Sgravi contributivi: serve il Durc regolare senza interruzioni

Aggiornato al 20 maggio 2026

In sintesi. Gli sgravi contributivi spettano solo se il datore di lavoro ha il Durc regolare per tutto il periodo in cui li usa. Lo ha ribadito la Cassazione, sezione lavoro, con l’ordinanza n. 10815 del 23 aprile 2026. Se l’Inps invita a regolarizzare e il pagamento arriva dopo i 15 giorni concessi, il Durc diventa negativo e si perdono gli sgravi fruiti nel periodo irregolare. Una sanatoria tardiva ripristina la regolarità per il futuro, ma non cancella il recupero. La Corte esclude inoltre che conti l’entità dell’importo non versato.

La regola: sgravi condizionati alla regolarità contributiva

L’articolo 1, comma 1175, della legge 296/2006 subordina i benefici normativi e contributivi previsti per il lavoro e la legislazione sociale al possesso del documento unico di regolarità contributiva (Durc). Il Durc è il certificato con cui Inps, Inail e, per l’edilizia, le Casse edili attestano che il datore di lavoro è in regola con i versamenti. La regola vale per ogni misura che alleggerisca il costo contributivo: la Corte ha ritenuto compresi anche gli esoneri della legge 190/2014, che premiavano le nuove assunzioni.

Che cosa ha deciso la Cassazione

L’Inps aveva chiesto a una società il recupero di sgravi relativi a dicembre 2017. A febbraio 2018, dopo un invito a regolarizzare, era stato rilasciato un Durc negativo: il termine di quindici giorni previsto dal decreto ministeriale 30 gennaio 2015 era trascorso e il pagamento era arrivato circa due mesi dopo. Il Tribunale aveva dato ragione alla società; la Corte d’appello di Milano aveva ribaltato la decisione e la Cassazione l’ha confermata.

I principi affermati sono quattro. La regolarità deve essere effettiva e costante, cioè presente senza interruzioni mentre si fruisce dello sgravio. Il Durc ha funzione certificativa e non costitutiva: attesta una situazione di fatto, non crea il diritto al beneficio. Se l’Inps non segnala per tempo l’irregolarità, i contributi dovuti restano esigibili. Non esiste proporzionalità: anche un’irregolarità di importo contenuto può far perdere lo sgravio, se porta a un Durc negativo.

Il termine di quindici giorni

Quando il controllo rileva omissioni, l’Inps invia un invito a regolarizzare e concede quindici giorni per pagare; nel frattempo il rilascio del Durc è sospeso. Se il versamento avviene entro quel termine, il Durc è regolare. Se avviene dopo, la regolarizzazione vale per il futuro ma non evita la decadenza dagli sgravi relativi al periodo di irregolarità.

Che cosa succede dopo il Durc negativo

L’Inps può recuperare le somme fruite con un avviso di addebito, che comprende contributi, sanzioni e interessi. La perdita colpisce il periodo in cui la regolarità è mancata e può dunque riguardare mensilità già godute. Il giudice, in caso di contestazione, accerta la situazione di fatto e di diritto, senza fermarsi alla sola certificazione.

Domande frequenti

Basta pagare in ritardo per tenere lo sgravio? No. Il pagamento dopo i quindici giorni dall’invito non evita la perdita dei benefici relativi al periodo irregolare.

Un debito piccolo può far perdere lo sgravio? Sì. Secondo la Corte la norma non prevede alcuna soglia di importo.

Vale solo per gli sgravi tradizionali? No. La regola dell’articolo 1, comma 1175, riguarda ogni misura che riduca l’onere contributivo, esoneri della legge 190/2014 compresi.

L’Inps deve avvisare subito il datore di lavoro? Un ritardo nella segnalazione non rende inesigibili i contributi dovuti.

Fonti

Corte di cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 10815 del 23 aprile 2026: il testo non è stato letto (il file è riservato agli utenti registrati); i principi sono tratti dalle sintesi di Edotto, 15 maggio 2026, e di Ec News (articolo pubblicato in data successiva, usato solo per i fatti della decisione). Legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 1175, e decreto ministeriale 30 gennaio 2015, richiamati dalle due sintesi e non letti direttamente.

Contenuto a carattere informativo: non sostituisce una consulenza sul singolo caso.

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Tiziano Beneggi

Maggio 20, 2026

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