Stock option: tassazione, contributi e regime per le start-up

In sintesi. La stock option tassazione scatta quando il dipendente esercita l’opzione, cioè compra le azioni al prezzo prefissato: la differenza tra il valore delle azioni e quanto paga è reddito di lavoro dipendente, soggetto a imposta ordinaria. Su questo reddito non si versano contributi previdenziali. Alla successiva vendita la plusvalenza è tassata al 26%. Se l’azienda è una start-up innovativa o una PMI innovativa, il reddito all’esercizio è invece esente da imposte e contributi, a patto che le azioni non vengano riacquistate dall’azienda o da società collegate.

Che cos’è una stock option

La stock option è il diritto, riconosciuto a un dipendente, a un collaboratore o a un amministratore, di comprare titoli della propria società a un prezzo stabilito in anticipo, detto strike price. Il diritto matura dopo un periodo di attesa (vesting period) e può essere esercitato entro una finestra di tempo definita (exercise period).

A differenza di un bonus in denaro, che remunera subito, il piano lega il beneficiario all’impresa per più anni: guadagna solo se il valore delle azioni cresce. È uno strumento nato per le grandi società quotate statunitensi, oggi usato anche da società più piccole e non quotate.

Quando scatta l’imposta e come si calcola il reddito

L’assegnazione dell’opzione non produce reddito. Il momento tassabile è l’esercizio, cioè quando il beneficiario versa il corrispettivo e diventa titolare delle azioni.

Si tassa come lavoro dipendente lo scarto tra quanto valgono i titoli (il cosiddetto valore normale) e quanto il beneficiario ha versato: lo prevede l’articolo 51 del TUIR, il testo unico sulle imposte dirette. Il valore normale è definito dall’articolo 9 dello stesso testo. Per le azioni quotate è la media aritmetica dei prezzi dell’ultimo mese. Per le azioni non quotate si determina in proporzione al patrimonio netto della società.

Contributi previdenziali: la regola di esclusione

L’articolo 82, comma 24-bis, del DL 112/2008 esclude dalla base imponibile contributiva il reddito derivante dalle stock option. Per l’impresa significa niente contributi sul vantaggio dell’esercizio, a differenza di un premio in denaro. Le condizioni applicative fissate dall’INPS non sono state riscontrate in questa analisi e vanno controllate sul singolo piano.

Start-up innovative e PMI innovative

L’articolo 27 del DL 179/2012 prevede per le start-up innovative un regime di favore, esteso alle PMI innovative dall’articolo 4, comma 9, del DL 3/2015. Il reddito derivante dall’assegnazione di strumenti finanziari o dall’esercizio di opzioni non concorre al reddito imponibile del beneficiario, né ai fini fiscali né ai fini contributivi.

L’esenzione ha una condizione: gli strumenti non devono essere riacquistati dalla società emittente o da soggetti collegati. Se vengono ceduti in violazione di questo vincolo, il reddito prima escluso è tassato nel periodo d’imposta della cessione. Gli strumenti devono inoltre essere emessi dalla start-up o da una società da essa direttamente controllata.

Alla vendita a terzi la plusvalenza segue le regole ordinarie ed è tassata al 26%. Se le azioni sono state assegnate gratuitamente, il loro costo fiscale è zero e l’intero prezzo di vendita è plusvalenza.

Due esempi numerici

I calcoli sono elaborazioni nostre, a scopo illustrativo.

Esempio 1: società quotata. Un dirigente di una società quotata esercita 1.000 opzioni con strike price di 10 euro. Il valore normale (media dell’ultimo mese) è 18 euro. L’importo imponibile è (18 − 10) × 1.000 = 8.000 euro, tassato con le aliquote ordinarie e senza contributi. Se vende a 22 euro, la plusvalenza è (22 − 18) × 1.000 = 4.000 euro e l’imposta al 26% è 1.040 euro.

Esempio 2: start-up innovativa. Un collaboratore riceve gratuitamente 1.000 azioni. Non paga imposte né contributi all’assegnazione. Se le vende a 12 euro ciascuna incassa 12.000 euro, interamente plusvalenza, con imposta al 26% di 3.120 euro.

Domande frequenti

Quando si pagano le imposte sulle stock option? All’esercizio dell’opzione, non alla sua assegnazione.

Si pagano contributi sul vantaggio? No, per l’articolo 82, comma 24-bis, del DL 112/2008 il reddito è escluso dalla base contributiva.

Che cosa cambia in una start-up innovativa? Il reddito all’esercizio è esente da imposte e contributi; si paga solo sulla vendita delle azioni.

Si può perdere l’esenzione? Sì, se le azioni sono riacquistate dall’azienda o da società collegate: il reddito torna a tassazione nell’anno della cessione.

Fonti

Articoli 9 e 51 del TUIR e articolo 82, comma 24-bis, del DL 112/2008, letti attraverso le sintesi di EC News (5 aprile 2016) e Fiscomania (aprile 2026). Articolo 27 del DL 179/2012, letto in una riproduzione del decreto su sito terzo e nella risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 167/2023 riportata da Diritto Bancario. EconomyUp, aprile 2022, per il costo fiscale. EC News (febbraio 2019) e Fiscomania (marzo 2024) per l’aliquota del 26%. NT+ Fisco del Sole 24 Ore (gennaio 2021) per il momento imponibile. Non è stata letta la circolare 54/E del 2008 né alcun messaggio INPS; le testate Eutekne, ItaliaOggi e Ipsoa non sono state consultate.

Contenuto a carattere informativo: non sostituisce una consulenza sul singolo caso.

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Tiziano Beneggi

Gennaio 5, 2026

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