Controlli sugli enti del Terzo settore: la verifica RUNTS diventa un test di continuità

I nuovi modelli ministeriali trasformano i controlli sugli enti del Terzo settore in una verifica strutturata su governance, attività, assenza di lucro, pubblicità e coerenza fiscale. L’avvio operativo generale richiede ancora i passaggi ministeriali previsti, ma gli ETS possono già usare i verbali come check list preventiva.

Risposta breve

Alla data del 12 settembre 2026 i modelli per i controlli ordinari, straordinari e per l’irreperibilità sono approvati. Non è ancora definita la data dalla quale decorrerà il triennio entro cui ciascun ETS dovrà essere controllato; attendere quella data per prepararsi, però, espone a contestazioni evitabili.

Il quadro applicabile al 12 settembre 2026

Il decreto ministeriale 125/2025 disciplina forme, contenuti e modalità della vigilanza; il decreto direttoriale 198 del 10 agosto 2026 adotta i modelli obbligatori di verbale. Il controllo ordinario riguarda la permanenza dei requisiti del Codice del Terzo settore, mentre segnalazioni o anomalie possono attivare verifiche straordinarie.

Per tradurre controlli sugli enti del Terzo settore in un processo verificabile, l’organizzazione deve separare il dato normativo dalla valutazione del caso concreto. È utile fissare in anticipo la data di cut-off dei dati e distinguere ciò che è già certo da ciò che dipende da un provvedimento, da una risposta o dall’esito di un giudizio. Il fascicolo di lavoro dovrebbe indicare la fonte, la data di verifica, il soggetto responsabile e l’evidenza che giustifica la scelta. Questo passaggio riduce sia il rischio di applicare una regola fuori dal suo perimetro, sia quello di perdere una scadenza mentre si attende un chiarimento non decisivo.

Soggetti interessati e confini della regola

Sono coinvolti gli enti iscritti al RUNTS, i loro organi amministrativi e di controllo, gli uffici del Registro e, quando autorizzati, reti associative nazionali e centri di servizio per il volontariato. La verifica amministrativa dialoga con quella fiscale dell’Agenzia delle Entrate: non ogni irregolarità tributaria comporta la cancellazione, ma i fatti che incidono sui requisiti sostanziali possono mettere in discussione lo status.

Per tradurre controlli sugli enti del Terzo settore in un processo verificabile, l’organizzazione deve separare il dato normativo dalla valutazione del caso concreto. Il perimetro soggettivo va validato sull’anagrafica aggiornata, perché qualifica, regime contabile e ruolo nell’operazione possono cambiare la conseguenza fiscale. Il fascicolo di lavoro dovrebbe indicare la fonte, la data di verifica, il soggetto responsabile e l’evidenza che giustifica la scelta. Questo passaggio riduce sia il rischio di applicare una regola fuori dal suo perimetro, sia quello di perdere una scadenza mentre si attende un chiarimento non decisivo.

Cosa fare sul piano operativo

Occorre ricostruire la corrispondenza tra statuto, attività effettivamente esercitate, scritture contabili, rendiconti, libri sociali, raccolte fondi, lavoro dei volontari e destinazione delle risorse. Il legale rappresentante deve poter spiegare eventuali scostamenti e documentare le decisioni con verbali coerenti, non con regolarizzazioni meramente formali predisposte a ridosso dell’accesso.

Per tradurre controlli sugli enti del Terzo settore in un processo verificabile, l’organizzazione deve separare il dato normativo dalla valutazione del caso concreto. Il controllo migliore abbina una verifica tecnica a una verifica esecutiva: la prima determina il trattamento, la seconda conferma che il pagamento, la registrazione o la comunicazione siano realmente avvenuti. Il fascicolo di lavoro dovrebbe indicare la fonte, la data di verifica, il soggetto responsabile e l’evidenza che giustifica la scelta. Questo passaggio riduce sia il rischio di applicare una regola fuori dal suo perimetro, sia quello di perdere una scadenza mentre si attende un chiarimento non decisivo.

Rischi, contestazioni e punti di attenzione

I punti più sensibili sono distribuzioni indirette di utili, attività diverse oltre i limiti, carenze nei libri obbligatori, depositi RUNTS non aggiornati, rapporti con amministratori e parti correlate, rendicontazioni non riconciliate e irreperibilità dell’ente. Le informazioni fiscali possono inoltre generare un controllo straordinario quando fanno emergere possibili violazioni delle attività di interesse generale.

Per tradurre controlli sugli enti del Terzo settore in un processo verificabile, l’organizzazione deve separare il dato normativo dalla valutazione del caso concreto. Quando resta un’incertezza, conviene quantificarne l’effetto, individuare la scelta reversibile e annotare l’evento che farà scattare il riesame. Il fascicolo di lavoro dovrebbe indicare la fonte, la data di verifica, il soggetto responsabile e l’evidenza che giustifica la scelta. Questo passaggio riduce sia il rischio di applicare una regola fuori dal suo perimetro, sia quello di perdere una scadenza mentre si attende un chiarimento non decisivo.

Documenti e controlli interni da conservare

Per tradurre controlli sugli enti del Terzo settore in un processo verificabile, l’organizzazione deve separare il dato normativo dalla valutazione del caso concreto. La documentazione deve permettere a un verificatore esterno di ricostruire i fatti senza affidarsi a spiegazioni orali o a prospetti privi di riconciliazione. Il fascicolo di lavoro dovrebbe indicare la fonte, la data di verifica, il soggetto responsabile e l’evidenza che giustifica la scelta. Questo passaggio riduce sia il rischio di applicare una regola fuori dal suo perimetro, sia quello di perdere una scadenza mentre si attende un chiarimento non decisivo.

Per tradurre controlli sugli enti del Terzo settore in un processo verificabile, l’organizzazione deve separare il dato normativo dalla valutazione del caso concreto. La conservazione deve includere non soltanto il documento finale, ma anche riconciliazioni, ricevute, versioni utilizzate e approvazione della persona responsabile. Il fascicolo di lavoro dovrebbe indicare la fonte, la data di verifica, il soggetto responsabile e l’evidenza che giustifica la scelta. Questo passaggio riduce sia il rischio di applicare una regola fuori dal suo perimetro, sia quello di perdere una scadenza mentre si attende un chiarimento non decisivo.

In sintesi

Il controllo sarà integrato: requisiti civilistici, attività concreta e posizione fiscale devono raccontare la stessa organizzazione. La preparazione più efficace è un fascicolo permanente aggiornato, accompagnato da una prova interna basata sui modelli ministeriali.

Nota editoriale. Accorpamento editoriale di due fonti della newsletter: campagna dei controlli e verifiche incrociate trattano lo stesso sistema di vigilanza e non giustificano due articoli autonomi.

Per verificare l’impatto della disciplina sulla singola posizione e impostare i controlli documentali, è possibile confrontarsi con Beneggi e Associati.

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Tiziano Beneggi

Settembre 22, 2026

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