Credito pubblicità, nuova apertura dei termini

19 Agosto 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Il credito d’imposta riconosciuto per gli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, riparte con alcune sostanziali modifiche.

Le buone novità consistono nell’individuazione della copertura finanziaria dell’agevolazione per gli anni successivi al 2018 e nella riapertura per il 2019 delle comunicazioni per l’accesso al credito, che andranno presentate dall’1 al 31 ottobre 2019. 

La nota negativa è invece costituita dalla riduzione dal 90% al 75% della misura dell’agevolazione per le microimprese, le Pmi e le start up innovative, tenuto però conto che la misura del 90% era ancora teorica, essendo subordinata all’autorizzazione dell’Unione europea. 

Imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali possono beneficiare del credito d’imposta qualora gli investimenti di periodo in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali superino almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel periodo precedente.

Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, e come anticipato tale misura riguarda dal 2019 anche le microimprese, piccole e medie imprese, e start-up innovative, restando ferma la necessità di garantire il rispetto della normativa sugli aiuti di Stato.

Il credito è concesso quale aiuto “de minimis. 

Il credito effettivamente spettante potrà essere inferiore a quello richiesto con l’istanza, nel caso in cui l’ammontare complessivo degli importi richiesti con le istanze superi l’ammontare delle risorse stanziate. In tal caso, si provvede ad una ripartizione percentuale delle risorse tra tutti i richiedenti aventi diritto, come già avvenuto per gli anni 2017 e 2018.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite il modello F24 ed è tassato ai fini Ires e Irap.


Sei interessato all’articolo? Scrivici e verrai contattato da un nostro Consultant

@ Beneggi e Associati | Commercialisti al servizio delle imprese | Meda | Milano