolo 1, comma 725) è stato aggiunto il comma 1-ter all’articolo 48-bis del DPR 602/1973. La norma riguarda i compensi dovuti a chi esercita arti e professioni per l’attività professionale, quelli dell’articolo 54 del Tuir, e vale anche per chi è ammesso al patrocinio a spese dello Stato. Nel testo originario il controllo scattava per pagamenti di qualunque importo e senza soglia sul debito.
La legge 22 maggio 2026, n. 88, di conversione del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38 (il decreto fiscale), ha introdotto con l’articolo 2-ter una soglia. Prima non esisteva alcun minimo, e il controllo valeva per ogni importo. Ora produce effetti solo se le cartelle a carico del professionista raggiungono nel complesso i 5.000 euro.
Come funziona il meccanismo dal 15 giugno 2026
La disciplina si applica ai pagamenti effettuati dal 15 giugno 2026. Prima di pagare, la PA interroga il sistema dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Se risulta un debito da cartelle, il compenso è destinato all’agente della riscossione entro il limite del debito. Al professionista arriva il resto, se c’è.
Il comma 1-ter vale per importi fino a 5.000 euro compresi. Per i pagamenti più alti continua ad applicarsi il comma 1, cioè la procedura ordinaria.
Due esempi numerici
Calcoli miei. Un avvocato ha cartelle notificate per 5.500 euro e una parcella di 3.000 euro da un Comune. La soglia è superata: il Comune versa 3.000 euro all’agente della riscossione e il professionista non incassa nulla. Il debito residuo scende a 2.500 euro.
Un architetto ha cartelle per 4.800 euro e un compenso di 3.000 euro. La soglia non è raggiunta e il pagamento avviene regolarmente.
Che cosa resta aperto
Il meccanismo opera prima del pagamento, senza passare dalla notifica di un pignoramento. Le fonti consultate non chiariscono come il professionista possa far valere cartelle contestate o già annullate dopo lo scomputo. Il tema è segnalato dalla stampa specializzata come una delle criticità della norma.
Domande frequenti
Il limite dei 5.000 euro riguarda la fattura? No. Si riferisce al debito complessivo iscritto a ruolo. Anche un compenso inferiore a 5.000 euro può essere trattenuto.
Da quando vale? Dai pagamenti eseguiti dal 15 giugno 2026.
Vale anche per il gratuito patrocinio? Sì, il comma 1-ter si applica anche a chi è ammesso al patrocinio a spese dello Stato.
Che cosa prende il professionista? Solo la parte di compenso che eccede il debito: se il debito è maggiore del compenso, nulla.
Fonti
Legge 199/2025, articolo 1, comma 725, e legge 22 maggio 2026, n. 88 (conversione del decreto-legge 38/2026), nelle ricostruzioni della stampa specializzata. Il Sole 24 Ore, NT+ Diritto, 15 maggio 2026; Edotto, 15 maggio 2026; Certifico, informativa sulla soglia di 5.000 euro; Fisco7, 1° giugno 2026. Non letti: i testi della legge 199/2025, del decreto-legge 38/2026 e della legge 88/2026, né le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il precedente testo parlava di decreto ancora in esame al Senato: la legge di conversione è invece del 22 maggio 2026.
Contenuto a carattere informativo: non sostituisce una consulenza sul singolo caso.