Aggiornato al 9 ottobre 2025
In sintesi. Made Green in Italy è lo schema volontario del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) per valutare e comunicare l’impronta ambientale dei prodotti italiani. Il secondo bando, approvato con decreto direttoriale n. 86 del 9 settembre 2025, assegna alle imprese un aiuto non rimborsabile, con tetto di 7.750 euro a progetto, sotto la disciplina de minimis. Le domande si inviano solo via Pec dalle 8:00 del 28 ottobre alle 20:00 del 28 novembre 2025.
A che cosa serve il contributo
Il bando copre i costi per misurare l’impronta ambientale di un prodotto o servizio, necessaria per aderire allo schema Made Green in Italy. Il fondo stanziato è di 114.000 euro sull’annualità 2026, con possibili variazioni dopo la legge di bilancio 2026-2028. Con il tetto di 7.750 euro per progetto, la somma basta in teoria per 14 progetti (calcolo nostro: 114.000 diviso 7.750 dà 14,7).
Chi può chiedere il contributo
Possono presentare domanda i produttori di beni o servizi di origine italiana ai sensi dell’articolo 60 del Codice doganale dell’Unione (Regolamento Ue 952/2013). Per il prodotto deve essere già pubblicata e valida, al momento della domanda, la relativa Regola di categoria di prodotto (Rcp), il documento tecnico che fissa come misurare l’impronta ambientale di quella categoria.
Sono esclusi i soggetti a cui nei due anni precedenti sono state revocate agevolazioni, salvo il caso di rinuncia, o che non hanno restituito aiuti già richiesti indietro. Ogni richiedente può presentare una sola istanza, anche se riferita a più prodotti.
Quali spese sono ammesse
Si finanziano le consulenze, le verifiche di un ente terzo indipendente accreditato per lo schema e la strumentazione e i servizi collegati, comprese licenze software e banche dati. L’Iva è ammessa solo se non recuperabile. Restano fuori il costo del personale interno, gli atti notarili, le imposte e tasse, gli adeguamenti a obblighi di legge e le spese anteriori all’avvio del progetto.
Tempi, assegnazione e pagamento
Il progetto dura al massimo 7 mesi dall’avvio, che coincide con l’accettazione del contributo via Pec; è possibile una proroga di un mese per cause non imputabili al beneficiario. Le domande sono esaminate in ordine cronologico fino a esaurimento dei fondi (procedura a sportello); l’istruttoria si chiude entro 45 giorni dalla chiusura dello sportello.
Per il pagamento la richiesta va presentata entro 20 giorni dalla fine delle attività, con fatture intestate al richiedente e riferite al Cup, prospetto dei costi e relazione. L’erogazione avviene entro 60 giorni dalla richiesta, con pagamenti tracciabili. La somma versata non può superare né il contributo concesso né le spese ammissibili rendicontate: se le spese ammissibili sono 6.500 euro, l’erogazione si ferma a 6.500 euro (esempio nostro).
Domande frequenti
Quando si presenta la domanda?
Dalle 8:00 del 28 ottobre alle 20:00 del 28 novembre 2025, solo via Pec.
Chi può partecipare?
I produttori di beni o servizi Made in Italy per i quali esiste una Rcp pubblicata e valida.
Che cos’è il regime de minimis?
Un limite agli aiuti pubblici di importo ridotto: qui il tetto complessivo è di 300.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari (Regolamento Ue 2023/2831).
Si possono cumulare altri aiuti?
Non per le stesse voci di spesa.
Fonti
Mase, decreto direttoriale n. 86 del 9 settembre 2025, secondo bando Made Green in Italy (testo letto da copia pubblicata da Csqa). Ecnews, articolo sul secondo bando; Quotidiano Piu, articolo del 2025 (letto solo in parte, per abbonati). Non sono stati letti testi a pagamento della stampa specializzata né il sito del Ministero.
Contenuto a carattere informativo: non sostituisce una consulenza sul singolo caso.