In sintesi. Il part-time agevolato è lo strumento che l’articolo 6 della legge annuale sulle PMI (legge 11 marzo 2026, n. 34) offre ai dipendenti vicini alla pensione: orario ridotto del 25-50% e, per il lavoratore, esonero dai contributi previdenziali che pesano su di lui, entro un tetto di 3.000 euro annui. L’impresa, che deve avere al massimo 50 dipendenti, assume in cambio un giovane. La norma vale per il biennio 2026-2027 e diventa efficace il 7 aprile 2026.
Quando parte e per quanto tempo vale
Il Senato ha dato il via libera definitivo il 4 marzo 2026. Il testo è uscito in Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2026 e produce effetti dal 7 aprile 2026. Alla data di questo aggiornamento mancano ancora le istruzioni operative degli enti previdenziali. La misura è sperimentale e copre il biennio 2026-2027.
Chi può chiedere il part-time agevolato
Il requisito riguarda sia il lavoratore sia il datore. Il lavoratore è assunto a tempo indeterminato con orario pieno, ha versato contributi prima del 1° gennaio 1996 e raggiunge al più tardi il 1° gennaio 2028 le condizioni per la pensione di vecchiaia o anticipata. Il datore di lavoro è un soggetto privato che occupa fino a 50 dipendenti.
Orario ridotto ed esonero contributivo
Il passaggio al tempo parziale richiede un accordo tra le parti. L’orario scende di una quota compresa dal 25 al 50 per cento. L’esonero riguarda i contributi per invalidità, vecchiaia e superstiti che gravano sul dipendente: copre non oltre 3.000 euro per anno e dura fino al 31 dicembre 2027, oppure fino al pensionamento se arriva prima.
Esempio numerico, con calcolo nostro e solo illustrativo: chi lavora 40 ore settimanali e sceglie la riduzione massima passa a 20 ore. Se i suoi contributi annui a carico fossero 4.200 euro, l’esonero ne coprirebbe 3.000 e ne restano 1.200 da pagare. Gli importi effettivi dipendono dalla retribuzione e dalle regole attuative.
L’obbligo di assumere un giovane
Per ogni dipendente che riduce l’orario, l’impresa deve assumere nello stesso momento una persona di età non superiore a 34 anni, con rapporto a tempo indeterminato e orario pieno. L’assunzione è quindi una condizione di accesso, non un impegno da rinviare.
Altre novità sul lavoro nella stessa legge
L’articolo 10, comma 2, aggiunge la lettera b-bis al comma 4 dell’articolo 37 del decreto legislativo 81/2008 e porta nel perimetro della formazione sulla sicurezza le fasi di cassa integrazione. Il dossier parlamentare, riferito da Edotto, segnala dubbi sul rapporto con i fondi di solidarietà bilaterali e sulle sanzioni dell’articolo 55. L’INAIL deve inoltre elaborare modelli semplificati di gestione della sicurezza per le imprese minori. Per un approfondimento sulla sicurezza si rinvia al relativo articolo del sito.
Domande frequenti
Il part-time agevolato spetta a tutti i dipendenti anziani? No. Servono rapporto stabile a orario pieno, contributi anteriori al 1996 e requisiti pensionistici raggiunti al più tardi il 1° gennaio 2028.
L’esonero può superare 3.000 euro? No, il tetto annuo è di 3.000 euro e cessa al più tardi il 31 dicembre 2027.
L’assunzione del giovane è facoltativa? No. Per ogni lavoratore che riduce l’orario va assunta una persona fino a 34 anni, con orario pieno e a tempo indeterminato.
Come vengono trattate le ore non lavorate ai fini della pensione? Le fonti lette non lo precisano: serve il testo applicativo degli enti previdenziali.
Fonti
Legge 11 marzo 2026, n. 34, Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2026: non letta direttamente (Normattiva ha dato errore), contenuto ricavato da commenti. Edotto, guida alle novità di lavoro della legge annuale PMI, con richiamo al dossier parlamentare. EC News e Fiscal Focus, notizie sulla pubblicazione e sull’entrata in vigore. Non sono stati letti il testo integrale e le circolari Inps. Dal testo precedente sono state tolte le affermazioni non riscontrate (tecnologie immersive, esclusioni su moda e recensioni online, termine Inail dalla pubblicazione).
Contenuto a carattere informativo: non sostituisce una consulenza sul singolo caso.